









se la moglie percepisce redditi sufficienti per sé, si è soliti quantificare l'assegno di mantenimento in favore della prole in misura non superiore ad un terzo dello stipendio dell'obbligato, a cui si deve aggiungere il beneficio dell'assegnazione della casa coniugale, anche se di proprietà esclusiva dell'obbligato.
http://www.divorziofacile.it/cosa_fa...terminare.html
contribuire al mantenimento dei figli dovrebbe essere percepito un dovere, indipendentemente dal reddito del coniuge affidatario, non una vendetta.
Il punto sulla casa mi pare sia stato modificato, ma lo so per sentito dire (nel senso che un conoscente ha potuto sbattere fuori la moglie che usava la casa ottenuta grazie all'affidamento dei figli per portarci gli amanti, ma non so se è un caso specifico o no).
Certo che un genitore che rifiuta di contribuire alle spese di un figlio riconosciuto in caso di divorzio (magari per far dispetto all'ex) pur potendo, è proprio un bel pezzo di m.....


[QUOTE=Isabella;5004451Certo che un genitore che rifiuta di contribuire alle spese di un figlio riconosciuto in caso di divorzio (magari per far dispetto all'ex) pur potendo, è proprio un bel pezzo di m.....[/QUOTE]
un pezzo di merda è anche la moglie che fa prendere una condanna òpenale al marito che magari per un mese non ha corrisposto l'assegno


In linea di principio hai ragione, Isa, ma è vero che ci sono donne-vampiro che approfittano della situazione per vendicarsi dell'ex-marito, ho sentito alcune storie allucinanti da miei conoscenti. Quando non si arriva a questo:
Separata chiede alimenti per gatto
Bolzano, giudice respinge la richiesta
Singolare richiesta di una donna che, in sede di divorzio, ha chiesto al marito un assegno di mantenimento per sé e ... per il proprio gatto. E' accaduto a Bolzano dove, tuttavia, il giudice ha respinto l'istanza avanzata dalla 51enne lasciata dal consorte. Un animale, ha spiegato il giudice Andrea Pappalardo, è oggetto di diritto, cioè, al massimo, è considerato come un "bene" oggetto della trattativa tra i coniugi.
La donna, come riportato dal quotidiano Alto Adige, impiegata, era giunta al divorzio per volontà del marito al quale, non avendo figli, avrebbe voluto addebitare, oltre al proprio, anche il mantenimento del gatto. All'uomo aveva chiesto quindi 1.200 euro mensili per garantire un'esistenza decorosa al felino.
Ma in futuro dovrà occuparsi personalmente delle spese per il gatto. Il giudice ha spiegato che, nell'ordinamento giuridico italiano un animale non è soggetto ma oggetto di diritto. Vale a dire che puo' essere considerato come un "bene" oggetto della trattativa tra i coniugi, ma non un come soggetto di diritti come quello al mantenimento, che spetta invece al coniuge e ai figli.
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