A me risulta effettivamente un po' noioso, e cerco di spiegare il perché.
In primo luogo, sembra che per Bottero si possa stabilire la verità oggettiva di avvenimenti che accadono all'interno di una delle più intime e delicate relazioni esistenti: quella tra la persona e il proprio Maestro, il proprio Direttore di spirito, la propria comunità religiosa.
Pensiamo a una coppia che si separa. Spesso questo avviene drammaticamente, in un clima fortemente astioso. Spesso i coniugi potrebbero presentare un vero e proprio dossier contenente dei fatti commessi dall'altro che - letti con calma in un salotto o in ufficio - farebbero orripilare chiunque. Strappati dal contesto caldo della relazione e tradotti in linguaggio descrittivo, essi risultano insopportabili. Alla luce, poi, del presente odio fra le parti, potrebbero integrare perfino dei reati. Spesso questo dossier viene veramente presentato, e i giudici se lo trovano sui loro tavoli e - sospirando - se lo devono leggere.
Prima c'era amore, e ora c'è livore. E lo stesso gesto (proprio identico, proprio quella carezza, proprio quell'abbraccio) prima era espressione dell'intimità, e ora è intollerabile violenza.
Ma c'è un secondo luogo. E cioè che mi pare che si stia cercando di confrontare gesti e parole accaduti e pronunciati in quel contesto con...quale contesto? Quello dei rapporti civili, professionali, per esempio? Quello della politically correctness?
Perché in questa luce san Francesco andrebbe chiaramente condannato. Andate a leggervi, non so, lo Speculum Perfectionis, o la Leggenda dei Tre Compagni, o perfino i deliziosi Fioretti, e vedete un po' lo stile rispettoso con cui il santo getta i suoi compagni nel fuoco di Dio, ne frantuma l'ego in umiliazioni spaventose, li espone alla follia del martirio e si rallegra alla notizia della loro morte.
San Francesco, molti grandissimi santi (che invece accogliamo nel nostro immaginario come placidi gattoni castrati e senza artigli), i maestri Zen, gli asceti dell'India, i Sufi, e i maestri spirituali d'ogni tempo.
Bottero, il problema interessante e non-noioso, a mio parere, non è chiedersi 'questi fatti sono veri o no?' ma 'può una relazione spirituale essere descritta in un libro senza renderla irriconoscibile, quindi senza strumentalizzarla'?
Grazie, Barsanufio





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