....Ministero dell'Istruzioe
I magnifici rettori degli atenei italiani, in grande maggioranza, circa quarant’anni fa guidavano i cortei di protesta studenteschi.
Si vede che, di quella tumultuosa stagione, hanno conservato buona memoria, tanto che la loro intimazione ai ministri a non presentarsi nelle sedi universitarie sembra la negazione della “agibilità politica” alle forze politiche allora di maggioranza nelle assemblee studentesche.
Anche il ministro dell’Università, Fabio Mussi, ha vissuto le stesse esperienze, anche se oggi il suo ruolo lo costringe a criticare le minacce dei rettori.
Mussi, però, è quello che ha meno titoli per contrapporsi a dichiarazioni estremistiche e inconsulte. E’ stato lui il primo a sostenere che, se nella Finanziaria non si fossero trovati fondi per soddisfare le richieste delle Università, non l’avrebbe firmata e si sarebbe dimesso.
Oggi invece, pur ribadendo che mancano le risorse per pagare “affitti, riscaldamento, pulizia delle aule”, non parla più di dimissioni, ma annuncia una conferenza stampa di chiarimento. Insomma il ministro, dopo aver aizzato le proteste, ora si volta dall’altra parte, e anche questo può aver fatto inviperire i rettori.
L’unica attenuante che va riconosciuta a Mussi è che il modo in cui sono state gestite le ultime convulse fasi dell’iter della Finanziaria ha tagliato fuori non soltanto il Parlamento, ma gli stessi ministri, che in sostanza non sanno neppure su quale testo hanno autorizzato la richiesta di fiducia.
Il caso dell’emendamento sulla riduzione dei tempi di prescrizione per gli illeciti amministrativi, del quale pare nessuno sapesse nulla e che tuttavia è contenuto nel testo del maxiemendamento, parla da solo.
Il ministro dell’Università, però, dopo le sue dichiarazioni roventi, aveva il dovere di controllare fino all’ultimo comma gli stanziamenti per il settore di sua competenza.
Evidentemente non l’ha fatto o ha preferito non farlo per non doverne trarre le conseguenze che aveva annunciato, e questa, direbbe Totò, non è una cosa seria.
Ferrara su il Foglio
saluti




Rispondi Citando