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  1. #101
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    Citazione Originariamente Scritto da lupoDL Visualizza Messaggio
    Bene Umberto. Infatti, se non siamo scemi, rendiamo il PD un posto comodo anche per chi vuole staccarsi dal PPE. Ci sono molti partiti, in primis nell'Est europeo, che guardano con attenzione a questo progetto. Certo, se ci tagliamo le gambe da soli puntando sull'identità socialista....
    Ma dai non siamo ridicoli, il problema non è l'identità socialista, tantomeno due ridicoli partiti della bulgaria!. Il problema è che non si è ancora capito il partito democratico a cosa deve servire in italia, perchè ci sono tante idee ma tutte diverse tra loro....

    Non c'è un'idea costituente alla base comune e neppure un'idea dello scacchiere politico prossimo (ma scusate, nessuno di voi si è chiesto perchè la binetti si è candidata per la margherita.... perchè le piacevano prodi e D'alema? ma suvvia!)

    Perchè il problema dei problemi, siamo realisti, è la prossima legge elettorale!! Il prossimo panorama politico.

    L'Ulivo serve a tirare il governo di oggi ma anche a prepararsi per un domani incertissimo.



    Atre preoccupazioni in gioco sono, diciamocelo, quelle di tanti entuiastiper cui il pd serve a permettere a due MEDI partiti (uno piccolo medio e uno medio) di mentenere il controllo dei 4/5 del'amministrazione dello stato. Non sono tutti ma ci sono...


    Il discoso è duro ma realista. Se ci fosero chieriti quanti punti di partenza anche il discorso sul futuro del socialismo sarebbe tra "comunicanti".

  2. #102
    lupoDL
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    Citazione Originariamente Scritto da umberto Visualizza Messaggio
    Ma dai non siamo ridicoli, il problema non è l'identità socialista, tantomeno due ridicoli partiti della bulgaria!. Il problema è che non si è ancora capito il partito democratico a cosa deve servire in italia, perchè ci sono tante idee ma tutte diverse tra loro....

    Non c'è un'idea costituente alla base comune e neppure un'idea dello scacchiere politico prossimo (ma scusate, nessuno di voi si è chiesto perchè la binetti si è candidata per la margherita.... perchè le piacevano prodi e D'alema? ma suvvia!)

    Perchè il problema dei problemi, siamo realisti, è la prossima legge elettorale!! Il prossimo panorama politico.
    Bene, Umberto. Ottima argomentazione. Che si collega a questa mia constatazione: molti dei partecipanti di questo thread, dei quali ho esperienza anche tramite altre letture interne, sono ancora molto ancorati a una tradizione socialista, e non ne vogliono sentir parlare di abbandonarla. Purtroppo vi saranno costretti per forza di cose. Lo stesso PSE sta subendo una drastica rivoluzione interna ad opera di leader che ormai di socialdemocratico hanno proprio poco. La famosa "terza via" di Giddens ha aperto le porte; che il socialismo non ha più voce in capitolo nelle economie avanzate immerse nella globalizzazione, perché si è persa la base economica sulla quale costruirlo (80% delle persone che consumano solo il 20% delle risorse in un'economia globale a compartimenti stagni) non lo dico io, ma esponenti di sinistra come lo stesso Giddens, Fitoussi, ed altri.
    Dunque, ciò che possiamo far sopravvivere è una ISTANZA di socialità, come redistribuzione del reddito, come tentativo di mantenimento del welfare, e così via.
    Scommettere su una tradizione socialista (che, è bene ricordarlo, ha nella sua matrice originaria il centralismo produttico e la statlizzazione dei mezzi di produzione....il revisionismo Bernsteiniano che ora va per la maggiore, ovvero il cosiddetto liberalsocialismo, è venuto molto dopo ed è sempre stato una componente minoritaria....) è come scommettere su un cavallo zoppo.

    Ma questo lo si sa da tempo, in casa diessina. Il fastidio con cui questo Gianlu reagisce alla prospettiva è un chiaro segnale.
    L'alternativa? Puntare alla costruzione di un partito socialista europeo in italia. Ma questo vorrebbe dire fare a meno della Margherita, lo sapete, ricreare un nuovo PCI da 30-35% e ritornare all'opposizione perenne.....

  3. #103
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    Citazione Originariamente Scritto da umberto Visualizza Messaggio
    Ma dai non siamo ridicoli, il problema non è l'identità socialista. Il problema è che non si è ancora capito il partito democratico a cosa deve servire in italia, perchè ci sono tante idee ma tutte diverse tra loro....

    Non c'è un'idea costituente alla base comune e neppure un'idea dello scacchiere politico prossimo. (siamo seri, nessuno die voi si è chiesto PERCHE' la binetti si è candidata per la margherita... perchè le piaceva la coalizione? ma suvvia! ) Perchè il problema dei problemi, siamo realisti, è la legge elettorale!!



    Ma queste proeccupazioni sono poco popolari perchè, diciamocelo, il pd nelle menti di tanti entsiasti serve a permettere a due MEDI partiti (uno piccolo medio e uno medio) di mentenere il controllo dei 4/5 del'amministrazione dello stato.


    Il discoso è duro ma realista. Se ci fosero chieriti quanti punti di partenza anche il discorso sul futuro del socialismo sarebbe tra "comunicanti".
    vero....concordo pienamente....il PD appare come una tappa obbligatoria x avere il 30%,senza avere un'idea dietro!e visto che verrà un minestrone almeno facciamolo pendere verso un csx europeo e quindi SOCIALISTA

  4. #104
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    Citazione Originariamente Scritto da lupoDL Visualizza Messaggio
    Bene, Umberto. Ottima argomentazione. Che si collega a questa mia constatazione: molti dei partecipanti di questo thread, dei quali ho esperienza anche tramite altre letture interne, sono ancora molto ancorati a una tradizione socialista, e non ne vogliono sentir parlare di abbandonarla. Purtroppo vi saranno costretti per forza di cose. Lo stesso PSE sta subendo una drastica rivoluzione interna ad opera di leader che ormai di socialdemocratico hanno proprio poco. La famosa "terza via" di Giddens ha aperto le porte; che il socialismo non ha più voce in capitolo nelle economie avanzate immerse nella globalizzazione, perché si è persa la base economica sulla quale costruirlo (80% delle persone che consumano solo il 20% delle risorse in un'economia globale a compartimenti stagni) non lo dico io, ma esponenti di sinistra come lo stesso Giddens, Fitoussi, ed altri.
    Dunque, ciò che possiamo far sopravvivere è una ISTANZA di socialità, come redistribuzione del reddito, come tentativo di mantenimento del welfare, e così via.
    Scommettere su una tradizione socialista (che, è bene ricordarlo, ha nella sua matrice originaria il centralismo produttico e la statlizzazione dei mezzi di produzione....il revisionismo Bernsteiniano che ora va per la maggiore, ovvero il cosiddetto liberalsocialismo, è venuto molto dopo ed è sempre stato una componente minoritaria....) è come scommettere su un cavallo zoppo.

    Ma questo lo si sa da tempo, in casa diessina. Il fastidio con cui questo Gianlu reagisce alla prospettiva è un chiaro segnale.
    L'alternativa? Puntare alla costruzione di un partito socialista europeo in italia. Ma questo vorrebbe dire fare a meno della Margherita, lo sapete, ricreare un nuovo PCI da 30-35% e ritornare all'opposizione perenne.....
    si ma il PD che avrebbe dietro????
    ok che il PSE si evolve e ci mancherebbe altro...però una cosa come il PD la si fa solo in Italia....

  5. #105
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    Citazione Originariamente Scritto da matteomatteo Visualizza Messaggio
    Ah, vi dicono così in sezione?? E c'è ancora qualcuno che ci crede?? E, di grazia, mi spieghi in soldoni come fareste?? Fossi nei DS, prima di avere mire espansionistiche, mi preoccuperei della mia sopravvivenza, ancora un pò di voti persi e scissioni a sinistra e il PD lo fate alò 50 e 50 coi democristi.
    vuoi sapere come si fa?
    comune di calenzano 15.000 abitanti 500 iscritti ai DS
    comune di sesto fiorentino 50.000 abitanti 1300 iscritti ai DS

    così si fa.

    e nn venir fuori che sono vecchi decrepiti del ex pci perchè dagli ultimi 5 anni gli iscritti sono in continuo aumento...

    in questi 2 comune i DS vanno dal 42 al 47%

    questo modo di far politica va esportato in tutta italia.

  6. #106
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    Bene, Umberto. Ottima argomentazione. Che si collega a questa mia constatazione: molti dei partecipanti di questo thread, dei quali ho esperienza anche tramite altre letture interne, sono ancora molto ancorati a una tradizione socialista, e non ne vogliono sentir parlare di abbandonarla. Purtroppo vi saranno costretti per forza di cose. Lo stesso PSE sta subendo una drastica rivoluzione interna ad opera di leader che ormai di socialdemocratico hanno proprio poco. La famosa "terza via" di Giddens ha aperto le porte; che il socialismo non ha più voce in capitolo nelle economie avanzate immerse nella globalizzazione, perché si è persa la base economica sulla quale costruirlo (80% delle persone che consumano solo il 20% delle risorse in un'economia globale a compartimenti stagni) non lo dico io, ma esponenti di sinistra come lo stesso Giddens, Fitoussi, ed altri.
    Dunque, ciò che possiamo far sopravvivere è una ISTANZA di socialità, come redistribuzione del reddito, come tentativo di mantenimento del welfare, e così via.
    Scommettere su una tradizione socialista (che, è bene ricordarlo, ha nella sua matrice originaria il centralismo produttico e la statlizzazione dei mezzi di produzione....il revisionismo Bernsteiniano che ora va per la maggiore, ovvero il cosiddetto liberalsocialismo, è venuto molto dopo ed è sempre stato una componente minoritaria....) è come scommettere su un cavallo zoppo.

    Ma questo lo si sa da tempo, in casa diessina. Il fastidio con cui questo Gianlu reagisce alla prospettiva è un chiaro segnale.
    L'alternativa? Puntare alla costruzione di un partito socialista europeo in italia. Ma questo vorrebbe dire fare a meno della Margherita, lo sapete, ricreare un nuovo PCI da 30-35% e ritornare all'opposizione perenne.....
    XD non ci posso credere che ci sono persone al mondo che possano credere a queste stronzate... poi mi rendo conto che sei un margheritoso e penso... si allora posso crederci

  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianlu Visualizza Messaggio
    vuoi sapere come si fa?
    comune di calenzano 15.000 abitanti 500 iscritti ai DS
    comune di sesto fiorentino 50.000 abitanti 1300 iscritti ai DS

    così si fa.

    e nn venir fuori che sono vecchi decrepiti del ex pci perchè dagli ultimi 5 anni gli iscritti sono in continuo aumento...

    in questi 2 comune i DS vanno dal 42 al 47%

    questo modo di far politica va esportato in tutta italia.
    seeeee magari....

  8. #108
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    Bene, Umberto. Ottima argomentazione. Che si collega a questa mia constatazione: molti dei partecipanti di questo thread, dei quali ho esperienza anche tramite altre letture interne, sono ancora molto ancorati a una tradizione socialista, e non ne vogliono sentir parlare di abbandonarla. Purtroppo vi saranno costretti per forza di cose. Lo stesso PSE sta subendo una drastica rivoluzione interna ad opera di leader che ormai di socialdemocratico hanno proprio poco. La famosa "terza via" di Giddens ha aperto le porte; che il socialismo non ha più voce in capitolo nelle economie avanzate immerse nella globalizzazione, perché si è persa la base economica sulla quale costruirlo (80% delle persone che consumano solo il 20% delle risorse in un'economia globale a compartimenti stagni) non lo dico io, ma esponenti di sinistra come lo stesso Giddens, Fitoussi, ed altri.
    Dunque, ciò che possiamo far sopravvivere è una ISTANZA di socialità, come redistribuzione del reddito, come tentativo di mantenimento del welfare, e così via.
    Scommettere su una tradizione socialista (che, è bene ricordarlo, ha nella sua matrice originaria il centralismo produttico e la statlizzazione dei mezzi di produzione....il revisionismo Bernsteiniano che ora va per la maggiore, ovvero il cosiddetto liberalsocialismo, è venuto molto dopo ed è sempre stato una componente minoritaria....) è come scommettere su un cavallo zoppo.

    Ma questo lo si sa da tempo, in casa diessina. Il fastidio con cui questo Gianlu reagisce alla prospettiva è un chiaro segnale.
    L'alternativa? Puntare alla costruzione di un partito socialista europeo in italia. Ma questo vorrebbe dire fare a meno della Margherita, lo sapete, ricreare un nuovo PCI da 30-35% e ritornare all'opposizione perenne.....
    io però, davvero, separerei un attimo i due discorsi. Quello sul futuro della sinistra con quello del pd.

    Se parliamo del pd davvero non si sputa fuori una idea migliore per cui dovemmo farlo se non per arrivare al 30%. Buona ma scarsa, e alla mercè di una legge elettorale che non conosciamo e che più distruggere ogni cosa. All'afflato ulivista della binetti nesuno di voi mi ha trovato una ragione.


    il discorso sulla terza via è interessante ci sono alcune idee nuove intriganti, alcune illusoni e anche già alcuni fallimenti ... nessuno dei partiti socialisti d'europa pensa al centralismo, e semmai la provenienza culturale del dibattito progressista dovrebbe portarci a discutere con chi discute i nostri stessi temi. E quelli stanno, in europa, nel pse o nell'eldr (che so i liberali inglesi, i belgi).

    Il pse è però il centro della poitica progressista, e da li partiranno - sul se non ho dubbi ma sulle soluzioni qualcuni - le nuove vie che tu indichi.

  9. #109
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    in questi 2 comune i DS vanno dal 42 al 47%

    questo modo di far politica va esportato in tutta italia.

    Non è un caso che la Toscana e l'Emilia Romagna sono un simbolo e un esempio di organizzazione per tutto il partito, in Italia.....

    Pensa che nel 2002, quando curai il tesseramento della mia sezione l'anno dopo il congresso, non ci credeva nessuno che sarei rimasto sopra i 200 iscritti (avevamo chiuso il 2001 a 232)....

    Pensa che a due compagni storici, parenti di partigiani, che non rinnovavano da 8 anni, è bastato telefonare e prendere appuntamento, e si sono reiscritti....

    Certe volte penso che il partito dovrebbe formare i suoi responsabili tesseramento..... perché certe volte, in altre sezioni, mi sono trovato di fronte a situazioni diciamo interlocutorie.....

  10. #110
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    Dunque, ciò che possiamo far sopravvivere è una ISTANZA di socialità, come redistribuzione del reddito, come tentativo di mantenimento del welfare, e così via.
    Scommettere su una tradizione socialista (che, è bene ricordarlo, ha nella sua matrice originaria il centralismo produttico e la statlizzazione dei mezzi di produzione....il revisionismo Bernsteiniano che ora va per la maggiore, ovvero il cosiddetto liberalsocialismo, è venuto molto dopo ed è sempre stato una componente minoritaria....) è come scommettere su un cavallo zoppo.

    Ma questo lo si sa da tempo, in casa diessina. Il fastidio con cui questo Gianlu reagisce alla prospettiva è un chiaro segnale.
    L'alternativa? Puntare alla costruzione di un partito socialista europeo in italia. Ma questo vorrebbe dire fare a meno della Margherita, lo sapete, ricreare un nuovo PCI da 30-35% e ritornare all'opposizione perenne.....
    Lupo, però... a parte che il revisionismo di Bernstein è la radice della Socialdemocrazia, non del Liberalsocialismo, e che il pensiero Socialista (neanche quello di Marx) non prescriveva centralismo produttivo e statizzazione dei mezzi di produzione, prima del leninismo, neanche nella sua accezione marxista... io sinceramente credo che tu commetta lo stesso errore di chi, dal lato opposto della tua barricata, ritiene il Socialismo (o qualunque altra idea politica) scritta in Tavole della Legge. Quel pensiero politico che nn si rinnova, che non coglie gli sviluppi della modernità, è destinato ad estinguersi, a prescindere da quanto bello sia il suo messaggio. Il Socialismo non è un insieme organico di norme e prescrizioni modello catechismo Cattolico, è un filone di pensiero che pone al suo centro: 1) la dignità dell'Uomo 2) l'equa ridistribuzione dei frutti della fatica comune 3) la difesa dell'uguaglianza sostanziale tra persone 4) l'incentivare al massimo le potenzialità del singolo e della collettività. Queste cose hanno eccome voce in capitolo nelle economie e nelle società moderne, per quanto si faccia di tutto per negarlo o impedirlo: per fare una politica economica Socialista non è necessario nazionalizzare tutto e affidarlo a dei kombinat gestiti dal Partito, è sufficiente cercare di garantire che ai guadagni economici accedano anche i lavoratori, e che non ci siano barriere di classe, nascita, reddito alla realizzazione di sè. Non è necessario avere ancora la bandiera rossa nel simbolo, per essere Socialisti: il Socialismo è una prassi di azione politica e anche di azione personale. Se il Partito costituendo avesse questi valori al centro, anzichè la fuffa che viene costantemente prodotta, la sommatoria di oligarchie di partito, il doppiopesismo sui diritti, la paura delle corporazioni e dei privilegi di rendita (casi taxi-Veltroni e ostracismo sul DDL Salvi-Villone docunt), non avrei problemi a dichiararmi a suo favore. Ma qui si sta costruendo qualcosa che:
    - Non è partecipativo, almeno nelle intenzioni dei suoi azionisti di maggioranza (DS Fassiniani e DL rutelliani)
    - Anzichè lasciare libertà di coscienza sui valori, e decidere democraticamente la linea in base a ciò, decide di non decidere.
    - Si configura come accordo di potere esclusivo delle componenti minori.
    -Non si sa cos'è e dove vuole andare
    Allora mi tengo il mio orticello Socialista rispettoso del mio pensiero, e amen, resterò all'opposizione, o al massimo al sottogoverno, ma senza essermi svenduto.
    Voi DL dovreste essere i più felici di entrare nel PSE, se veramente voleste innestare una mutazione genetica della politica italiana ed europea volta a superare le vecchie ideologie e i loro limiti: assodato che nel PDE non si conclude nulla, nel PSE un PD serio e concretamente riformatore potrebbe avviare un rimescolamento tale da portare quanti, nel PPE e nell'ALDE, ma anche nella SE e nei Verdi, si sentono vicini ad un comune modello sociale, politico, economico, a creare una nuova casa comune. Il PSE è il secondo partito d'Europa, il primo nel campo progressista: non ci si può illudere di "superarlo" e "contaminarlo" dall'esterno, perchè anche se sarete forza di governo in Italia, sareste una forza residuale in Europa.

 

 
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