Da clerus.org:
Relativismo
La teoria secondo cui non ci sono verità o valori assoluti, ma sono tutti determinati da periodi, società e persone particolari. Il relativismo puro. (" Tutte le asserzioni e tutte le verità sono relative ") contraddice se stesso. Forme più miti di relativismo sottolineano il fatto che i presupposti storici, culturali e religiosi condizionano il significato e la verità che uno può cogliere. L'approccio relativistico di Ernst Troeltsch (1865-1923) portò la teologia contemporanea al grosso problema di illustrare l'assolutezza di Cristo in modo da mostrare come egli, in modo definitivo e insuperabile, sia la pienezza della rivelazione per tutti gli uomini di tutti i tempi. Nell'area delle definizioni dogmatiche, le formulazioni condizionate storicamente vanno distinte dalle verità perenni che sono insegnate. Cf Coscienza classica; Critica biblica; Cristologia; Dogma; Idealismo; Modernismo; Pluralismo.
Relativismo culturale
Questa teoria, difesa con convinzione da diversi antropologi, e particolarmente da M. J. Herskovits, ed anche, sia pur con minore vigore, da Ruth Benedict, sostiene che i valori e le istituzioni di una società non hanno altra spiegazione, né altra legittimazione se non dalla cultura stessa di quella particolare società. La diversità dei modelli culturali includerebbe una sorta di autonomia dei modelli etici. Ciò significa, in altri termini, affermare l'autovalidazione dei valori culturali e, quindi, in conseguenza, la profonda incompatibilità tra le culture, delle quali nessuna sarebbe superiore all'altra. La teoria ha avuto successo negli anni 1930-1950, ma ha avuto anche vive critiche per il principio ch'essa postula del relativismo morale secondo il quale i concetti di bene e di male non hanno un valore universale, ma variano secondo i tempi e le società. Questa era già la tesi del sofisti greci. Il relativismo antropologico, d'altra parte, sembra negare l'effetto cumulativo del progresso culturale e lo sviluppo di una civiltà dell'universale.
Il relativismo culturale, inoltre, si avvicina alle posizioni dello storicismo che privilegia, in forma unilaterale, i fattori storici nell'interpretazione delle idee, dei costumi e dei comportamenti di ogni epoca. Ciò significa negare i valori trascendenti, come le credenze delle religioni universali, in particolare del cristianesimo.
Pur criticando le pretese abusive del relativismo culturale, gli antropologi riconoscono che le discussioni sul carattere relativo delle culture ha favorito, negli osservatori occidentali, un approccio molto più rispettoso delle particolarità proprie di ogni società posta allo studio. Un etnocentrismo, che consisteva nel guardare le società tradizionali soltanto dal punto di vista occidentale, è stato giustamente denunciato a tutto vantaggio dell'osservazione sociale e dell'analisi culturale.
Relativismo etico
La situazione morale odierna procede di pari passo con quella religiosa. In effetti, si percepisce un oscuramento della verità ontologica della persona umana. E questo accade come se il rifiuto di Dio volesse significare la rottura interiore delle aspirazioni dell'essere umano. Si assiste, così, in molte parti, ad un relativismo etico che toglie alla convivenza civile qualsiasi punto di riferimento morale sicuro.
Da sapere.it (dizionario):
Relativìsmo
s. m., qualsiasi posizione filosofica che non ammette principi assoluti sia nel campo conoscitivo sia in quello morale ed estetico, per il fatto che questi principi variano in relazione al tempo, al luogo e al soggetto che li pone.
Da grarzanti.it (dizionario):
Relativismo
s. m. ogni concezione filosofica che considera la realtà non conoscibile in sé stessa, ma soltanto in relazione alle particolari condizioni in cui, volta per volta, i suoi fenomeni vengono osservati, e perciò non ammette verità assolute nel campo della conoscenza o principi immutabili in sede morale: il relativismo di Protagora; il relativismo nel pensiero contemporaneo.
Da wikipedia.org:
Relativismo
Chi è relativista sostiene che una verità assoluta non esiste, oppure, anche se esiste, non è conoscibile o esprimibile o, in alternativa, è conoscibile o esprimibile soltanto parzialmente (appunto, relativamente); gli individui possono dunque ottenere solo conoscenze relative, in quanto ogni affermazione è riferita a particolari fattori e solo in riferimento ad essi è vera. Per i sofisti, nessun atto conoscitivo raggiunge la natura oggettiva delle cose, né rappresenta una verità assoluta valida per ognuno. Un ulteriore punto di vista, di cui Ludwig Wittgenstein fu il principale sostenitore, è che, poiché tutto viene filtrato dalle percezioni umane, limitate ed imperfette, per forza di cose ogni conoscenza è relativa alle esperienze sensibili per l'uomo.
Relativismo culturale
Teoria formulata, a partire dal particolarismo culturale di Franz Boas, dall'antropologo statunitense Melville Jean Herskovits (1895 - 1963) secondo la quale, considerato il carattere universale della cultura e la specificità di ogni ambito culturale, ogni società è unica e diversa da tutte le altre, mentre i costumi hanno sempre una giustificazione nel loro contesto specifico.
Da questa teoria sono derivate numerose tesi che raccomandano il rispetto delle diverse culture e dei valori in esse professati.
La diffusione di queste idee ha portato ad un riesame degli atteggiamenti nei confronti dei paesi del Terzo Mondo, incentivando maggior cautela negli interventi, ossia aiuti umanitari condizionati all'adozione di determinati comportamenti, propaganda religiosa delle missioni cristiane (vedi inculturazione), ed altre accortezze subordinate.
Relativismo etico
Strettamente associato al relativismo culturale è il relativismo morale, per il quale i valori, le regole di condotta adottate da un determinato gruppo sociale (o anche da singoli individui) sono legati ai loro specifici bisogni e non hanno quindi alcun fondamento di assolutezza o necessità.
Realtivismo e Chiesa Cattolica
Nella visione cattolica il relativismo culturale è ritenuto inaccettabile quando diventa relativismo etico e mette in dubbio le verità rivelate che sono oggetto della fede cattolica. La Chiesa afferma di rispettare le culture diverse dalla propria per le quali, oggi, propone una missionarietà che parte dal valorizzare i valori propri di ogni popolo ed etnia, purché non permetta comportamenti disapprovati dalla Chiesa.
Secondo i critici della visione cattolica, il paradosso di questa posizione sta proprio nella non accettazione, da parte della cultura cattolica, del relativismo tra le "diverse culture" non cattoliche (al contrario dei "relativisti", che accettano di buon grado anche la cultura cattolica, purché non sia imposta a coloro che cattolici non sono).
L'impossibilità di conciliare i valori etici delle varie popolazioni e quelli cattolici senza che venga persa la cultura tradizionale originaria, è il tema delle critiche più frequentemente rivolte ai missionari e alla modalità di trasmissione dei valori evangelici, che viene accusata di essere troppo occidentalizzante: per questo la Chiesa Cattolica si concentra invece sull'inculturazione, cercando di mediare la visione etica delle "verità" rivelate con le tradizioni locali.
I fondamenti della morale cristiana sono dati dal documento Gaudium et spes, da varie encicliche di Papa Giovanni Paolo II (tra cui Fides et Ratio e Veritatis Splendor), e da alcune note dottrinali della Congregazione della fede a firma dell'allora Cardinale Prefetto della Congregazione Joseph Ratzinger. L'opinione, nelle parole di Ratzinger, è che "[il] relativismo culturale [..] offre evidenti segni di sé nella teorizzazione e difesa del pluralismo etico che sancisce la decadenza e la dissoluzione della ragione e dei principi della legge morale naturale. A seguito di questa tendenza non è inusuale, purtroppo, riscontrare in dichiarazioni pubbliche affermazioni in cui si sostiene che tale pluralismo etico è la condizione per la democrazia"
Da riflessioni.it:
Relativismo
Relativismo, dal latino relatus ("riferire", "far riferimento"). La corrente filosofica sostenente che non vi sono verità assolute che traggano giustificazioni solamente dal proprio significato ma che in realtà ogni verità è tale solo in relazione a qualcosa con la quale ha un rapporto.