







Appunto. Come si fa a lasciare un intero quartiere in mano a chi ragiona in base ad una logica neo-tribale? Questa gente non c'entra niente con noi culturalmente e in più crea problemi di ordine pubblico, destabilizza la nostra società, rovina il tessuto sociale della nostra nazione, toglie lavoro agli Italiani, si impone con arroganza e presunzione.
E noi stiamo ancora qui a discutere di integrazione? Ha ragione Salvini.


tu vuoi sparare a un uccellino con un cannone, cioè anzichè bonficare un quartiere con ordine pubblico e presenza delle forze dell'ordine vorresti intervenire a livello nazionale con dei provvedimenti draconiani e contro tutti gli immigrati d'Italia, per colpire anche quelli che lavorano onestamente che a mio parere sono una risorsa e hanno gli stessi diritti degli italiani e poi ti stupisci quando ti definiscono estremista
Ultima modifica di FrancoAntonio; 18-02-10 alle 11:44


Guarda roberto, il discorso è molto semplice.
Io sono un uomo di Destra.
Sono cattolico, sono fiero di essere europeo ed italiano. Amo la mia civiltà e la mia patria.
Amo ciò per cui hanno combattuto in passato i miei avi.
Sono un bianco europoide come tanti.
Credo che le differenze e le disuguaglianze siano connaturate all'ordine del mondo, come del resto ci ha sempre insegnato Santa Romana Chiesa prima che un'indegna svolta conciliare facesse perdere la bussola a gran parte del clero.
Tu stai in Francia e dovresti sapere come la lotta fra la base 'cattolica tradizionalista' della Chiesa francese e il clero 'modernista' sia aspra.
Ebbene, l'immigrazione di massa è un fenomeno eterodiretto da poteri forti che vogliono masse di schiavi salariati da sottopagare, sfruttando il miraggio - a cui loro credono - che l'Occidente europeo sia il bengodi o un paese dei balocchi in cui tutti possono fare quello che vogliono e arricchirsi.
Così non è.
L'Europa non può e non deve essere "terra di conquista altrui"!
Non vogliamo addentrarci in questioni di supremazia? Non vogliamo parlare di questioni razziali perchè non tutti hanno le competenze adatte per parlarne con serenità ed obiettività?
Va bene.
Allora io ti enuncio un principio molto semplice, fatto proprio anche dal centrodestra italiano, in particolare dalla Lega di lotta e di governo: "Padroni a casa nostra".
Il che cosa significa? Che a casa nostra comandiamo noi, non gli "ospiti", per altro non tutti graditi.
Quindi a decidere dobbiamo essere noi cittadini italiani in base allo jus sanguinis, che da sempre ha regolato i criteri della cittadinanza italiana.
Non posso tollerare quindi un'invasione migratoria che sradica milioni di persone dal loro paese e che cancella la nostra identità.
Non puoi ragionare solo in termini "produttivi", come fanno - non me ne voglia Florian se lo dico - gli americani.
La produttività non è l'unico criterio secondo cui bisogna valutare una persona o un popolo.
C'è anche un discorso di compatibilità culturale, spirituale e morfologica di cui non si può non tenere conto.
Charles De Gaulle, non un nazista quindi, diceva: «Va benissimo che vi siano francesi gialli, neri e bruni. Mostrano che la Francia è aperta a tutte le razze ed ha una vocazione universale. Ma a condizione che restino un'infima minoranza. Diversamente la Francia non sarebbe più la Francia. Noi siamo comunque prima di tutto un popolo europeo di razza bianca»
Parlo di Charles De Gaulle, un nazionalista laico filo-conservatore. Non un nazista, non un fascista e nemmeno un reazionario.
Ebbene: finchè gli immigrati in Italia erano qualche migliaio forse il problema neanche si poneva più di tanto.
Adesso però gli immigrati regolari sono 4 milioni e non oso immaginare quale sia la cifra se si contano anche quelli clandestini.
Forse due conti li dovremmo fare, non credi?
Ultima modifica di Giò; 18-02-10 alle 14:21




Non si è trattata certo di una "argomentazione a favore".
Ho solo fatto notare che ogni civiltà esprime a modo suo i propri valori.
Io mi riserbo di considerare i miei, di valori, sicuramente più elevati.
Ma non mi spingo a considerare "nulle", completamente povere e prive di senso, le altre culture.


Detesto il razzismo ed ogni politica razzista, ma sono fermamente convinto che per preservare la nostra identità - nazionale e religiosa in primis - servono politiche immigratorie stringenti, e leggi severe sulla sicurezza.
Non può esistere uno "stato nello stato", non è ammissibile che parti delle nostre città siano conquistate e dominate da stranieri vieppiù delinquenti e avviati alla criminalità.


Anche questa antitesi tra la "nostra cultura" e le "altre culture", non è astratta ed artificiosa?
Un po' come quando si contrappone al singolo individuo il concetto indefinito de "gli altri" (che in pratica comprende tutto il resto dell'Umanità, dai propri familiari fino ai cannibali del Congo [cit.]).
In tal modo, vengono accomunate cose assai diverse e differenti tra loro, il che è una distorsione quantitativa ed omologatrice, tipica della modernità.
Ultima modifica di Pieralvise; 20-02-10 alle 00:04
L'arte di essere P.A.