Siamo oltre il punto di non ritorno?
Nel senso che se pur si salvasse qualcosa, questo qualcosa non sarebbe sufficiente a sostenere la vita di un organismo residuo?


Siamo oltre il punto di non ritorno?
Nel senso che se pur si salvasse qualcosa, questo qualcosa non sarebbe sufficiente a sostenere la vita di un organismo residuo?
Riproviamoci.
La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
Restauriamo la Monarchia.
Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.


Domanda interessante, alla quale sincerametne non so cosa rispondee, perché bisognerebbe vedere da che punto si intende questo disfacimento, faccio un esempio, se fossi vissuto in Italia verso la metà del V secolo, e magari fossi stato uno di quei tremebondi pagani residui che si nascondevano per poter continuare a praticare la loro fede (magari definendomi cristiano in pubblico) e avessi visto i valori in cui credevo soppiantati dalla secta galilea, gli imperatori che duravano il fare di un mattino ed erano pupazzi nelle mani dei generali d'origine barbara, forse avrei visto con tristezza la fine del mondo classico, ma se fossi stato un cristiano o un barbaro, avrei visto la faccenda con ben altri occhi.
Lo stesso mi pare si può dire oggi, forse quello che per noi può essere visto come segno di crisi irreversibile per atri può essere seme di futura grandezza. Chi può dirlo?
Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)




La fine annunciata del cristianesimo
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ELZEVIRO Religioni e ideologie
La fine annunciata del cristianesimo
Il cattolicesimo e' creduto vincente nel momento in cui la sua vita e' conclusa
----------------------------------------------------------------- ELZEVIRO Religioni e ideologie La fine annunciata del cristianesimo Il cattolicesimo e' creduto vincente nel momento in cui la sua vita e' conclusa Ormai sono convinzioni diffuse: la Chiesa cattolica si propone come l' unica guida spirituale del Pianeta; dove lo Stato e' debole, come in Italia, la Chiesa ne determina i comportamenti; la morale "laica" non e' in grado di costituire un' alternativa a quella cristiana. Ma qual e' il rapporto tra questi fenomeni e il processo reale della nostra civilta' ? Non ce lo si chiede. + comunque significativo che la Chiesa miri a cambiare il mondo. Vuol dire che non ne e' soddisfatta. Circa la propria fortuna mondana e' piu' pessimista dei suoi avversari. Il mondo, a suo avviso, si e' allontanato troppo dal messaggio di Cristo. E qui e' il problema: che cos' e' questa lontananza? Giacche' l' allontanamento dal messaggio cristiano si e' effettivamente prodotto. E non poteva essere evitato. Quanto sanno di tutto questo i "laici" che lamentano o constatano il protagonismo della Chiesa? La cultura "laica" dei nostri giorni e' diventata incapace di scorgere le proprie grandi e potenti radici, il terreno da cui attinge la propria forza. E dunque e' una cultura debole, destinata alla sconfitta. Chi non sa di essere forte si comporta da debole. Prima o poi si fa togliere di mezzo. L' allontanamento dal cristianesimo e' prodotto essenzialmente dalla filosofia degli ultimi due secoli. + vero: specie in campo biologico, scienza e tecnica oltrepassano oggi confini che per la Chiesa sono inviolabili. Come volonta' di accrescere indefinitamente la potenza dell' uomo esse hanno fiducia di avere dinanzi spazi illimitati, liberi da leggi che proibiscano certi percorsi e ne prescrivano altri. Ma da dove proviene questa loro fiducia se non dalla filosofia che negli ultimi due secoli ha aperto quegli spazi? Questa forma di filosofia ha mostrato l' impossibilita' di ogni realta' immutabile e di ogni legge assoluta che prescriva all' agire umano, e dunque anche all' agire scientifico, di adeguarsi a tale realta' e ai confini da essa tracciati nel mondo. Da ultimo, e' in nome della tradizione filosofica che la teologia cattolica sbarra la strada alle avventure della scienza e della tecnica. Ma tanto la Chiesa quanto i suoi odierni avversari non comprendono la potenza e l' inevitabilita' del processo in cui la filosofia contemporanea ha distrutto la grande tradizione dell' Occidente ed e' giunta alla negazione di ogni essere e di ogni sapere immutabile. Tanto la Chiesa quanto i suoi odierni avversari riducono la filosofia contemporanea a un "relativismo" invertebrato, a uno scetticismo ingenuo che negando ogni verita' assoluta non sa nemmeno di avere la pretesa di valere esso come l' unica verita' assoluta. Ma la filosofia contemporanea non ha nulla a che vedere con lo scetticismo ingenuo. Nei suoi luoghi piu' alti (Nietzsche, Gentile, Wittgenstein, Heidegger, e innanzitutto Leopardi), essa comprende che se il mondo e' divenire, creazione e annientamento delle cose e degli eventi, allora e' impossibile che al di la' o all' interno del mondo esista una qualsiasi realta' immutabile e una qualsiasi verita' definitiva, perche' esse anticiperebbero tutti gli eventi del divenire, che dunque sarebbe ridotto a pura illusione. Per la filosofia contemporanea e' quindi necessario liberarsi dal cristianesimo, che vuol essere appunto la verita' definitiva e suprema in cui viene affermata la realta' immutabile di Dio. Certo, la potenza invincibile che questo discorso possiede - una volta che si riconosca l' esistenza del divenire - non e' a portata di mano; ne' qui puo' essere indicato in modo appropriato. La filosofia tende oggi a vivere di rendita, a ridursi a letteratura, a esibizione di stati d' animo, a rimasticatura di concetti scientifici, a descrizione storica: a qualcosa di imbelle rispetto a una volonta' che, appoggiandosi o inscrivendosi in una grande e sperimentata istituzione come la Chiesa cattolica, sia decisa a ripristinare i vecchi valori della tradizione e a mostrare l' "armonia" tra la ragione e la fede in Cristo. Ma al di sotto di questi fenomeni si distende il sottosuolo della filosofia contemporanea, dove l' intera tradizione dell' Occidente (filosofica, politica, giuridica, artistica, religiosa, morale) viene inevitabilmente condotta al tramonto. Qui, l' unico immutabile e' la distruzione di ogni immutabile. La morale della tradizione ha sempre mirato a dare all' uomo la vera e maggiore potenza rendendolo alleato della suprema potenza di Dio. Con la "morte di Dio" la morale rende l' uomo potente mediante la nuova alleanza con la potenza suprema della tecnica. In questa prospettiva devono essere oggi affrontati i problemi morali aperti dalla civilta' della tecnica. Il cattolicesimo si crede dunque ed e' creduto vincente proprio nel momento storico in cui la sua vita reale e' finita - sebbene continui rigogliosa la sua vita apparente. Nell' apparenza, la Chiesa raccoglie l' eredita' del comunismo, da' speranza alle masse dei diseredati, si leva contro il profitto capitalistico fine a se stesso. Prigionieri dell' apparenza, non ci si avvede che anche il comunismo era morto bene prima del crollo del muro di Berlino e che anche la sua era una vita apparente. Giacche' anche il comunismo marxista si e' presentato come verita' definitiva, come affermazione delle leggi immutabili che regolano il processo storico del superamento del capitalismo. Non si deve dire, allora, che il comunismo e' morto dello stesso male che mina il cristianesimo e tutte le forze della tradizione occidentale? e che la vittoria apparente della Chiesa maschera la sua sconfitta reale? di EMANUELE SEVERINO
Severino Emanuele
Pagina 31
(21 febbraio 1999) - Corriere della Sera
Riproviamoci.
La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
Restauriamo la Monarchia.
Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.


Non ci sarà la Parusia prima che sia passata l'apostasia generale. Tutto previsto, tutto come annunciato.




Per giudicare dovrei essere neutrale. Invece sono influenzato dalla speranza, che può portarmi a vedere sintomi dove non ci sono. Spero abbastanza vicini da essere ancora vivo quando succederà.


Ultima modifica di eq...; 17-10-10 alle 01:41
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Non so, piuttosto questo è interessante:
Nel 2005 l'Università Ca' Foscari di Venezia lo ha proclamato Professore emerito. Attualmente insegna presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È accademico dei Lincei e Cavaliere di Gran Croce. Da alcuni decenni collabora con il Corriere della sera.
L'Università Vita-Salute San Raffaele è un'università privata italiana con sede a Milano in via Olgettina 58. Il Rettore è don Luigi Maria Verzé, fondatore e presidente dell'Ospedale San Raffaele. L'università è promossa e sostenuta dalla Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor.
La Facoltà di Filosofia è stata da poco trasferita (a.a.2009/2010) dal prestigioso palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno alla sede centrale di via Olgettina presso il Dibit2, fulcro e sintesi dell'Opera San Raffaele. (Milano)
Riproviamoci.
La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
Restauriamo la Monarchia.
Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.


Ok, allora ti faccio partecipe di quello che io penso di sapere.
Il nostro, concepisce il "divenire" come l'apparire e lo sparire degli immutabili, degli eterni, quindi in questo senso si contrappone alla citata filosofia occidentale.
Ora, lui potrà anche aver ragione nell'affermare che vedremo apparire la fine del cristianesimo, però penso che si debba prendere in considerazione che questo ha molto a che fare con il concepire la propria speculazione filosofica come ultima, come un punto d'arrivo, dove la speculazione successiva a cui è affidato il compito d'ampliare il concetto si configura più come una sorta di manierismo (non volevo essere così netto ma ormai il pensierino mi è uscito così dalla tastiera).
Molto meglio invece, sarebbe concepire il tutto come punto di partenza, a mio modesto modo di vedere.
Ultima modifica di eq...; 17-10-10 alle 14:28
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.