Medioriente: Le ragioni dell'odio - La verità occultata : 50 anni di pulizia etnica nella Palestina occupata
Conferenza dibattito
con
Paolo Barnard
giornalista di Report (RAI3) e di Rai Educational
nell'occasione verrà presentato il libro
Perchè ci odiano
Edizione Rizzoli BUR, 2006
E' il libro oggi più censurato nella saggistica italiana. Nessun media, né televisivo né cartaceo, ha voluto recensirlo, né RAI né Mediaset o La7, o alcuna radio pubblica o privata, neppure Unità o Repubblica (che ha letteralmente tolto una recensione dalle pagine sia del quotidiano che del Venerdì). Sappiamo che la censura è politica e viene dall'alto; la critica a Israele ne è alla base.
La documentazione che contiene è talmente inattaccabile, e scioccante, da costituire lo strumento definitivo per demolire la Guerra al Terrorismo di Bush/Blair/Putin /Olmert senza possibilità di smentite. E' dunque uno strumento essenziale per controbattere efficacemente alle destre, o semplicemente per ogni cittadino che vuole capire la realtà di questa immane crisi internazionale.
Presentando il suo libro, Paolo Barnard scrive:
"Il libro contiene una spiegazione fruibile da chiunque di tutto ciò che è essenziale sapere per comprendere le crisi mediorientali e la criminosità della Guerra al Terrorismo.
Israele viene svelato per ciò che è senza mezzi termini o tentennamenti: il più grande Stato terrorista della Storia mediorientale contemporanea, con prove alla mano che smontano pezzo su pezzo la narrativa che oggi permette a Tel Aviv di agire con impunità assoluta di fronte al mondo intero. Le fonti sono solo ebraiche, proprio per essere 'blindate'.
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iniziativa a cura di
Coordinamento Pace e solidarietà e International Solidarity Movement - sezione italiana


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Paolo Barnard, co-fondatore di Report, ora a Rai Educational, presenta il suo libro ai nostri microfoni. "Perchè ci odiano", edito dalla Bur, è il suo ultimo lavoro. Quando si parla di terrorismo, lo si fa sempre guardando da una parte sola. Barnard compie l’operazione opposta, andando a ritroso nel tempo per ricostruire tutti quei genocidi che hanno contraddistinto la politica estera delle grandi potenze nel "secolo breve".


