Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: The Arab "Schindler"

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito The Arab "Schindler"

    Was there an Arab "Schindler?" The neverbefore- told story of the Holocaust in the Arab lands of North Africa, and one man's quest to find the truth

    Thousands of people have been honored for saving Jews during the Holocaust—but not a single Arab. Looking for a hopeful response to the plague of Holocaust denial sweeping across the Arab and Muslim worlds, Robert Satloff sets off on a quest to find the Arab hero whose story will change the way Arabs view Jews, themselves, and their own history.

    The story of the Holocaust's long reach into the Arab world is difficult to uncover, covered up by desert sands and desert politics. We follow Satloff over four years, through eleven countries, from the barren wasteland of the Sahara, where thousands of Jews were imprisoned in labor camps; through the archways of the Mosque in Paris, which may once have hidden 1700 Jews; to the living rooms of octogenarians in London, Paris and Tunis. The story is very cinematic; the characters are rich and handsome, brave and cowardly; there are heroes and villains. The most surprising story of all is why, more than sixty years after the end of the war, so few people— Arab and Jew—want this story told.


    Robert Satloff, an expert on Arab and Islamic politics, is executive director of The Washington Institute for Near East Policy. Soon after 9/11, he and his family moved to Rabat, Morocco, where he launched a search for Arab heroes of the Holocaust. He lives in Chevy Chase, Maryland, with his wife, Jennie Litvack, and two sons, Benjamin and William.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Esce il libro di uno studioso sui musulmani che salvarono ebrei durante l'Olocausto.

    di MARTINO CERVO


    Anche i Paesi arabi hanno avuto i loro Oskar Schindler, ma se ne vergognano. La vicenda dell'Olocausto e delle persecuzioni anti-ebraiche negli anni '40 è stata - non senza ragioni - considerata come fenomeno eminentemente europeo, eppure ha avuto fortissime ripercussioni anche nei Paesi arabi, e ha coinvolto di conseguenza ampie fasce delle popolazioni di cultura islamica. Con esiti poco indagati e in larga parte sorprendenti, al centro dell'ultimo libro di Robert Satloff, studioso che ha appena pubblicato in America "Among the righteous" ("Tra i giusti"), uscito per la PublicAffairs e dedicato, come si legge nel sottotitolo, alle «storie perdute dell'Olocausto nei Paesi arabi». Duecentosettantadue pagine nate da un'intuizione di Satloff, dal 1993 direttore del Washington Institute for Near East Policy, importante centro di ricerca all'interno del quale si occupa in particolare di problemi arabo-israeliani, materia di cui scrive abitualmente per numerose testate americane, dal New York Times, al Washington Post, al Wall Street Journal. Cronaca di una ricerca difficile
    L'idea, presentatasi improvvisamente dopo l'11 settembre 2001, è questa: mettersi alla ricerca dei "giusti" arabi, cioè di coloro che nel corso degli orrori scatenati dal nazismo hanno opposto la loro resistenza morale, operandosi attivamente per la salvezza degli ebrei perseguitati in Europa e nei Paesi arabi, soprattutto nel Nordafrica. «Se avessi potuto raccontare la storia di un solo arabo che aveva salvato un solo ebreo durante l'Olocausto, allora forse avrei potuto far sì che gli arabi guardassero all'Olocausto stesso come un motivo di orgoglio, degno di essere ricordato: non solo qualcosa da evitare o, peggio, negare», scrive Satloff nell'introduzione alla sua opera. "Among the righteous" infatti è la cronaca degli studi compiuti da Satloff negli ultimi cinque anni e mezzo, da quando cioè si è trasferito con la moglie in Marocco, dove ha messo su una specie di quartier generale interamente dedicato a setacciare le storie degli Schindler, o dei Perlasca, arabi. Impresa resa ardua, come ha spiegato l'autore al quotidiano israeliano Haaretz, dalle incrostazioni storico-politiche della guerra araboisraeliana. Rispondendo alle domande di Shmuel Rosner, titolare di una rubrica on-line del giornale di Gerusalemme, Satloff ha raccontato lo sviluppo dei suoi studi. Ha spiegato come l'identificazione - in larga parte erronea - tra l'Olocausto e la nascita di Israele abbia portato la cultura araba a "rimuovere" la Shoah, nel timore di fornire, attraverso la memoria e lo studio storico, una sorta di legittimazione morale a quello che per molte frange del mondo islamico resta "il" nemico, e tale è in effetti stato sul campo di battaglia in più di un'occasione per decenni. Scrive infatti, sempre nell'introduzione: «Agli occhi di molti arabi, la catastrofe della fondazione di Israele non si sarebbe verificata se non fosse accaduta prima la catastrofe dell'Olocausto; accettare l'unicità e l'enormità di quest'ultima porta con sé il rischio di legittimare la seconda». C'è un altro fattore che ha contribuito al silenzio: «Gli ebrei vivono prevalentemente sotto regimi democratici, dove la storia, come la politica, è ravvivata da dibattiti, polemiche, disordine. La maggior parte degli arabi, invece, vive in società chiuse, dove i governanti temono l'incertezza e dissipano le ricchezze delle loro nazioni per tenerle sotto controllo». Un fatto che rende «lo scrivere di storia in molti paesi arabi un affare pericoloso». Superate queste difficoltà nello scovarli, gli Schindler arabi esistono. Satloff li ha trovati. Per quanto le popolazioni arabe abbiano quasi sempre incoraggiato o accolto con indifferenza gli attacchi agli ebrei, «il numero dei "giusti" arabi - spiega l'autore ad Haaretz - è probabilmente proporzionato al numero degli altri non-ebrei che hanno salvato o protetto gli ebrei nelle circostanze in cui si trovavano gli arabi». E prosegue: «Nella mia ricerca, ho trovato storie di arabi che hanno accolto ebrei nelle loro case, custodito beni materiali in modo da impedire le confische dei nazisti, spartito le proprie razioni alimentari e messo in guardia le comunità all'approssimarsi dei pogrom delle SS» Il sultano fornisce aiuto materiale Ad esempio, «il sultano del Marocco e il governatore di Tunisi fornirono supporto materiale e, in alcuni casi, aiuto pratico a molti ebrei. Nella Algeri controllata da Vichy, i capi della moschea nei sermoni del venerdì hanno ripetutamente proibito ai fedeli di prestarsi come custodi dei beni confiscati agli ebrei». L'elenco è ragguardevole: «Un contadino nei pressi di Tunisi, Si Ali Sakat, ha tenuto nascosto in casa un gruppo di ebrei fuggiti da un campo nazista nei pressi di Tunisi», mentre «Khaled Abdelwahhab ha ospitato nella sua tenuta parecchie famiglie ebraiche per salvare le donne dagli stupri pianificati dagli ufficiali nazisti ». E, ancora, il rettore della grande moschea di Parigi ha "coperto" cento ebrei dando loro falsi documenti di identità islamica. «Veri eroi», commenta Satloff, che non può fare a meno di chiedersi perché queste storie siano totalmente sconosciute praticamente a chiunque, sia da parte ebraica sia da parte araba. Motivi politici, certo, che però allungano la loro ombra sul presente, con conseguenze al limite dell'incredibile a sessant'anni di distanza: «Il conflitto arabo-israeliano», spiega ancora l'autore ad Haaretz, «è stato così tossico in molte società arabe che non solo ha portato alla trasformazione degli "ebrei" in "sionisti", ma ha trasformato l'azione - altrimenti nobile - di aiutare gli ebrei perseguitati durante la guerra in un'azione politicamente riprovevole». Fino al culmine della censura e della rimozione da parte degli studiosi e dei famigliari dei "giusti". In pratica, gli stessi figli hanno rinnegato i padri eroi, e i "giusti" delle loro famiglie: «Durante le mie ricerche, sono rimasto sconvolto nel constatare come anche le persone comuni tra gli arabi fossero ben poco contente di apprendere che i loro padri o nonni avessero salvato degli ebrei. Allo stesso modo, sono stati decisamente ostili nel rispondere alle mie richieste di aiuto nel raccogliere le prove».



 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 15-12-09, 13:28
  2. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 10-12-09, 23:42
  3. Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 31-01-09, 17:33
  4. Nella """grande""" democrazia inglese il popolo.....non vota....
    Di Barbera nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 08-05-05, 12:31
  5. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 18-07-04, 10:52

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito