Il PACS, patto civile di solidarietà, è un contratto tra due
persone dello stesso sesso o di sesso diverso che intendono
organizzare una vita in comune. È stato adottato inizialmente
in Francia nel 1999 dopo anni di dibattito e
ostruzionismo parlamentare ponendo al centro il principio
dell’eguaglianza legale tra coppie omosessuali ed eterosessuali;
in seguito è stato introdotto anche in altri paesi
europei Germania, Olanda, Belgio, Portogallo Danimarca,
Norvegia, Svezia, Spagna e in
Gran Bretagna (http://www.publications.parliament.uk/pa/ld200304/ldbi
lls/053/04053.i-viii.html).
Il 15 gennaio 2003 il parlamento europeo ha chiesto agli
stati membri di dare riconoscimento giuridico alle coppie
omosessuali. La carta dei diritti dell’Unione Europea vieta
qualunque discriminazione fondata sull’orientamento sessuale
e riconosce a tutti il diritto a formarsi una famiglia.
E’ un sentiero di libertà in cui l’Italia è rimasta indietro
bloccata da pregiudizi anacronistici.
Il PACS così come approvato in Francia può riguardare
anche coppie di amici senza un rapporto d’amore tra di
loro. Il contratto è registrato presso il tribunale che ha
competenza per il proprio comune di residenza , è prevista
poi dalla legge francese l’inserimento nel codice civile
di una definizione di concubinaggio che riguarda espressamente
le coppie omosessuali. Al terzo anno di vigenza
del PACS va fatta la dichiarazione dei redditi in comune,
in seguito i contraenti del PACS usufruiscono di uno sconto
sulle tasse di successione, in caso di decesso o di
abbandono del domicilio di uno dei due, il partner rimasto
può subentrare nel contratto d’affitto dell’appartamento.
In caso di un evento grave, come lutto o incidente, che
colpisce uno dei due il datore di lavoro deve concedere dei
giorni di ferie all’altro; anche la previdenza sociale è allargata
alla compagna o al compagno.
In Italia sono depositate in parlamento varie proposte di
legge: le due principali sono quella dell’on. Grillini, in
seguito fatta propria dai Democratici di Sinistra, e quella
dell’on. Rivolta, di Forza Italia .La proposta Grillini si rifà
alla sostanza del PACS francese, mentre, la proposta dell’on.
Rivolta non per nulla considera l’eventuale relazione
affettiva tra i contraenti anzi nell’introduzione questa
viene esplicitamente esclusa per non creare comparazioni
con l’istituto familiare tradizionale, proposta quindi che si
caratterizza più che per le possibilità concesse per le
negazioni e i divieti.
a mio avviso il punto essenziale è che si tratta di prendere atto che il pluralismo
della società in cui viviamo impone alle famiglie
non tradizionali una scelta drastica: il matrimonio tradizionale
da una parte e l’assoluta assenza di qualsiasi
regolamentazione giuridica dall’altra.
Non può più accadere, in un paese che si ritenga civile,
che a chi ha convissuto con una persona, magari per più
di dieci anni, possa essere negato perfino il diritto di assistere
il proprio partner morente in ospedale, e che le
famiglie di origine possano negare al compagno/a l’accesso
al luogo di cura.
Non può più accadere che attraverso l’istituto della riserva
per i legittimari sia vietato al testatore di lasciare in
eredità i propri beni al partner con cui ha convissuto per
un intera esistenza.
Non può più accadere che trattamenti punitivi di questo
genere vengano scelti solo al fine di sanzionare le scelte
di vita dei cittadini che semplicemente non ritengono
adatto come loro modello di vita l’istituto del matrimonio
tradizionale. Ancora più grave è che un tale trattamento
punitivo sia rivolto ai cittadini omosessuali semplicemente
perché non possono nemmeno scegliere tra matrimonio
tradizionale e assenza di qualsiasi rapporto giuridico
in quanto non è ammesso, nel nostro ordinamento, il
matrimonio tra persone dello stesso sesso.




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