al di là dell'ombelico italiano il mondo vive tante storie.
questa è una di quelle, che ho trovato in giro.
Un vescovo controcorrente
Fernando Lugo, 57 anni del Paraguay, è stato vescovo di San Pedro fino al 2005, quando ha presentato le sue dimissioni, accettate dal Vaticano. Particolarmente sensibile alle problematiche sociali, già da tempo si occupava attivamente di politica e in questi giorni, ha dichiarato di voler lasciare il sacerdozio per candidarsi alle elezioni presidenziali del 2008.
In Paraguay, è al potere ininterrottamente dal 1947 il Partito Colorado, espressione di una oligarchia che controlla tutte le leve del potere e dell’economia che ha immobilizzato il Paese. Lugo è considerato l’unico candidato in grado di unire le opposizioni divise e di catalizzare il consenso popolare.
Una lettera della Congregazione dei Vescovi del 20 dicembre aveva tentato di indurlo ad abbandonare il suo impegno politico, perché incompatibile con l’ufficio vescovile, ricordando le sanzioni previste dal diritto canonico. Con la mossa fatta, Lugo ha prevenuto i provvedimenti nei suoi confronti. Che cosa pensare della sua scelta? Di fatto, egli ha rispettato il principio della distinzione tra Chiesa e politica, tra ciò che è di Cristo e ciò che è di Cesare, per cui non spetta direttamente alla gerarchia schierarsi direttamente sulla scena politica. Avrebbe dovuto attenersi al servizio spirituale e di punto di riferimento morale che poteva svolgere in quanto vescovo? Credo che questo dipenda dall’intento che lo ha guidato e dalla situazione concreta del suo Paese. Se in coscienza, era convinto che questo fosse l’unico modo per offrire al Paraguay una concreta chance di cambiamento in vista del bene comune, allora ha agito per il meglio. È una vicenda da tenere d’occhio per capire meglio.
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