Italia, Pil trim3 spinto da scorte, bene consumi privati
MILANO, 7 dicembre (Reuters) - Nel terzo trimestre la crescita italiana ha segnato un progresso congiunturale dello 0,3% nella stima definitiva Istat, che conferma il dato preliminare e ascrive il risultato al contributo determinante delle scorte.
Il dettaglio delle cifre rivela infatti che canale estero ha sottratto un punto percentuale al Pil del trimestre mentre l'apporto della domanda interna, se si escludono le scorte, risulta nullo, a riflesso di una decisa frenata degli investimenti e di un contenimento della spesa pubblica.
Dai consumi privati arriva l'unica nota positiva grazie a un progresso trimestrale dello 0,6% dopo lo 0,3% dei tre mesi a giugno.
"Un dato a tinte miste, non eccezionale", commenta Vladimir Pillonca, di Morgan Stanley. "Positiva la ripresa dei consumi ... molto meno incoraggiante invece la notevole contrazione degli investimenti. Deludente anche il contributo negativo dell'export netto".
L'accumulo di scorte, che gli economisti tendono a giudicare involontario e destinato perciò a pesare sul quarto trimestre, ha fornito ben 1,3 punti percentuali alla crescita trimestrale.
Su anno Istat conferma un'espansione dell'1,7%, in linea a quella del secondo trimestre. Per il 2006 la crescita acquisita si attesta a un indentico 1,7%.
SU EXPORT NEGATIVO IN TRIM3 PESA EURO FORTE
Tra luglio e settembre l'export di beni e servizi è calato dell'1,7% sul trimestre precedente a fronte di un aumento del 2,1% delle importazioni.
"Il contributo negativo dell'export netto è in parte il risultato - differito - dell'apprezzamento del cambio nella prima metà del 2006 e in parte l'effetto del rallentamento della domanda globale, che non è drammatico ma inizia a sentirsi", commenta Carmen Nuzzo di Citigroup.
Per Marco Valli, economista di Ubm, dietro l'aumento delle scorte c'è proprio il deterioramento della domanda estera che ha colto di sorpresa le imprese esportatrici.
Stupisce invece in parte gli economisti, che pure anticipavano una correzione dopo la performance fortemente positiva della prima metà dell'anno, la caduta di 1,3% degli investimenti fissi lordi.
Nei primi due trimestri del 2006 gli investimenti sono saliti, rispettivamente, del 2,3% e di 1,1%.
Per l'ultimo quarto dell'anno gli analisti confermano al momento stime comprese tra 0,3% e 0,4% in termini di variazione congiunturale lasciando aperto un interrogativo cui risponderà il dato di produzione industriale di ottobre atteso la prossima settimana.
In settembre la produzione dell'industria è crollata dell'1% su base destagionalizzata, segnando un minimo da settembre 2005 e ritracciando il progresso di 0,9% riportato in agosto, per una variazione di 0,6% nel complesso del trimestre.




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