"La lunga Notte di Saddam"
19: 28 Premier ha firmato ordine esecuzione
Il premier iracheno Nouri al Maliki ha firmato l'ordine di esecuzione della condanna a morte di Saddam Hussein. Lo riferisce Sky News, citando fonti del governo iracheno.


"La lunga Notte di Saddam"
19: 28 Premier ha firmato ordine esecuzione
Il premier iracheno Nouri al Maliki ha firmato l'ordine di esecuzione della condanna a morte di Saddam Hussein. Lo riferisce Sky News, citando fonti del governo iracheno.


20: 07 Prodi: "Decisione che riempie di sgomento"
"Abbiamo sperato che la pietà umana e il senso politico ispirassero più sagge decisioni. Ha prevalso evidentemente una visione della politica che prescinde da qualsiasi mozione umanitaria, da qualsiasi sentimento. La decisione presa sulla morte di Saddam riempie di sgomento": così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che rivolge "un ultimo appello alla saggezza dei grandi


21: 05 Pentagono: "Saddam in mani Usa fino al patibolo"
Saddam Hussein resterà in mano americana fino al patibolo: lo ha detto alla Abc una fonte del Pentagono, confermando che l'esecuzione dovrebbe avvenire nel fine settimana. La stessa fonte ha detto che anche sulla forca l'ex raìs sarà guardato da una massiccia presenza Usa: se si tratterà di una custodia congiunta americano-irachena. La stretta sorveglianza americana mira a evitare tentativi di fuga o di rapimento.


BIOGRAFIA
Saddam Hussein ‘Abd al-Majīd al-Tikrītī o, più correttamente, Saddām Husayn (صدام حسين عبد المجيد التكريتي)
(nato il 28 aprile 1937), dittatore e presidente dell'Iraq dal 1979 al 2003.
Il colpo di Stato
Saddām Husayn tornò in Iraq a seguito del colpo di Stato militare del mese di ramadān (8 febbraio 1963) che aveva abbattuto e ucciso Qāsim, ma fu imprigionato nel 1964 a causa di un nuovo mutamento al vertice dello Stato iracheno causato dalla morte violenta del gen. ˁAbd al-Salām ˁĀref. Nel 1967 riuscì ad evadere e nel 1968 contribuì al colpo di Stato non violento realizzato dal partito Baˁth ai danni del regime militare filo-nasseriano di ˁAbd al-Rahmān ˁĀref, fratello del precedente Presidente iracheno.
Nel 1968 Saddām ottenne anche la laurea in giurisprudenza conferitagli dall'università di Baghdad.
A partire da quell'anno Saddām Husayn rivestì il ruolo di vicepresidente del Consiglio del Comando Rivoluzionario; nel 1973 fu promosso al grado di Generale dell'esercito iracheno, malgrado facesse parte dell'ala cosiddetta "civile" del partito Baˁth.
Nel 1979 il Presidente dell Repubblica Ahmad Hasan Āl Bakr annunciò il suo ritiro e Saddām Husayn - imparentato con Āl Bakr, lo sostituì nella carica.
La dittatura
[modifica] Secolarizzazione
Il partito Baˁth aveva un programma progressista e socialista che puntava alla modernizzazione e secolarizzazione dell'Iraq. Saddām Husayn si attenne alla linea del suo partito e proseguì le riforme modernizzatrici iniziate dai suoi predecessori, completando riforme quali la concessione alle donne di diritti pari a quelli degli uomini, l'introduzione di un codice civile modellato su quelli dei paesi occidentali (che sostituì la Sharīˁa) e la creazione di un apparato giudiziario laico (che comportò l'abolizione delle corti islamiche, anche se alcuni sostengono che vennero conservate per casi particolari).
Dopo essere stato incaricato di sovrintendere alla nazionalizzazione dell'industria petrolifera irachena (1972), Saddām utilizzò una parte consistente dei profitti petroliferi per programmi di welfare (istruzione gratuita ed obbligatoria; sanità pubblica gratuita) o per modernizzare le infrastrutture e l'economia dell'Iraq, ad es. portando l'elettricità in tutto il Paese.
Azioni politiche
L'"Asso di Picche"Saddām è sopravvissuto a numerosi colpi di Stato, tentativi di assassinio e complotti.
Il 1 giugno 1972, portò a compimento il processo di nazionalizzazione delle compagnie petrolifere occidentali che avevano il monopolio sul petrolio iracheno. Saddām favorì la modernizzazione dell'economia irachena, affrettando la costruzione di industrie e seguendone il loro sviluppo. Supervisionò anche la modernizzazione dell'agricoltura conseguita con una massiccia meccanizzazione agricola e corroborata da un'ampia distribuzione di terre ai contadini.
Favorì una rivoluzione globale delle industrie energetiche, così come lo sviluppo dei servizi pubblici, dal trasporto all'educazione. Avviò e perfezionò una campagna nazionale per lo sradicamento dell'analfabetismo e a favore dell'istruzione obbligatoria gratuita.
Nel novembre del 2000 Saddām iniziò a richiedere che il petrolio iracheno fosse pagato in euro anziché in dollari, forse perché gran parte delle importazioni irachene avvenivano dai paesi europei, ma più probabilmente per tentare di indebolire la moneta statunitense: infatti secondo alcuni la domanda di dollari sarebbe dovuta soprattutto alla compravendita del greggio in quella valuta, il che sosterrebbe il suo cambio, proteggendolo dalla svalutazione; secondo costoro l'invasione statunitense del 2003 può essere interpretata anche come uno scontro fra petro-dollaro e petro-euro.
L'embargo proclamato dalle Nazioni Unite a seguito della guerra ha pesato fortemente sull'economia irachena, vista la difficoltà per l'apposito Ufficio dell'ONU incaricato di vagliare la rilevanza militare di ogni componente elettronico e ad alto contenuto tecnologico la cui importazione veniva sollecitata dall'Iraq e che, tra l'altro, ha a lungo impedito al Paese di sfruttare appieno la sua potenzialità energetica e idrica che in forte misura dipendevano proprio da un corretto impiego e da un'utilizzazione appropriata di tali apparecchiature.
Il degrado dell'efficienza industriale fu notevole e di questo pagò le conseguenze la popolazione civile, anche se la componente militare del regime iracheno fu messa al riparo col massimo dell'impegno possibile.
Nel 1996 il parlamento iracheno ha accettato un piano del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzava la vendita di quantità limitate di petrolio per far fronte alle necessità primarie alimentari e farmaceutiche del Paese (cosiddetto piano Oil for food ovvero petrolio in cambio di cibo).
In base ai rapporti ufficiali, la popolarità di Saddām Husayn sarebbe rimasta anche in tali momenti molto alta tra la popolazione irachena che veniva convinta dagli strumenti della propaganda del regime che le difficoltà patite scaturivano dalle decisioni vessatorie assunte dalle Nazioni Unite. Nel 2002 un referendum, che chiedeva la riconferma di Saddām Hussein come leader dello stato iracheno, ottenne il 100% di voti favorevoli. D'altra parte, Saddām era l'unico candidato e il voto era obbligatorio.
Saddām è sposato con Sājida Talfāh ed aveva tre figlie e due figli, ˁUdayy Saddām Husayn e Qusayy Husayn, entrambi uccisi dai militari statunitensi in Iraq.


Guerra Iran-Irak
Tuttavia gran parte dei proventi petrolifieri andarono negli apparati di sicurezza iracheni (responsabili di reprimere ogni opposizione interna) e nell'esercito. Husayn desiderava ottenere la leadership dell'area vicino-orientale, il che lo pose in conflitto con l'Iran dove nel 1979 era salito al potere l'Āyatollāh Khomeyni (1900 - 1989), cacciando dal trono lo scià Mohammad Reza Pahlavi (1919 - 1980).
Entrambi gli Stati ambivano a un ruolo egemonico nell'area del Golfo Persico e del Vicino Oriente. Prendendo a pretesto la questione delle frontiere fra i due Paesi (specie la discussa linea di confine che correva nello Shatt al-ˁArab, fino ad allora regolamentata dall'accordo bilaterale di Algeri) l'Iraq attaccò l'Iran nel 1980 in quella che fu allora definita la "Guerra del Golfo" (oggi più nota come guerra Iran-Iraq), durata dal 1980 al 1988, anche se solo nel 1990 le operazioni belliche cessarono del tutto.
L'Iraq fu appoggiato sia dagli Stati Uniti - perché Khomeyni era loro notoriamente avverso - sia, ma solo parzialmente, dall'URSS che preferiva un governo laico a uno di matrice islamica. Le truppe irachene nel periodo 1980 - 1986 avanzarono celermente nel territorio iraniano grazie agli aiuti militari ricevuti e a una discreta assistenza degli USA che permisero all'Iraq di usufruire delle fotografie del teatro bellico prese dai loro satelliti militari, ma dal 1986 l'Iran riuscì a organizzare un'accanita resistenza richiamando gli Iraniani ai loro più profondi sentimenti patriottici contro quello che ritenevano un aggressore. Gli iracheni nel 1988 furono ricacciati quasi interamente dal territorio iraniano anche se il restante territorio occupato fu sgomberato solo dopo la fine del conflitto, a seguito di appositi accordi bilaterali.
Saddām Husayn accettò una tregua e la pace fu stipulata nel 1990, anno in cui entrambi i paesi erano ormai stremati per la lunghissima guerra.


21:44 Di Stefano: "Esecuzione entro due ore"
Giovanni Di Stefano, il legale italiano di Saddam Hussein, ritiene che l'esecuzione dell'ex raìs sia imminente. Alla Cnn ha detto di aver saputo da "una fonte credibile" che Saddam sarà impiccato "a breve, entro le prossime due ore".


L'ultima notizia parla di esecuzione entro le ore 6 irachene,ossia le 4 italiane.


L'hanno infatti già impiccato
Adesso Saddam lo hanno fatto diventare pari al Saladino e a Nabuccodonosor.
Lo hanno fatto entrare nella leggenda e sicuramente ci sarà qualcuno che o venererà.
Quanto sarebbe stato più intelligente fargli finire i propri giorni in una cella, quanto è inutile questa esecuzione.
Il presidente Saddam è stato assasinato come il presidente Allende da immondi aguzzini della Cia. Ora la sinistra deve chiedere l'immediata espulsione degli usa dall'Italia o far crollare il governo prodi. prodi scelga o si stà con le vittime degli usa responsabili di genocidio o si stà con bush.