FONTE SOLE 24 ORE
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Germania
Solo segnali positivi dalla congiuntura tedesca in questo primo scorcio di autunno: il semaforo per la crescita è verde dopo che la Commissione Europea, il Governo, i Cinque Saggi e i sei principali istituti di ricerca congiunturale hanno riveduto al rialzo le stime di crescita per il 2006, che dovrebbe segnare un nuovo record dal 2000, e il 2007. Pur prevedendo un rallentamento l'anno prossimo per effetto dell'aumento di tre punti percentuali dell'iva, al 19%, deciso da Berlino a partire dal primo gennaio prossimo, tutti ritengono che l'assestamento sarà solo temporaneo, e che l'economia ritornerà a girare a ritmi molto vicini al potenziale già nel 2008. Buone anche le notizie sul fronte dei conti pubblici, grazie a entrate fiscali superiori alle attese quest'anno e il prossimo che permetteranno al Governo di rientrare entro i parametri del Patto di stabilità e di crescita già nel 2006 e di migliorare ulteriormente nel 2007, pur a fronte di un aumento della spesa pubblica.
E più in generale anche in tutta Europa:
L'Europa, dal canto suo, sta assumendo una sua dinamica di crescita sempre più sostenuta e diffusa, come sottolineato dalla Bce. La Banca centrale dell'Eurozona ha anch'essa confermato il tasso di riferimento all'attuale livello del 3,25% a inizio novembre, aprendo però la strada a una nuova stretta nella riunione di dicembre, dichiarandosi sempre piuttosto preoccupata della continua crescita dei fattori monetari e dei crediti. La strada indicata dalla Bce viene suffragata dai dati in arrivo dalle principali economie del Vecchio Continente: anche se la Francia sembra sonnecchiare un po', la Germania ha imboccato pienamente la via della crescita, registrando, tra le altre cose, in ottobre il primo calo della disoccupazione al di sotto della soglia psicologica del 10% per la prima volta in quattro anni. Anche se, come ha indicato la Bce, sulla crescita europea continua a pesare l'ombra di "possibili nuovi inasprimenti del carico fiscale", oltre a quelli già pesanti previsti in Germania e in Italia da inizio 2007, le prospettive restano ottime, tanto che la Commissione Europea ha provveduto, nelle sue previsioni autunnali, a rivedere la rialzo le stime di crescita per l'Eurozona, portandole al 2,6% per il 2006 dal precedente 2,5%, e al 2,1% per il 2007 da 1,8%. Una prima stima per il 2008 punta a una risalita del Pil di Eurolandia a +2,2%. Per Bruxelles, inoltre, sono in vista sempre minori pressioni sui prezzi, mentre migliora costantemente l'outlook per le finanze pubbliche. "Dopo anni di risultati deludenti - ha commentato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia - l'economia dell'Unione Europea sarà nel 2006 a nuovi massimi dall'inizio del decennio, e si prevede una continua crescita a tassi vicini al potenziale nel 2007 e nel 2008".




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