
Originariamente Scritto da
demos77
Io, liberale, forzista, ho sempre espresso il mio consenso non già ai cosidetti Patti Civili di Solidarietà, ma al matrimonio (civile ovviamente) fra persone dello stesso sesso. La famiglia infatti è solo quella fondata sul matrimonio, così dice la Costituzione e dobbiamo farcene una ragione. I Pacs sarebbero un quid minus, e gli autentici liberali dovrebbero opporvisi. Perchè dunque ricorrere a PACS? Per non avere gli stessi obblighi discendenti dal matrimonio, ma solo i diritti? Non mi pare una conquista sociale, piuttosto una forma di egoismo.
Si potrebbe obiettare dicendo che esistono persone eterosessuali che non possono unirsi in matrimonio, perchè ad esempio legate da un precedente vincolo matrimoniale. Ebbene occorre intervenire sulla disciplina del divorzio, per consentire anche nel nostro ordinamento il divorzio breve. E' stupido che debbano trascorrere mediamente 5 anni perchè si addivenga ad una sentenza di divorzio. Prima procedimento di separazione, sentenza di separazione, domanda di divorzio e poi infine sentenza di divorzio. Troppo lungo il procedimento per estinguere un rapporto giuridico che già di fatto è venuto meno, essendo coessenziale al rapporto di coniugio l'esistenza di una dimensione affettiva.
Quanto all'adozione da parte di single o di coppie gay, io sono favorevole. Va ricordato infatti come il procedimento di adozione è estremamente complesso ed è finalizzato a valutare se l'inserimento del minore all'interno della famiglia adottiva corrisponda alle sue esigenze. Non si può escludere a priori che una famiglia con geniori omosessuali sia ontologicamente meno idonea di una famiglia eterosessuale. Sono valutazioni che andranno fatte caso per caso, con una attenta analisi da parte dei servizi sociali e dopo un periodo di affidamento preadottivo, così come avviene per le coppie etero.
Francamente io auspico che i leaders della CDL che legittimamente esprimono il proprio dissenso sul punto, lo facciano a titolo personale. Altrimenti c'è ben poco di liberale. In Italia esistono cattolici e laici, protestanti e musulmani, l'Italia non è uno Stato confessionale ( è la Costituzione che lo dice), pertanto occorre guardare a tutte le istanze che provengono dalla società civile, che si trasforma si evolve, spesso molto più velocemente di quanto i mestieranti della politica siano in grado di percepire ( stando rinchiusi nelle camere dei bottoni).