Lussu, una vita come un romanzo
Matteo Porru ha scritto una biografia in sardo con inedite lettere e rare foto
Sull'autore di Un anno sull'altipiano e Marcia su Roma e dintorni sono stati scritti un'infinità di libri, che si soffermano sulla sua figura di leader politico o mettono in primo piano la sua attività
di scrittore (che eccelle in quel filone di opere che appartengono alla categoria della memorialistica).
Nessuno aveva scritto una biografia su di lui interamente in lingua sarda.
Lo ha fatto ultimamente Matteo Porru, che qualche anno fa aveva tradotto in campidanese Un anno sull'altipiano. Incluso nella collana Omines e feminas de gabbale, destinata esclusivamente a opere in limba, questo libro dal titolo Emiliu Lussu (Alfa Editrice) è una vera e propria guida per addentrarsi nel mondo dello scrittore di Armungia.
Questa operazione riesce in pieno grazie anche alle molte immagini fotografiche, in bianco e nero e a colori, che visualizzano il paese e la casa natale di Lussu, i suoi comizi e i murales a lui dedicati, l'abitazione del confino a Lipari, il palazzo dove viveva a Cagliari, i compagni di lotte, lui assieme alla moglie e al figlio. Insomma, un album fotografico molto suggestivo consente al lettore di avere familiarità con un uomo diventato un mito per molti sardi.
Matteo Porru con Francesco Casula e l'editrice Alfa ha avviato una serie di volumi in sardo (biografie di grandi personaggi come quelle già uscite su Grazia Deledda e Eleonora d'Arborea) con l'intento di far conoscere la storia e la letteratura attraverso la lingua.
«Quindi a scuola si deve studiare il sardo leggendo e parla sardo», sostiene l'autore.
Porru, insegnante e direttore scolastico, ha pubblicato numerosi libri, in gran parte in limba.
Ora nella biografia di Lussu tocca tutti gli aspetti della poliedrica attività dell'intellettuale di Armungia, soffermandosi anche sulle sue passioni di uomo di campagna. Ad esempio, la pratica della caccia. Oppure l'amore viscerale per la sua lingua materna.
In una lettera indirizzata a Giovanni Lilliu il 21 giugno 1970 scriveva: «Caro Lilliu, è una fortuna che lei conosca già il problema e se ne sia occupato. A mio parere è lei, come preside, al centro di tutta la questione. Ed è attorno a lei, all'Università, con i professori più indicati e con altre persone di culture che lei conosce già, di cui parecchi sono miei amici politici, che si dovrebbe riprendere l'organizzazione di tutto».
In queste e in altre lettere di Lussu, e Lilliu riportate nel libro di Matteo Porru affiora il grande interesse dello scrittore di Armungia verso un recupero e una valorizzazione della lingua sarda.
Il tempo gli ha dato ragione.
Negli ultimi trent'anni le diverse varianti del sardo sono state utilizzate per scrivere romanzi, testi teatrali, canzoni dal largo successo anche all'estero, come espressioni del filone folk. Per non parlare dei premi letterari in limba, delle scuole dove s'insegna e s'impara il sardo.
In questo agile volume ricco di informazioni, Porru parla anche dell'ironia di Lussu, dei suoi interessi che andavano al di là della lotta politica e della letteratura intesa come testimonianza di vita. Tra i giudizi riportati nella parte finale del libro, su Lussu uomo e scrittore, spiccano quelli di Sandro Pertini e Giuseppe Dessì, Umberto Cardia e Michelangelo Pira.
Quest'ultimo ebbe a scrivere: «Lussu ebbe come tutti gli uomini di carattere, un cattivo carattere». Invece Manlio Brigaglia notò: «Il modello di rapporto che Emilio Lussu ebbe con la vita ci insegna ancora oggi come si affronta la sfida con la storia».
In questo libro Matteo Porru ricorda anche gli artisti che si sono ispirati a Lussu per scrivere poesie e opere di altro genere. Di lui hanno parato Benvenuto Lobina, Giuseppe Dessì e Francesco Masala. Sul suo libro più letto, Un anno sull'altipiano, ha girato un film Francesco Rosi. Tra i suoi estimatori va citato anche il regista americano Stanley Kubrick. Il quale chiese allo scrittore di Armungia i diritti per girare un film da una delle sue opere. Quest'ultimo glieli negò temendo che la trasposizione dal libro al film avrebbe accentuato motivi come la violenza e lo spettacolo. L’autore de L'arancia meccanica, che voleva girare una pellicola antimilitarista, ripiegò su un romanzo di Gustav Hasford. E così naque Full Metal Jacket.
GIOVANNI MAMELI
Peccato davvero per il mancato film di Stanley Kubrick, genio del cinema.




. Per non parlare dei premi letterari in limba, delle scuole dove s'insegna e s'impara il sardo.
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