Disfacimento calabrese
Avviso di garanzia con preannuncio mediatico al presidente in difficoltà
Il presidente della giunta calabrese,
Agazio Loiero, mentre cercava di risolvere
una crisi della sua giunta, dalla
quale si sono dimessi tre assessori e
che non gode più la fiducia dei principali
partiti del centrosinistra, è stato
raggiunto da un avviso di garanzia. La
tempistica delle autorità giudiziarie è
anche questa volta curiosamente tempestiva.
L’inchiesta è in corso da un anno
e mezzo, fino a sabato Loiero era
convocato come testimone, ma all’improvviso
è diventato un indagato, come
ha saputo il settimanale l’Espresso prima
di lui. Sembra che il kombinat mediatico
giudiziario si sia rimesso pienamente
in moto in Calabria (come peraltro
sembra stia accadendo in altre regioni
meridionali).
C’è un rapporto tra le gravi difficoltà
politiche della giunta Loiero e l’intervento
della magistratura? Naturalmente
non lo si può affermare senza prove.
Si può solo constatare che, come nel caso
di tangentopoli, l’attacco del sistema
mediatico-giudiziario colpisce con efficacia
distruttiva sistemi politici che mostrano
sintomi di disgregazione interna
e ne accelerano la definitiva decomposizione.
Loiero, naturalmente, va considerato
innocente fino a un’eventuale
condanna definitiva, ma egli stesso si
rende conto, come ha dichiarato esplicitamente,
che in una situazione come
quella calabrese, in un consiglio regionale
con 25 indagati, non si può governare
con ombre e sospetti pendenti.
Loiero ha sostenuto il suo disegno di accentramento
dei controlli sui fondi europei
(che ammonteranno a più di 12
miliardi di euro) nasce dall’esigenza di
assicurare la trasparenza e di evitare
che la loro allocazione subisca pressioni
da parte di gruppi di potere non istituzionali.
Sentitisi espropriati del loro
ruolo i partiti della coalizione, prima la
Margherita, poi i Ds, infine Rifondazione
comunista, hanno ritirato in varie
forme il loro appoggio, lasciando solo il
presidente. E’ a quel punto, nel momento
decisivo di un braccio di ferro
politico (del tutto legittimo, naturalmente)
che Loiero è stato azzoppato dall’iniziativa
giudiziaria. Un sistema di
potere fragile e arrogante come quello
calabrese, già insidiato dalle minacce e
dagli allettamenti della criminalità organizzata
che si sospetta sia già intervenuta
assassinando un consigliere regionale,
mostra segni evidenti di disfacimento.
Lo scioglimento del consiglio regionale,
probabilmente inevitabile, riaprirà
i giochi tra i gruppi di potere, ma
non risolverà i mali della Calabria.
Speriamo che la procura di Milano si appropri di questi processi, così dopo 10 anni, con un bell'annullamento e con una bella prescrizione si potranno tenere al governo della regione questi campioni di superiorità morale- o i loro surrogati della gloriosa e mai troppo incensata sinistra .![]()




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