Breve Storia del MSI
1946: Alle prime elezioni repubblicane (per l'Assemblea Costituente) i neofascisti attraverso i loro leader (molti ricercati dal Cln, o condannati a morte, o latitanti) e le numerose riviste fiorite qua e là in tutta Italia, appoggiarono l'Uomo Qualunque di Giannini che ottenne il 5,3 su scala nazionale, con oltre 30 deputati. Ma le istanze puramente protestatarie dell'Uomo Qualunque, la sua inconcludenza e impreparazione politica, il suo mancato legame con il fascismo e la Rsi, portarono i neofascisti a guardare oltre (anche se non mancò chi propose di "impadronirsi” dall'interno dell'Uomo Qualunque), e a lavorare per la costituzione di una propria formazione indipendente. Sicché dopo molti incontri e contatti tra i vari gruppi e dirigenti locali si giunse al punto d'arrivo. Il 26 dicembre in Corso Vittorio Emanuele 24 nello studio di Arturo Michelini nasceva il Msi (Movimento sociale italiano). Alla riunione parteciparono tra gli altri Pino Romualdi, Giorgio Almirante, Giorgio Bacchi, Giovanni Tonelli, Cesco Giulio Baghino, Mario Cassiano, Valerio Pignatelli, Roberto Mieville, Giorgio Pini e Biagio Pace. Pochi giorni dopo Almirante venne nominato Segretario della giunta esecutiva, insieme con Giacinto Trevisonno. Aveva avvio così l'avventura missina. Il Msi, che si presentò per un breve periodo con la sigla Mosit, dovette provvedere all'unificazione di tutti quei gruppi che erano fioriti nelle varie regioni italiane dopo il 25 aprile (Far, ecc.), i quali vennero progressivamente assorbiti o soppiantati dal suo rafforzamento politico. Nasceva il partito di chi era stato fascista e voleva rimanere fascista. Il primo atto politico del Msi fu "l'appello agli italiani" in cui si chiamavano a raccolta i lavoratori e chiunque avesse inteso servire la patria. Il Msi venne fondato in sostanza per garantire una linea di continuità ideale con la Rsi e per tutelare i reduci del fascismo. Così nel partito convogliarono molteplici forze, energie, gruppi, e riviste sicché esso risultò sin dall'inizio molto eterogeneo. Il primo problema fu l'elaborazione dottrinale e programmatica che vide subito emergere i contrasti tra socializzatori e corporativisti, filo-monarchici e repubblicani, conservatori e socialisti rivoluzionari, tra esponenti del fascismo-regime e quelli del fascismo-movimento.
1947: Almirante, allora trentaduenne, venne nominato segretario nazionale, e il Msi adottò come simbolo la fiamma tricolore, rifacendosi all'iconografia delle associazioni combattentistiche. Furono affidati incarichi di organizzazione in tutta Italia a persone che divennero poi spesso i primi parlamentari: Tullio Abelli (Piemonte), Goffredo Olivani (Liguria), Danilo Ravenni (Toscana), Achille Cruciani, Manlio Sargenti, Ernesto Massi, l'avvocato Redenti (Milano), Nicola Galdo e Gianni Roberti (Campania), Maselli Campagna (Puglia). giugno la prima riunione del Comitato Centrale: il Fronte Giovanile fu affidato a Mieville; furono create organizzazioni universitarie, femminili, sindacali e reducistiche. Alle amministrative romane di ottobre nonostante le intimidazioni dei socialcomunisti, il Msi ottenne il 4,5% e tre consiglieri comunali, determinanti per eleggere il sindaco di Roma. Forte il dibattito interno sulla collocazione politica: destra tradizionalista o sinistra nazionale. Quanto all'assetto istituzionale il Msi si dichiara per la repubblica.
1948: Viene definito il programma del Msi in cui spicca la creazione dello Stato Nazionale del Lavoro. Il Msi propone la terza via tra liberal capitalismo e marxismo, una sintesi tra nazione e socialità, la "partecipazione dei lavoratori alla direzione responsabile della produzione ed al profitto dell'impresa". Celebre la mozione di Augusto De Marsanich al primo congresso nazionale tenutosi tra il 26 e il 27 giugno a Napoli "Non restaurare e non rinnegare.....A tale idea si ispira la nostra dottrina dello stato Nazionale del Lavoro: nazionale non nazionalista, sociale e non socialista”. Almirante è confermato segretario nazionale. Il 18 aprile del 1948 il Msi ottiene il 2% e 6 deputati i quali dopo varie discussioni si collocano nello scranno destro di Montecitorio. Si intensifica le violenza comunista e la persecuzione poliziesca e giudiziaria contro il Msi. Numerosi deputati dell'Uomo Qualunque aderiscono al Msi, a cui si fondono numerosi altri partitini e movimenti, specie meridionali. Inizia a delinearsi il "dislivello" tra una base di militanti legati ai principi nazionali e sociali e dei vertici e una fascia elettorale destrorsa, filoamericana e conservatrice.
1949: Comizi a Gorizia contro la cessione delle terre italiane alla Jugoslavia di Tito. II° congresso nazionale a Roma: scontro tra la destra del partito filo-atlantista e la sinistra ostile agli Usa e socializzatrice. Alla fine prevale la linea dell'"inserimento"; la chiesa scomunica i comunisti. Prosegue l'organizzazione delle sezioni e delle federazioni.
1950: De Marsanich, sindacalista ed ex repubblicano sostituisce Almirante come segretario nazionale del Msi nel Comitato Centrale. Nasce la CISNAL (Confederazione italiana nazionale lavoratori ) il sindacato missino e il Fuan (Fronte universitario di azione universitaria).
1951: Si inizia a parlare di legge Scelba per eliminare dalla scena politica il Msi un partito perseguitato dai comunisti e considerato elettoralmente pericoloso dalla Dc.
1952: 20 febbraio; il Senato approva la legge Scelba con la speranza di poterla applicare in maggio-giugno durante il periodo della campagna elettorale. Almirante attraverso la pratica dell'ostruzionismo (con discorsi fiume) blocca per lungo tempo la legge in commissione. Quando la legge arriva in aula, le amministrative di tre giorni prima hanno già segnato una forte avanzata del Msi che ha ottenuto oltre un milione di voti, conquistando con il partito monarchico la guida di sei province tra cui Napoli. A Roma fallisce l'alleanza Dc-Msi sponsorizzata dal Vaticano e da Sturzo. De Gasperi fa della Dc un "partito di centro che marcia verso sinistra". Il 15 maggio Franz Turchi fonda il "Secolo D'Italia", quotidiano del partito. A L'Aquila si svolge il III° congresso nazionale. Rauti è a capo dei "Figli del Sole" e fonde con Enzo Erra la corrente spiritualista ispirata agli insegnamenti del filosofo Julius Evola.
1953: Il Msi ottiene il 5,6% alle politiche, ed elegge 29 deputati e 9 senatori. Cade l'ultimo governo De Gasperi. Il nuovo capo del governo Pella (Dc) opera un evidente spostamento a destra. Il Msi cavalca le battaglie per il ritorno di Trieste all'Italia. Manifestazioni e scontri in tutta la penisola; sei militanti missini muoiono: saranno i primi martiri di una lunga serie.
1954: Trieste viene restituita all'Italia, ma l'Istria cade in mano jugoslava. Al congresso di Viareggio De Marsanich è nominato dal Comitato Centrale presidente. Arturo Michelini è il nuovo segretario nazionale e lo rimarrà fino al 1969, conducendo una politica conservatrice ed "entrista". Rauti, Signorelli, Graziani e Andriani fondano il Centro Studi Ordine Nuovo (On).
1955: Patto politico con il Pnm per cercare di costituire un'alternativa al "sistema dei partiti". a marzo i missini assaltano la sede del Pci di Via delle Botteghe Oscure. Nascono i Volontari Nazionali, organizzazione di militanti per la difesa del partito. Muore Mieville.
1956: Alle elezioni provinciali il Msi e il Pnm ottengono 2 milioni e 100 mila voti; arrivano ad essere arbitri in 34 capoluoghi di provincia. V° congresso nazionale a Milano; rottura definitiva tra il centro-destra del partito (Michelini e Romualdi) e la sinistra interna (Almirante e Massi). La destra prevale per 7 voti e da avvio ad una politica moderata e di dialogo con le altre forze politiche. Rauti con il gruppo di Ordine Nuovo esce dal Msi micheliniano. Permane la polemica interna tra evoliani e gentiliani.
1957: Il Msi da il suo appoggio al breve governo Zoli (Dc). Michelini sostiene in funzione anticomunista la Dc e gli altri partiti centristi. Numerosi militanti delusi confluiscono in Ordine Nuovo. Caso Milazzo (in Sicilia democristiani dissidenti, missini e comunisti governano insieme).
1958: Il 25 maggio il Msi ottiene 1.206.358 voti (il 4,8%) con 24 deputati e 8 senatori. Prosegue la strategia dell'inserimento. Tuttavia il Comitato Centrale in un suo documento condanna la partitocrazia e il clientelarismo e dichiara opposizione al regime e al sistema.
1959: Il Msi vota il governo del democristiano Segni. Nella Dc iniziano ad emergere le figure di Fanfani e Moro che con la loro politica di apertura a sinistra e di persecuzione verso i missini finiranno per rinchiudere il Msi nell'isolamento totale per quasi trent'anni.
1960: Il Msi con i suoi voti determinanti fa salire al governo il dc Tambroni. Il Pci e gli altri partiti di sinistra, temendo la rottura dell'unità antifascista e soprattutto lo svilupparsi di una rudimentale forma di bipartitismo con l'inserimento missino nell'area governativa e la progressiva emarginazione delle sinistre, danno avvio ad una politica di diffamazione contro il primo ministro e scatenano nelle piazze la violenza dei loro militanti. Il VI° congresso del Msi si svolge in una Genova messa a ferro e fuoco dai militanti comunisti, secondo un piano scientificamente organizzato del Pci. Sull'onda d'urto della violenza rossa Tambroni si dimette e diventa nuovo premier il catto-comunista Fanfani che avvia l'apertura a sinistra e delegittima il Msi. La Dc inaugura un periodo di collaborazione con il Psi e il Pci. Cade la giunta Milazzo. Stefano Delle Chiaie fonda Avanguardia Nazionale che ha come simbolo una runa e come obiettivo un'Europa libera e indipendente. Su An si scatena una sanguinosa campagna dei comunisti.
1961: Esce "Cavalcare la tigre" di Evola e il "Manifesto del gruppo Ar" di Franco Freda.
1962: Il presidente della repubblica Mario segni è eletto anche con i voti del Msi e del Pdium.
1963: Alle politiche il Msi ha una sostanziale riconferma elettorale. Ad Agosto si tiene all'Eur (Roma) il VII° congresso nazionale del Msi. Michelini è confermato segretario; tensione con la corrente "Rinnovamento" di Almirante.
1964: Saragat è eletto presidente della Repubblica; prosegue la formula del centrosinistra.
1965: VIII° congresso nazionale di Pescara: Michelini, grazie all'appoggio di Almirante, è riconfermato segretario nazionale. Il suo tentativo di inserimento al fianco della Dc fallisce. Si scioglie Avanguardia Nazionale.
1966: Fase di stallo programmatica interna al partito.
1967: Il generale De Lorenzo (poi deputato Msi) è destituito per la sua presunta implicazione nel Piano Solo.
1968: Scoppia la contestazione studentesca. I giovani del Fuan, nonostante l'opposizione del partito, inizialmente vi prendono parte. La base giovanile del Msi aderisce alle istanze protestatarie. A Napoli e Perugia i giovani di destra occupano le facoltà universitarie. Il Msi ottiene il 4,5% alle politiche. Respinte dal leader liberale Malagodi le proposte del Msi per "la grande destra". Michelini si ammala. In questi anni turbolenti nascono una miriade di gruppi e movimenti giovanili: Primula Goliardica, Olp, Ordine Umano, Nuova Repubblica, l'Orologio, Seconda Repubblica e i Nazimaosti di Franco Freda.
1969: Il 15 giugno muore Michelini; il Comitato Centrale rielegge dopo 19 anni Almirante che lancia lo slogan "alternativa al sistema" e "grande destra" e avvia una frenetica attività politica. La sinistra interna torna così alla guida del partito. Rauti e molti fuoriusciti rientrano nel Msi. Il Centro studi Ordine Nuovo viene trasformato in Movimento Politico Ordine Nuovo, mentre il principe Junio Valerio Borghese, comandante della leggendaria Xma Flottiglia Mas, fonda il Fronte Nazionale. A settembre "autunno caldo". Strage di Piazza Fontana a Milano; inizia il periodo delle stragi di stato e delle presunte (ma mai dimostrate) trame nere. La croce celtica diviene il simbolo della giovane destra, pur contro il parere della segreteria nazionale.
1970: Durante un'aggressione comunista ad un comizio di Almirante l'operaio Ugo Venturini viene assassinato. Almirante si proclama "ghibellino cattolico". Cresce il malcontento popolare, specie nel Sud. Il 13 luglio scoppia la rivolta di Reggio Calabria al grido "boia chi molla" e guidata dalla dirigenza locale missina. Alle regionali il Msi otterrà il 13,5% consolidandosi al sud e accentuando le proprie caratteristiche meridionaliste e populiste. Il Msi si pone contro la partitocrazia e fa proprie le istanze sociali di Reggio e del sud. Nel 1970 il Msi conta di 102 federazioni, 4.335 sezioni, 431.000 iscritti, 119.000 giovani iscritti. Borghese è accusato di aver organizzato un colpo di stato.
1971: Tutte le organizzazioni giovanili si fondono nel Fronte della Gioventù (Fdg). Alle regionali in Sicilia il Msi ottiene un largo successo. A Reggio Calabria i missini ottengono il 45%. Il Pci temendo l'avanzata elettorale missina organizza cortei antifascisti e aizza la stampa e la magistratura contro il Msi e Almirante. Nuova Convergenza di sinistra Dc e Pci contro il Msi. Contro le sedi missine sono organizzati attentati sperando in una reazione violenta dei suoi quadri giovanili. Il Pci lancia la strategia della tensione e la logica degli opposti estremismi ad esso funzionali.
1972: Mandato di cattura per Rauti. Morte del miliardario comunista Feltrinelli che preparava un attentato. Almirante lancia il progetto della Destra Nazionale, riunificando tutte le destre; Il Msi si fonde con il Pdium, e nasce il Msi-Dn in cui confluiscono esponenti politici e culturali di diversa estrazione (ad esempio l'ex marxista Plebe). Il partito ottiene il suo massimo storico alle politiche: il 9,2% al Senato e l'8,7% alla Camera.
1973: All'Eur (Roma) si svolge il X° congresso del partito nel quale si ribadisce il progetto della destra nazionale e il rifiuto della violenza come metodo di lotta. Il congresso si svolge in un clima di tensione a causa dei cortei dei comunisti. Il 9 febbraio muore De Marsanich. Il 7 luglio viene accoltellato a morte il missino Falvella, poi Santostefano, altre vittime sacrificali della spietata violenza delle sinistre che lanciano l'offensiva terroristica (verbale, fisica, con attentati o a mezzo stampa) contro il Msi-Dn. Iniziano gli "anni di piombo" fatti di ingiurie diffamazioni, falsità giornalistiche, molotov, sprangate, assassini. Nascono le Brigate Rosse, Lotta Continua, Autonomia Operaia, organizzazioni finanziate dai sovietici e scientemente manovrate dal Pci. Vengono uccisi i fratelli Mattei, figli del presidente della sezione del Msi di Primavalle a Roma. I Comunisti lanciano il motto "uccidere un fascista non è reato". Viene sciolto Ordine Nuovo.
1974: Il Msi-Dn lancia con alcune frange dc la campagna contro il divorzio. A Padova le Br uccidono Mazzola Giuseppe e Graziano Giralucci. A giugno muore il filosofo Julius Evola.
1975: Esplode la violenza dei gruppi comunisti sostenuti dal governo e aizzati da Pci, Psi, Pdup, Dp, e Psiup i quali saranno fermati solo quando giungeranno a colpire il vertice della cupola Dc assassinando Moro. Prima di allora i martiri missini passeranno sotto silenzio e le Br non rappresenteranno una minaccia nazionale. Le manifestazioni del Msi sono proibite o vengono assaltate dai militanti della sinistra. Si scatena una caccia al fascista. L'odio trascende l'inimmaginabile. Assassinio di Mikis Mantakas (19 anni), Sergio Ramelli ( 17 anni) e Mario Zicchieri. Anche la Dc alimenta questo clima; il Msi viene accusato di ordire colpi di stato e stragi.
1976: Il consigliere provinciale Enrico Pedevoni è assassinato a sprangate dai comunisti. Alle elezioni il Msi crolla al 6,1%; si apre la stagione dei governi di unità nazionale. Scontro interno al partito tra Almirante e Rauti, leader della corrente Linea Futura. De Marzio, Nencioni e Roberti operano una scissione (finanziata allora da Silvio Berlusconi) creando Democrazia Nazionale alla quale aderirono alcuni deputati specie provenienti dal Pdium. Quando Democrazia Nazionale si presenterà alle successive elezioni raccoglierà poche migliaia di voti. Falliva così il progetto di creazione di una destra liberal conservatrice.
1977: XI° congresso nazionale a Roma, preceduto da un attentato al Palazzo dei Congressi. Almirante è confermato segretario, Romualdi presidente. Continuano in tutta Italia le persecuzioni giudiziarie contro i militanti e i dirigenti del Msi. Su spinta della corrente rautiana si svolge il primo Campo Hobbit. Nasce "Costruiamo l'Azione" di Paolo Signorelli vicino alle tesi di Freda e Lotta di Popolo, e "Terza Posizione" (inizialmente Lotta Studentesca) di Gabriele Adinolfi, Roberto Fiore e Giuseppe Dimitri di stampo evoliano. Assassinio di Pistolesi.
1978: Nasce l'eurodestra, aggregazione di forze europee anticomuniste: il Msi, il Front National francese e la Fuerza Nueva spagnola. Continua il martirio dei militanti missini: nella strage di Acca Larentia cadono Stefano Recchioni, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. Molti giovani disperati scelgono la via della lotta armata. Nascono i Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) di Fioravanti, Anselmi e della Mambro. Una campagna scandalistica comunistoide obbliga il Presidente Leone a dimettersi. Verrà eletto l'ex partigiano Pertini.
1979: Il Msi ottiene alle politiche il 5,3% e elegge 4 rappresentanti al Parlamento Europeo. Si chiude il periodo di Democrazia Nazionale che nelle intenzioni dei suoi promotori palesi e occulti avrebbe dovuto soppiantare il Msi. Al XII° congresso di Napoli il Msi conferma le sue posizioni anticapitaliste, anticomuniste e presidenzialiste. Alla guida del partito resta la corrente di destra (Almirante-Romualdi) contrapposta alla "sinistra" di Rauti.
1980: Scioglimento di Terza Posizione; 2 Agosto Strage di Bologna qualificata come strage "fascista" ancor prima che fossero state avviate le indagini (tuttora irrisolte). Solo 10 anni dopo l'allora presidente della Repubblica Cossiga chiederà ufficialmente scusa al Msi.
1981: Almirante in risposta alla crescita della micro e macro criminalità avvia la campagna per la pena di morte, trovando sostegni a destra e anche a sinistra. Scandali della P2, caso Pecorelli e affare Lockheed. Le Br sequestrano il Generale della Nato Dozier: sarà l'inizio della loro fine.
1982: Al XIII° Congresso nazionale, Almirante, che è confermato segretario, lancia lo slogan: "Il Fascismo è qui, inteso come socialità e libertà, come sintesi di Stato, Nazione e Lavoro!". I deputati missini in Parlamento compiono un forte ostruzionismo sulla vicenda delle liquidazioni di fine lavoro e sulla legge dei pentiti.
1983: Il famoso convegno di Amalfi sulle riforme istituzionali segna dopo 23 anni il disgelo tra il Msi-Dn e gli altri partiti. Craxi apre coraggiosamente al Msi tracciando la strada per la sghettizzazione dei missini. Tremaglia viene ricevuto dal neopremier socialista Craxi , che dichiara: "niente ghettizzazioni per nessuno". Almirante vola in America per contatti internazionali. A Roma il giovane Paolo Di Nella viene ucciso a sprangate dai rossi durante un'affissione notturna. Sarà l'ultimo caduto missino; il Presidente Pertini renderà omaggio alla sua salma. Le elezioni della IX legislatura vedono il Msi-Dn al 6,8%.
1984: Prosegue il disgelo politico. Il Msi è invitato ai congressi della Dc e del Pci. A Strasburgo il Gruppo delle Destre Europee (Msi-Dn, Epen Greco e Front National) è determinante per l'elezione del Presidente dell'Assemblea. Al XIV° congresso di Roma Almirante è acclamato segretario e lancia il motto "dalla protesta alla proposta". Niccolari sprona il partito a liberarsi del passato. Strage del treno 904; come al solito vengono accusati i fascisti; pochi anni dopo le accuse si riveleranno false.
1985: In occasione del referendum sulla scala mobile, il Msi-Dn si schiera sul fronte del lavoro.
1986: Prosegue il pantano della Prima Repubblica.
1987: Alle elezioni della X legislatura il Msi-Dn ottiene il 5,9%. La Lega Nord con Umberto Bossi fa il suo ingresso per la prima volta in Parlamento. Referendum sul nucleare: il Msi si spacca. Nel dicembre infuocato XV° Congresso di Sorrento. Rauti lancia la teoria dello sfondamento a sinistra. Almirante, anziano, stanco e malato lancia il suo pupillo , il 35enne Gianfranco Fini, ex Presidente del Fronte della Gioventù, che appoggiato da Romualdi, Servello e Tremaglia con la mozione "destra in movimento" batte Rauti leader della sinistra interna nazionalpopolare e rivoluzionaria.
1988: Giorgio Almirante e Pino Romualdi, leader storici del partito, muoiono a distanza di pochissimo tempo (21 e 22 maggio). Ai loro imponenti funerali parteciperanno migliaia di persone che riempiranno Piazza Navona. Alemanno e Gasparri sono eletti rispettivamente segretario e presidente del Fdg; il Msi è prossimo ad una svolta.
1989: Cade il Muro di Berlino e il comunismo nell'est. Il crollo dell'Urss è imminente. Occhetto trasforma il Pci in Pds. Viene confermata la profetica visione anticomunista dei fondatori del Msi-Dn. Alle Europee il Msi ottiene il 5,5%.
1990: L'undici gennaio al Congresso di Rimini Rauti forte di una defezione a suo favore di alcuni notabili missini, con un colpo di mano toglie la segreteria a Fini. Il Msi-Dn è dilaniato da lotte intestine di correnti che ne bloccano l'operatività.
1991: Nasce la Rete di Orlando; si avvia il Pds; 7° e ultimo governo Andreotti; abolizione delle preferenze plurime al proporzionale. Cossiga con le sue "picconate" avvia la demolizione della nomenclatura della Prima Repubblica. Il Msi-Dn crolla al suo minimo storico (3,9%). Fini riprende in mano la segreteria e intreccia stretti rapporti con il Presidente Cossiga. Nascono in questi anni il Movimento Politico Occidentale di Maurizio Boccacci, Base Autonoma, Azione Skinhead e Meridiano Zero.
1992: Con l'arresto del socialista Mario Chiesa si avvia la stagione di Mani Pulite e la disgregazione della prima Repubblica. In poco tempo tutti i leader dei partiti di governo vengono travolti da tangentopoli. Alle politiche il Msi ottiene il 5,4%. Alle amministrative di dicembre esplode la Lega e crollano Dc e Psi. Centinaia i politici inquisiti. E' la fine di un'era.
1993: Legge di elezione diretta dei sindaci, a lungo proposta dal Msi di Almirante. Con i referendum di aprile viene abrogato il sistema elettorale proporzionale e il sistema di finanziamento pubblico ai partiti. E' il crollo della partitocrazia della Prima Repubblica. Andreotti indagato per mafia. Ministri in carica arrestati. Segni rompe con la Dc. Il Pds approfittando della debolezza dei partiti moderati crollati sotto i colpi della magistratura ad esso vicina, da avvio a una serie di esecutivi vicini alla sinistra e sostenuti dalla grande finanza e dalla stampa. Alle elezioni amministrative di Roma Fini, candidato per il Msi esplode e arriva al ballottaggio con il verde Rutelli sostenuto dal Pds e dalle sinistre. Fini arriva al 47,5% dei consensi. Lo stesso miracolo si ripete a Napoli con Alessandra Mussolini. Nelle varie elezioni locali in tutta Italia il Msi-Dn tra Sindaci e Presidenti di Provincia arriva ad avere 44 eletti. Il Msi esce dal suo ghetto e si avvia a divenire protagonista della scena politica italiana. L'eco della sua vittoria si diffonde in tutta Italia e genera grande commozione.
1994: Il 28 gennaio con l'Assemblea Congressuale del Msi-Dn a Roma nasce il progetto di Alleanza Nazionale. Il 26 Berlusconi era sceso in campo fondando Forza Italia. Alle elezioni della XII legislatura, il 27 marzo, Forza Italia al 21% è il primo partito italiano, l'Msi-An è al 13,4%; la Lega all'8,3%. La coalizione di centrodestra del Polo delle Libertà con il 46,2% pari a 18 milioni di voti ha vinto. La sinistra stracciata (Pds 20,3%; RC 6%; Verdi 2,7%; Psi-Alleanza Democratica 3,4%; Rete 3,4%) torna all'opposizione. Il Ppi ottiene l'11% e Segni il 4,7%. Tra lo sconcerto di Scalfaro, della sinistra e della stampa "progressista" il 14 maggio nasce il primo governo Berlusconi di cui faranno parte ben 5 ministri missini. La sinistra italiana e internazionale griderà allo scandalo e lancerà invano una nuova campagna antifascista. A fine anno il tradimento di Bossi fa cadere il governo. Con il banchiere Dini torna al potere la sinistra.
1995: Il 28 gennaio a Fiuggi si svolge l'ultimo congresso missino. Fini, tra l'entusiasmo e la commozione dei dirigenti del partito, scioglie il Msi-Dn e lo fa confluire in Alleanza Nazionale (An). Il 29 gennaio si apre dunque una nuova era. L'irriducibile Rauti con altri nostalgici fondano il Movimento Sociale Fiamma Tricolore (Msft) da cui successivamente si scinderanno Fascismo e Libertà di Pisanò, il Fronte Nazionale di Adriano Tilgher e il Movimento Sociale Europeo di Roberto Bigliardo. Sul finire degli anni '90 a Londra in Inghilterra gli esuli Roberto Fiore e Massimo Morsello avevano fondato Forza Nuova.




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