





Non si tratta solo di interessi economici, ma del peso che assume nelle decisioni dipolitica estera americana la lobby pro-israeliana assolutamente trasversale a livello politico e ben decisa a portare fino in fondo il piano di spezzettamento del medio oriente lungo le fratture etnicoreligiose degli attuali stati.
A questo proposito è utile leggere lo studio (pubblicato da HARVARD) di Mearsheimer e Walt, "the israel lobby and the US foreign policy", una vera miniera di dati ed una pietra miliare nel dibattito politico americano.
Insomma, anche in USA qualcuno comincia ad avere il coraggio di additare i veri responsabili del disastro irakeno, mentre in Italia si resta ossequiosi a guardare, aspettando le istruzioni di olmert.


Qui è possibile scaricare in inglese lo studio dei due esimi professori.
http://ksgnotes1.harvard.edu/Researc.../rwp/RWP06-011


abstract:
In this paper, John J. Mearsheimer of the University of Chicago's Department of Political Science and Stephen M.Walt of Harvard University's Kennedy School of Government contend that the centerpiece of U.S. Middle East policy is its intimate relationship with Israel. The authors argue that although often justified as reflecting shared strategic interests or compelling moral imperatives, the U.S. commitment to Israel is due primarily to the activities of the “Israel Lobby." This paper goes on to describe the various activities that pro-Israel groups have undertaken in order to shift U.S. foreign policy in a pro-Israel direction.


Il Costo Di Israele Ai Contribuenti Degli Stati Uniti
Per molti anni i media statunitensi ci hanno informato che"“Israele riceve 1,8 miliardi di dollari in aiuti militari", o che "Israele riceve 1,2 miliardi di dollari di aiuti economici". Entrambe le frasi sono vere, ma dato che non sono mai state messe insieme per darci il totale degli aiuti annuali degli Stati Uniti ad Israele, queste sono anche bugie – vere bugie.
Di recente gli Statunitensi hanno iniziato a leggere e a sentirsi dire che "ogni anno Israele riceve 3 miliardi di dollari di aiuti Usa". È vero. Ma è sempre una bugia. Il problema è che solo nell'anno fiscale 1997, Israele ha ricevuto da un certo numero di uffici federali statunitensi di vario tipo almeno 525,8 milioni di dollari in più oltre i suoi 3 miliardi di dollari provenienti dal budget per l'aiuto economico all'estero, e addirittura altri due miliardi in fideiussioni federali. Quindi la somma totale dei finanziamenti e delle fideiussioni Usa verso Israele nell'anno fiscale 1997 è stato di 5.525.800.000 dollari.
Si può certamente incolpare il sistema dei media per non aver mai rivelato queste statistiche, perché nessuno l'ha mai fatto. Sono state compilate dal Washington Report on Middle East Affairs. Ma il sistema dei media non è certo il solo ad aver taciuto. Nonostante il Congresso autorizzi il totale finale degli aiuti finanziari all'estero, il fatto che più di un terzo di questi vadano ad un paese più piccolo di Hong Kong, sia nelle dimensioni sia nella popolazione, probabilmente non è mai stato menzionato ufficialmente al Senato o alla Camera. Eppure sta andando avanti da più di una generazione.
[...]
http://www.comedonchisciotte.org/sit...ticle&sid=2797
Per favorire la leggibilità del thread ho accorciato l'articolo: chi volesse leggerne la versione integrale non ha che da seguire il link.


Pure un ex-presidente Jimmy Carter, ha sollevato il velo di omertà sulla questione:
M.O.: CARTER, ISRAELE IMPONE APARTHEID PEGGIORE DI QUELLO DEL SUDAFRICA
Washington, 11 dic. (Adnkronos) - Israele impone nei territori palestinesi un sistema di apartheid che a volte e' peggiore di quello che un tempo vigeva in Sudafrica. Nonostante gli attacchi e le polemiche, Jimmy Carter non fa marcia indietro sulla tesi contenuta nel suo libro sul conflitto israelo-palestinese dal titolo ''Palestine: peace not apartheid''. Ed in un'intervista trasmessa sulla radio israeliana, afferma che ''quando Israele occupa il territorio della Cisgiordania in modo cosi' esteso, ed unisce tra di loro i 200 insediamenti, con una strada e poi proibisce ai palestinesi di usare quella strada o in molti casi persino di attraversarla, di fatto impone esempi di regime separato, o apartheid, peggiori di quelli che abbiamo visto in Sudafrica''.


La risposta del mondo ebraico americano a Carter non si è fatta attendere ovviamente, secondo i modi e le tecniche di aggressione dell'avversario politico, tipiche della peggiore diffamazione comunista:
[...]
Mentre a Roma si abbracciano assassini e aguzzini, in USA il presidente Carter è sotto attacco per il suo libro «Peace not apartheid» in cui coraggiosamente dice la verità: «Il continuo controllo e la continua colonizzazione delle terre palestinesi sono gli ostacoli primi ad un accordo di pace nella Terra Santa».
Il romanziere Jack Engelhard (l'autore di «Proposta indecente») ha definito il libro di Carter il nuovo Mein Kampf, e lo ha paragonato ai Protocolli dei Savi di Sion. (2)
David Horowitz, su Front Page Magazine, insulta l'ex-presidente: «Odiatore degli ebrei, preparatore di genocidio, bugiardo». (3)
Nulla di simile agli abbracci per Prodi e ai sorrisi al Vaticano; per chi non è servo, insulti tracotanti, minacce, calunnie.
2) Jack Engelhard, «Jimmy Carter's Kampf», Arutz Sheva, 8 dicembre 2006.
3) David Horowitz, «Jimmy Carter, jew-hater, genocide-enabler, liar», FrontPageMag.com, 14 dicembre.
http://effedieffe.com/interventizeta...metro=politica


aprile: le tue paranoie con israele lasciale stare, non c'entra nulla col discorso Iraq.
antonio: e' pazzesco.

