







riprendo il discorso di Zena.
E' vero che nelle società con benessere diffuso si tende ad un contenimento delle nascite. Ma attenzione, quando questo contenimento supera un tasso negativo (cioè quando le morti superano le nascite) allora non è il benessere la causa della denatalità ma la questione rappresenta una situazione patologica ed abnorme.
In questo caso si tratta piuttosto di pessimismo e paura del futuro o di degenerazione morale, e di sfiducia generalizzata....
Sfiducia nelle istituzioni, sfiducia degli uomini verso le donne (e viceversa), sfiducia verso il futuro, edonismo sfrenato, perdita del senso di appartenenza ad una identità comunitaria, perdita della distinzione dei ruoli tra i due sessi.
Tutto si riassume con un termine : "decadenza".
Decadenza che si manifesta con la denatalità.
Bruttissimo segno !


Si nel breve è possibile, ma tra qualche anno con quali braccia continui a tenerle chiuse: con quelle degli ottuagenari?
Ogni territorio, per estensione e risorse utilizzabili, ha un punto di equilibrio oltre il quale chi ne è escluso o delinque o se ne va.
Non si tratta di gareggiare a chi figlia di più ma di raggiungere, da parte delle popolazione che da secoli abitano questi territori, quei numeri demografici necessari e sufficienti per mantenere l'equilibrio cui sopra.
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