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Discussione: quel tiro all'indulto

  1. #1
    Obama for president
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    Predefinito quel tiro all'indulto

    quel tiro all'indulto


    Sarà colpa della fretta, vista la tarda ora in cui la notizia è arrivata. Sarà anche il frutto di indicazioni investigative che si sono dimostrate, nel giro di poche ore, fragili e fuorvianti. O anche, a voler concedere un'ulteriore attenuante, l'aspetto di verosimiglianza che tutta la storia, a cominciare dal profilo del suo protagonista, ha messo in mostra. Fatto sta che colpisce la facilità con cui tutti i telegiornali e i giornali, compreso il nostro, hanno accolto la tesi della colpevolezza del tunisino ingiustamente accusato di aver fatto strage della sua famiglia in provincia di Como. E colpisce anche la reiterata attitudine a caricare il provvedimento di indulto approvato quest'estate di valenze negative che vanno ben al di là della sua reale portata. Come se l'indulto fosse la causa di una criminalità vecchia e nuova che sconvolge l'Italia da ben prima dell'applicazione di quel provvedimento. Discutere dell'indulto è ovviamente lecito e persino doveroso. E' demagogico invece stabilire un nesso logico ed emotivo permanente tra l'indulto e qualunque manifestazione criminale insanguini l'Italia. O gridare all'infamia dell'indulto per ogni omicidio commesso in Italia. E' sbagliato creare mostri, sempre. Ma anche fare di una legge un mostro. Sbagliato. E troppo facil

  2. #2
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    Casòita, c'erano di mezzo l'indulto e un extracomunitario, potevamo pensare che gli dessero la presunzione d'inocenza???

  3. #3
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    Vergognoso.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Casòita, c'erano di mezzo l'indulto e un extracomunitario, potevamo pensare che gli dessero la presunzione d'inocenza???
    si deve pur parlare male di Mastella e del governo, no?

  5. #5
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    mercoledì 13 dicembre 2006
    LA STRAGE DI ERBA
    Tunisino, tossico, pregiudicato
    l’assassino non può che essere lui


    Non è stato lui. Non è stato il “tunisino”, lo “straniero”, il “tossico liberato per l’indulto” a sterminare la famiglia (“italiana”) e a dar fuoco alla casa di Erba. Abdel Fami Marzouk nella spaventosa tragedia che lo ha inghiottito è stato fortunato, anche se dirlo può sembrare una bestemmia rispetto al dolore che deve provare in queste ore. Le testimonianze di chi lo conosce e i tabulati del telefono cellulare hanno accertato che si trovava in Tunisia quando la tragedia è stata consumata: non può essere stato lui.
    Proviamo solo ad immaginare che cosa sarebbe avvenuto se questi riscontri non ci fossero stati. Se Abdel non avesse potuto dimostrare, incontrovertibilmente, di essere altrove. Chi avrebbe dubitato della sua colpevolezza? Come si sarebbero comportati la polizia e i magistrati? Che cosa avremmo letto sui giornali? Che parole avremmo sentito nelle aule dei consigli comunali di quelle zone della provincia di Como dominate dalla Lega? La risposta, purtroppo, è semplice e amara: avremmo letto e avremmo sentito ciò che abbiamo letto e abbiamo sentito prima che la sua innocenza apparisse evidente.
    C’è una donna italiana assassinata e un marito extracomunitario, un bambino e una suocera uccisi e un padre e genero tunisino, una testimone innocente eliminata e un “pregiudicato” uscito a causa dell’indulto. Il “pezzo”, come si dice nei giornali, si scrive da sé, e il titolo è ancora più facile: «Uccide e brucia tre donne e un bimbo», e nell’occhiello: «Si cerca il convivente, un tunisino scarcerato con l’indulto»; «Strage in famiglia: era fuori per indulto», e nel sommario: «Sotto accusa un immigrato». E poi giù con lo schema già preconfezionato: il tunisino era un poco di buono, era stato in carcere e poi in comunità per droga, lei, la moglie, lo aveva sposato contro il parere dei suoi e poi si era pentita. E lui non si rassegnava. Venuto fuori con l’indulto, fonte di ogni guaio del nostro ordine pubblico, si è vendicato così ferocemente. Semplice, vero? Peccato che non fosse vero. Peccato che stamani - vogliamo scommettere? - delle certezze di ieri nessuno darà conto. Come accadde per il delitto di Novi Ligure, quando il misterioso “slavo” (così veniva definito un comunque inesistente albanese, perché certe sottigliezze sugli “stranieri” non contano) autore accertato e senza ombra di dubbi del duplice omicidio sulle cronache del primo giorno scomparve nel nulla quando Erika confessò.
    Ma non ci sono solo i giornali, e le tv, e le radio. Da quanto raccontano i cronisti, gli inquirenti sono andati a colpo sicuro, tant’è che prima è stato indagato (e consegnato al pubblico ludibrio) il “colpevole” e poi si è provveduto a verificare se poteva davvero essere stato lui. A quanto pare, le testimonianze che scagionavano Abdel sono arrivate subito, quelle per cui lui si trovava in Tunisia e perfino quelle che raccontavano tutt’altra storia sulle relazioni in quella famiglia: la moglie non si era affatto stancata di lui, lo amava e continuava a sostenerlo come aveva fatto nei momenti più duri. Lui non era mai stato violento con il figlio né con la suocera. Anche il suocero, nel suo dolore, lo scagionava.
    Chiediamoci: una tale deroga alle regole della discrezione e della presunzione di innocenza sarebbe stata mai praticata dalla polizia e dai magistrati se il sospettato fosse stato un italiano? Ne abbiamo viste troppe per non sapere che la risposta è no. E questo è molto triste.

    dal Riformista di oggi.

  6. #6
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    Sbatti il mostro in prima pagina

  7. #7
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    Predefinito Sbatti il MOSTRO in PRIMA PAGINA!



    Sbatti il mostro in prima pagina


    di Filippo Benedetto

    Roma 13 dicembre 2006

    Sui giornali di ieri, a proposito della tragica vicenda di Erba, abbiamo assistito alla più incredibile gara di chi sbatteva il ‘mostro in prima pagina’ mai vista nella storia dell’informazione italiana. Tutti, proprio tutti i giornali hanno emesso la sentenza definitiva ed inappellabile: il mostro è lui, il tunisino; la causa è certa: l’indulto. Noi non siamo cascati nel perverso gioco della ‘caccia al mostro’ e non ci siamo piegati alla facile equazione immigrato, graziato dall’indulto, quindi doppiamente colpevole. Alla fine l’abbaglio è risultato evidente e lampante, quando le indagini in corso hanno scagionato il povero uomo che, oltre ad aver perso i propri cari, si è visto a mezzo stampa cucito addosso il ruolo del capro espiatorio di tutte le nefandezze possibili. Ma forse il vero mostro è un’informazione drogata di sensazionalismo, assuefatta allo ‘scoop’ di facile divulgazione. Ma non è soltanto l’informazione a dover fare un serio esame di coscienza, è anche la politica che deve fare un deciso salto di qualità.




    E’ stato uno spettacolo indecente quello a cui si è dovuto assistere: un diluvio di dichiarazioni, chi pro e chi contro l’indulto, ma tutte accomunate da un tratto platealmente strumentale nel leggere l’intera vicenda. Non è stato usato il semplice metro della sobrietà e soprattutto del rispetto per il dramma vissuto dai familiari delle vittime e ci si è ‘buttati’ nella polemica politica ‘indulto sì, indulto no’. Il peggio lo ha dato, ovviamente, la destra che non ha perso occasione per arrivare, impudicamente e un po’ meschinamente, ad accusare il Governo e la maggioranza di essere indirettamente responsabile di questa orribile tragedia. E forse un eccesso di ‘leggerezza’ c’è stato anche da parte di alcune forze della maggioranza che non si sono debitamente tenute lontane da una polemica strumentale, perché costruita sul dolore di un uomo letteralmente ‘linciato’ a mezzo stampa, grazie al più abusato dei luoghi comuni sull’immigrato sempre e comunque delinquente. Noi Comunisti Italiani ci siamo volentieri sfilati da questo ‘gioco’ e abbiamo compreso da subito il ‘grande abbaglio’ che ha colto da una parte i mass media e dall’altra buona parte del mondo politico. Il vero mostro, oggi, è in prima pagina e si chiama superficialità.



  8. #8
    Bianca Zucchero
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    MA Non è un doppione di tiro all'indlto che parlava della stessa cosa? Boh pare che ad esser cancellati doppi post siano solo i miei....

  9. #9
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    Il titolo dell'editoriale pubblicato oggi sul sito dei Comunisti Italiani di oggi (http://www.comunisti-italiani.it), prende spunto da un film-denuncia del 1972
    di Marco Bellocchio, con la grande Laura Betti, il grande Gian Maria Volontè,e Corrado Solari, Gerard Boucaron, Gisella Burinato, Enrico Dimarco, Michel Gardinet, Jacques Herlin.

    Un film del quale consiglio la visione a tutti i Compagni



  10. #10
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da asti_sinistra Visualizza Messaggio
    Il titolo dell'editoriale pubblicato oggi sul sito dei Comunisti Italiani di oggi (http://www.comunisti-italiani.it), prende spunto da un film-denuncia del 1972
    di Marco Bellocchio, con la grande Laura Betti, il grande Gian Maria Volontè,e Corrado Solari, Gerard Boucaron, Gisella Burinato, Enrico Dimarco, Michel Gardinet, Jacques Herlin.

    Un film del quale consiglio la visione a tutti i Compagni


    [IMG]http://static.flickr.com/1/122720366_2ba5fcbc91_o.jpg[/IMG
    ]
    Si piccole furbizie forumistiche. Ma l'argomento è lo stesso.

 

 
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