Questo trafiletto, come altri che posterò stamattina, appare sullo strabiliante CITY of gods, giornale freepress che ieri sera ho avuto il piacere di sfogliare e che si trova anche online.
Queste poche righe testimoniano in maniera caustica e intelligente cosa significa essere "giornalista" in italia (categoria alla quale appartengo in quanto nel mio portafogli è presente un tesserino che recita "ordine dei giornalisti della lombardia", sebbene io contesti tutto questo...)
Complessivamente iscritti all'albo ci sono 80.000 giornalisti pubblicisti, professionisti e praticanti. I rapporti di lavoro subordinato riguardano meno di 17.000 di questi (23% nota mia).
E GLI ALTRI?
Rimangono fuori 61-62.000 persone.
Di questi circa 2700 circa oggi sono iscritti all'elenco disoccupati. Altri campano facendo lavoro autonomo: 21.000 sono iscritti alla gestione previdenziale separata dei giornalisti italiani, l'Inpgi 2. Tra i 21.000 iscritti all'Inpgi2 la metà ha un reddito annuo inferiore ai 10.000 euro, altri 2.000 non hanno avuto alcun reddito da denunciare l'anno scorso, meno di 2.000 hanno superato i 25.000 euro di reddito.
Continuano a mancare all'appello 40.000 giornalisti, che se lavorano lo fanno senza copertura previdenziale.
Sono gli invisibili, a cui non può essere molto utile lo sciopero delle firme dei giornalisti più garantiti: non è questo che li rende sicuramente più visibili (e, soprattutto, non fa danno agli editori).
PRESUNTA ANAGRAFE PRECARIA
Rcs Periodici: circa 600 collaboratori e 270 assunti
Corriere della Sera: circa 1000 collaboratori e 300 assunti
Il Resto del Carlino di Bologna parla di 800 freelance
Il Giorno: 500 collaboratori circa




Rispondi Citando
