Il disegno di legge sulle coppie di fatto appena concordato dai capogruppo parlamentari della maggioranza, rappresenta un passaggio molto positivo.
Fatta eccezione per le coppie omosessuali, che non vedono ancora legittimato pienamente il proprio legame, l'impostazione della proposta sembra soddisfacente ed equilibrata, almeno come primo passo per una riforma dei nuclei sociali che, in prospettiva, richiederà ulteriori interventi.
Come laici, non dobbiamo sposare le guerre ideologiche di chi vuole distruggere la famiglia.
L'obiettivo, piuttosto, era quello di ampliare il ventaglio dell'offerta. Un approccio ideologico che avesse equiparato le coppie di fatto all'istituzione familiare, avrebbe avuto un doppio effetto nefasto: minare alla base il matrimonio (civile e religioso), e vanificare gli effetti innovativi della riforma.
Alle coppie serve proprio la possibilità di una formula intermedia di riconoscimento, che offra un'alternativa tra il legame libero, non tutelato e non riconosciuto, e il vincolo matrimoniale.
Bene si è fatto poi a "stralciare" il tema delle adozioni, delegandolo ad una legge ad hoc. Qui si tratta di regolare i diritti individuali, e non quelli di terzi, che implicano questioni diverse e più complesse.
Resta ancora la limitazione per le coppie gay e lesbiche di accedere al matrimonio. Per loro è previsto solo un legame "di serie B". Resta poi un'altra questione delicata: la reversibilità dei matrimoni contratti prima della futura legge sulle coppie di fatto. Affinché questa costituisca un'opportunità non solo per chi è ancora in procinto di stipulare un legame, ma anche per chi questo legame, in assenza di alternative, lo ha dovuto contrarre solo su base matrimoniale. Su questi terreni resta ancora da lavorare.
Infine rimane un altro discorso da portare avanti, nel campo delle liberalizzazioni sociali: le comunità. Cioè la regolamentazione di convivenze "non di letto", tra più soggetti diversi. Una riforma che si renderà necessaria anche per riconoscere, laicamente, nuclei non conformi alla tradizione, che vadano oltre la semplice coppia o il mero legame affettivo.
In ogni caso, sarà difficile che la riforma approdi in consiglio dei ministri e poi in parlamento in maniera indolore. Emendamenti peggiorativi sono dietro l'angolo, così come le crociate di teodem e teocon e le pressioni del Vaticano.
Se la maggioranza sarà in grado di tenere fede a quanto impostato, dimostrerà maturità e capacità di sintesi alta e proficua. Ma i dubbi e le riserve restano tutte intere, come le polemiche del giorno dopo dimostrano.
Comunque, un passo alla volta. Auguriamoci intanto che questa necessaria riforma vada in porto per il verso giusto.




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