Il discorso è abbastanza complesso.
Van Gogh vendette 3 quadri in vita sua, era considerato matto e nessuno lo considerava un grande pittore.
C'è da dire una cosa, che spesso i migliori artisti sono proprio quelli considerati "matti" e che vivono una vita chiamiamola borderline.
Perche' per l'artista c'è un problema.
Tutti quelli che hanno conosciuto fama in vita, si sono sostanzialmente trasformati in macchine da soldi a danno della creatività.
Cominciano a sfornare quadri in serie su un soggetto magari "fortunato", e non fanno che ricopiare stancamente se' stessi, con rare eccezioni.
Oltretutto anche il "diventare" famosi, per un artista vivente, nella giungla di galleristi, critici e quant'altro è questione di conoscenze, fortuna e pubblicità piu' o meno compiacente.
E solo l'artista poverissimo, quello che, reietto dalla società e dai suoi simili, esprime sulla tela le sue vere emozioni, il suo dolore, la sua vita, conserva un forte impatto creativo e davvero da "artista".
Non è l'apologia dei "maledetti", ma funziona cosi'.
Ho un amico che dipingeva dei quadri assolutamente ma dico assolutamente straordinari, ma per dipingerli doveva essere triste e sentirsi male, gli ho detto persino che gliela avrei organizzata io una galleria o qualcosa, ma ha preferito fare il precario alle poste piuttosto che l'artista. Non ha mai venduto un suo quadro, ma spero davvero che in qualche maniera riesca ad averne uno suo.




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