"BERLUSCONI mente, ed è il primo a saperlo. Oggi può dire quello che vuole, ma ci ha lasciato un deficit enorme, e lui ne è ben consapevole...". Romano Prodi non sa ancora se essere indignato, o piuttosto divertito. Ma di una cosa è sicuro: stavolta il Cavaliere non può passarla liscia. Ha la faccia tosta di presentarsi agli onori del mondo per un risanamento dei conti pubblici che non gli appartiene. "Ma come - sbuffa il premier - parla proprio lui, che dopo cinque anni ci ha consegnato un'eredità tremenda?".
[...]quando Silvio Sircana gli ha letto prima le dichiarazioni di Tremonti, e poi soprattutto quelle di Berlusconi, il premier è sbottato: "Questo è troppo, non gliela faccio passare". Le conversazioni telefoniche con i suoi ministri hanno fatto il resto.
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Padoa-Schioppa, con il comunicato dell'altro ieri sera sui dati del fabbisogno, aveva provato a tenere una linea responsabilmente bipartisan, dando atto anche al governo precedente del contributo, sia pure parziale, al miglioramento dei saldi di bilancio. "Ma se questo è il risultato - è la linea di oggi, di fronte alla controffensiva impudente della Cdl - allora meglio cambiare strategia. Basta con il fair play...". Vincenzo Visco è ancora più esplicito: "Siamo impazziti? Sputiamo il sangue per rimettere in sesto una barca che affonda, ci prendiamo gli insulti degli italiani che non capiscono in che dramma stiamo vivendo, e poi lasciamo che questi sciacalli del Polo, responsabili del disastro, si intestano tutti i meriti?".
E così adesso, dal suo cellulare, Prodi rincara la dose: "Questa stupidaggine sui meriti del suo governo nel risanamento Berlusconi l'ha già detta mille volte. In realtà sa benissimo che non è vero, e che lui stesso aveva fatto previsioni completamente diverse. L'ultimo dato sul fabbisogno di dicembre, se è stato sorprendente per noi, lo è stato ancora di più per il centrodestra. Altrimenti non avrebbero fatto una Finanziaria scellerata come quella di Tremonti, che ha fatto tagli assurdi e ha tolto 3 miliardi alle Ferrovie e 3 miliardi all'Anas, costringendo noi che siamo arrivati dopo a fare una super-manovra per evitare il disastro...".
Il Professore ripete a se stesso, quasi incredulo, le parole del leader dell'opposizione, che adesso sostiene di aver lasciato "un'eredità coi fiocchi". E si fa una risata dolceamara: "Eredità coi fiocchi, dice? La vera eredità che ci ha lasciato è il debito pubblico più alto d'Europa, un doppio downgrading inflitto all'Italia da parte delle agenzie di rating e una minaccia di procedura di infrazione da parte della Ue!".
[...]"I dati sull'Iva sono inequivocabili: l'impennata del gettito comincia a maggio-giugno, subito dopo l'insediamento del governo e con l'avvio della campagna contro l'evasione fiscale, e crescono progressivamente fino a dicembre. I contribuenti sanno che la stagione dei condoni è finita, e si regolano di conseguenza. Basta parlare con qualche commercialista, e farsi spiegare com'è cambiato l'atteggiamento dei suoi clienti...".
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