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    Predefinito Prodi: Berlusconi mente

    Il colloquio. Il presidente del Consiglio reagisce alle accuse di Berlusconi
    "Questo è troppo, loro hanno lavorato solo per avvelenare i pozzi"
    La sfida di Prodi: missione crescita
    "Ora si può agganciare la ripresa"


    di MASSIMO GIANNINI

    Prodi con Berlusconi


    "BERLUSCONI mente, ed è il primo a saperlo. Oggi può dire quello che vuole, ma ci ha lasciato un deficit enorme, e lui ne è ben consapevole...". Romano Prodi non sa ancora se essere indignato, o piuttosto divertito. Ma di una cosa è sicuro: stavolta il Cavaliere non può passarla liscia. Ha la faccia tosta di presentarsi agli onori del mondo per un risanamento dei conti pubblici che non gli appartiene. "Ma come - sbuffa il premier - parla proprio lui, che dopo cinque anni ci ha consegnato un'eredità tremenda?". Tonificato dalla breve vacanza sulle nevi di Campolongo, il Professore risponde al telefonino mentre viaggia in autostrada a bordo della Multipla che lo sta riportando a Bologna. "Dobbiamo agganciare la ripresa economica - dice - e ora i dati sul fabbisogno dimostrano che l'Italia può farcela davvero".

    L'altro ieri sera aveva accolto la notizia del sorprendente calo del deficit con soddisfazione, ma anche con una certa prudenza. "Aspettiamo e speriamo che questa tendenza si consolidi: quando avremo il consuntivo su tutto il settore pubblico tireremo le somme". Ma quando Silvio Sircana gli ha letto prima le dichiarazioni di Tremonti, e poi soprattutto quelle di Berlusconi, il premier è sbottato: "Questo è troppo, non gliela faccio passare". Le conversazioni telefoniche con i suoi ministri hanno fatto il resto.



    Padoa-Schioppa, con il comunicato dell'altro ieri sera sui dati del fabbisogno, aveva provato a tenere una linea responsabilmente bipartisan, dando atto anche al governo precedente del contributo, sia pure parziale, al miglioramento dei saldi di bilancio. "Ma se questo è il risultato - è la linea di oggi, di fronte alla controffensiva impudente della Cdl - allora meglio cambiare strategia. Basta con il fair play...". Vincenzo Visco è ancora più esplicito: "Siamo impazziti? Sputiamo il sangue per rimettere in sesto una barca che affonda, ci prendiamo gli insulti degli italiani che non capiscono in che dramma stiamo vivendo, e poi lasciamo che questi sciacalli del Polo, responsabili del disastro, si intestano tutti i meriti?".

    E così adesso, dal suo cellulare, Prodi rincara la dose: "Questa stupidaggine sui meriti del suo governo nel risanamento Berlusconi l'ha già detta mille volte. In realtà sa benissimo che non è vero, e che lui stesso aveva fatto previsioni completamente diverse. L'ultimo dato sul fabbisogno di dicembre, se è stato sorprendente per noi, lo è stato ancora di più per il centrodestra. Altrimenti non avrebbero fatto una Finanziaria scellerata come quella di Tremonti, che ha fatto tagli assurdi e ha tolto 3 miliardi alle Ferrovie e 3 miliardi all'Anas, costringendo noi che siamo arrivati dopo a fare una super-manovra per evitare il disastro...".

    Il Professore ripete a se stesso, quasi incredulo, le parole del leader dell'opposizione, che adesso sostiene di aver lasciato "un'eredità coi fiocchi". E si fa una risata dolceamara: "Eredità coi fiocchi, dice? La vera eredità che ci ha lasciato è il debito pubblico più alto d'Europa, un doppio downgrading inflitto all'Italia da parte delle agenzie di rating e una minaccia di procedura di infrazione da parte della Ue!".

    Il ministro Padoa Schioppa


    Quei 25 miliardi in meno di disavanzo, registrati a fine anno dal Tesoro, non sono il raccolto della sèmina berlusconiana. In mattinata il premier ha fatto e rifatto i calcoli, al telefono con Padoa-Schioppa, e adesso non ha dubbi: "Questi numeri non dimostrano certo che l'eredità che ci è stata trasmessa dal governo precedente è meno pesante di quella che noi avevamo denunciato fin dal primo giorno, e che si è confermata gravissima. La verità è che stanno aumentando le entrate, grazie soprattutto alle misure varate con la nostra Finanziaria...". Glielo ha documentato lo stesso Visco, in un incontro riservato durante le feste di Natale: "I dati sull'Iva sono inequivocabili: l'impennata del gettito comincia a maggio-giugno, subito dopo l'insediamento del governo e con l'avvio della campagna contro l'evasione fiscale, e crescono progressivamente fino a dicembre. I contribuenti sanno che la stagione dei condoni è finita, e si regolano di conseguenza. Basta parlare con qualche commercialista, e farsi spiegare com'è cambiato l'atteggiamento dei suoi clienti...".

    Il Professore ci tiene a smontare anche un'altra obiezione: bastava una manovra da 15 miliardi, e se il centrosinistra l'ha voluta più pesante è solo perché Prodi fa un uso clientelare dei soldi pubblici. Questo sostiene l'uomo di Arcore. "E' un'altra sciocchezza", replica stizzito Prodi. "E' vero che avremmo anche potuto fare una manovra più blanda, che tra l'altro, al contrario di quello che pensa Berlusconi, ci avrebbe creato meno problemi politici all'interno della maggioranza. Ma proprio qui sta il valore della nostra scommessa: abbiamo voluto fare una Finanziaria più forte, perché solo così siamo in grado di agganciare davvero la ripresa, e di generare la crescita economica che serve al Paese...".

    Siamo al cuore della strategia del premier, che coglie questa occasione per rilanciare il punto qualificante della sua piattaforma programmatica: "A chi dice che nella nostra azione politica non c'è la missione, ripeto ancora una volta che la nostra missione c'è stata in campagna elettorale, c'è oggi e ci sarà nei prossimi anni. Quella missione si chiama crescita, crescita, crescita. E' il nostro grande obiettivo: consentire al Paese di tornare a correre, di ricominciare a produrre ricchezza. Adesso, approvata la Finanziaria e incassati i primi dati positivi sul fabbisogno, so che questo obiettivo è finalmente alla nostra portata: se avessimo fatto una manovra più debole non ci saremmo mai riusciti. E' questo che la destra fa finta di non capire. D'altra parte non mi stupisco. Loro negli ultimi mesi di governo hanno lavorato solo per avvelenare i pozzi. Guardate le scelte che hanno fatto sulle Fs, sull'Anas, su Sviluppo Italia. Ma io mi ricordo, e vorrei che lo ricordassero tutti gli italiani, che clima ho trovato quando sono tornato a Palazzo Chigi, e quando ho ricominciato a girare l'Europa come presidente del Consiglio. Sull'Italia aleggiava lo scetticismo di tutti: Commissione Ue, Bce, agenzie di rating, mercati finanziari. E di chi è la responsabilità, se non di quelli che hanno governato prima di noi? Sono loro che devono chiedere scusa agli italiani, non certo io...".

    Oggi il clima è cambiato. L'Italia ha recuperato credibilità. Su questo Prodi non ha il minimo dubbio. Ma questo, se vale una bocciatura per il centrodestra, si rivela anche un monito per il centrosinistra. Dopo il risultato confortante sul fabbisogno, troppe campane suonano a festa dentro la maggioranza. Troppe sirene dall'estrema sinistra tentano l'Ulisse di Palazzo Chigi, chiedendogli di cambiare la rotta del rigore per imboccare ancora una volta quella del deficit spending. Il Professore non solo resiste, ma rilancia: "I fatti stanno dimostrando che anche sulla Finanziaria avevo ragione io, e che adesso la scommessa del risanamento e della crescita si può vincere davvero. Ma solo a una condizione: che non si allentino le briglie del rigore. Su questo Padoa-Schioppa ha ragione: i dati incoraggianti sul fabbisogno non ci autorizzano in nessun modo ad attenuare lo sforzo nel controllo dei nostri conti pubblici. Sarebbe un suicidio".

    Nelle parole del Professore si coglie un segnale preciso, che corre su due binari distinti, ma paralleli. Il primo binario parte da Roma. Non si illudano i vari Giordano o Ferrero, Diliberto o Pecoraro Scanio, che già parlano di risorse aggiuntive da redistribuire, o di misure sulla previdenza da derubricare. La necessità di spendere meno e di spendere meglio i soldi pubblici "rimane invariata". La riforma delle pensioni non sarà urgente - come ripete il premier - ma "la necessità di intervenire sulla previdenza per garantire un futuro sereno ai giovani che oggi si affacciano sul mercato del lavoro è ineludibile".

    Il secondo binario porta a Bruxelles. Alle parole di Almunia sull'Italia che non deve abbassare la guardia. "La Commissione europea e la Bce non devono temere - è la linea del Professore - perché l'Italia rispetterà gli impegni sottoscritti, sia sul rientro del deficit, sia sulla riduzione del debito". Il tempo delle false promesse in politica interna, o delle spallate alle istituzioni in campo internazionale, è ormai alle nostre spalle.

    Questo è il messaggio che il premier vuole mandare, in queste ore di polemica invelenita che ha già dissolto gli appelli al dialogo formulati dal presidente della Repubblica. "Bel senso di responsabilità dall'opposizione: è così che si raccoglie l'invito di Napolitano?", si chiede sconsolato.

    Ma Prodi non molla. La sua Multipla è ormai alle porte di Bologna: "Siamo arrivati - conclude - è davvero ora di rimettersi al lavoro...". Non sarà la fase due. Ma comunque si chiami, il ciclo di governo che inizia da questo mese di gennaio può valere l'intera legislatura. E può decidere le sorti non solo del Professore, ma del Paese.

    (4 gennaio 2007)

  2. #2
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  3. #3
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    La verità è che stanno aumentando le entrate, grazie soprattutto alle misure varate con la nostra Finanziaria...". Glielo ha documentato lo stesso Visco, in un incontro riservato durante le feste di Natale: "I dati sull'Iva sono inequivocabili: l'impennata del gettito comincia a maggio-giugno, subito dopo l'insediamento del governo e con l'avvio della campagna contro l'evasione fiscale, e crescono progressivamente fino a dicembre. I contribuenti sanno che la stagione dei condoni è finita, e si regolano di conseguenza. Basta parlare con qualche commercialista, e farsi spiegare com'è cambiato l'atteggiamento dei suoi clienti...".

  4. #4
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    Anche i bananas stanno cominciando a pagare!!!!

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    «La verità è che lo stato dei conti pubblici lasciato da Tremonti era al limite del disastro, con cantieri aperti ma senza più un euro per finanziare i lavori, con contenziosi aperti e mai curati con l'Unione europea, con capitoli di bilancio ormai prosciugati, con l'Alitalia e le Fs sull'orlo del fallimento e con il crollo del gettito fiscale provocato dalla politica dei condoni». Per cui, secondo Visco, «è davvero singolare che oggi, a consuntivo, Tremonti abbia il coraggio di rivendicare un risultato che non è davvero suo e che prevede un miglioramento del fabbisogno di cassa di circa 31 miliardi di euro rispetto a quello calcolato dallo stesso Tremonti nella Relazione Trimestrale di Cassa presentata il 5 aprile 2006 (fabbisogno previsto da Tremonti per il 2006: 66,5 miliardi di euro; fabbisogno effettivo: 35,2 miliardi di euro). Lo dimostra – continua Visco - anche il risultato dell'indebitamento del 2006: nonostante il miglioramento del fabbisogno di cassa, l'indebitamento si collocherà tra il 5 e il 6 per cento del Pil, a causa della sentenza Iva, dei debiti Tav e del deficit generale, con una spesa corrente delle pubbliche amministrazioni, al netto delle uscite per interessi, che per l'eredità lasciata dal centrodestra ha raggiunto nell'anno appena concluso il livello più elevato dal 1980 (40,2 percento del Pil).

    Quanto al contributo delle entrate, l'andamento degli incassi erariali dimostra che - si legge ancora nella nota del vice ministro alle Finanze- a parte gli incrementi di gettito dovuti alle una tantum nei primi mesi dell'anno, a riempire le casse dello Stato sono stati in parte la ripresa dell'economia, ma soprattutto il cambiamento di atteggiamento dei contribuenti nei propri adempimenti fiscali e dei consigli dati loro dai professionisti che li assistono. L'incremento del gettito si è manifestato infatti a partire da maggio e giugno e poi, in misura crescente, nei mesi successivi. Un fenomeno, questo, spiegato da Visco proprio con le misure prese e «con la fermezza dimostrata dal governo Prodi nel mettere fine alla politica dei condoni e nel perseguire la lotta all'evasione e all'elusione fiscale».

  6. #6
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    Bene.

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    Era tanto in gamba il nano che alle elezioni.........è stato TROMBATO!!!!

  8. #8
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    Bruxelles, 123

    CONTI PUBBLICI: ALMUNIA, DATO FABBISOGNO BUONA NOTIZIA

    Il dato sul fabbisogno dei conti pubblici italiani e' "una buona notizia che dovrebbe rendere piu' facile il raggiungimento dell'obiettivo di un deficit al di sotto del 3% e fa progredire piu' velocemente verso l'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche". Lo ha affermato Amelia Torres, la portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia. "In base al dato sul fabbisogno - ha detto la Torres - sembra che il deficit del 20006 sia inferiore a quello indicato nel programma di stabilita'" dal governo italiano. Nelle previsioni di autunno Almunia aveva stimato un deficit 2006 al 4,5% mentre a dicembre nel programma di stabilita' il governo italiano aveva indicato un deficit per il 2006 al 5,7% includendo il deficit delle Ferrovie dello Stato. Ora il dato sul disavanzo 2006 aggiornato sara' comunicato da Roma a Bruxelles entro marzo 2007

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69 Visualizza Messaggio

    qui si vede chiaramente Romano Prodi che dice

    R.P.:"mo sciorbole silvio, ma che stra fava stai dicendo"
    P2:"romano, non mi piace come mi prendi in giro, mi viene poi un broncio come questo"
    R.P.: "ma a me sai che me frega"
    P2: "comunista"
    R.P.:"pelato"

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    qui si vede chiaramente Romano Prodi che dice

    R.P.:"mo sciorbole silvio, ma che stra fava stai dicendo"
    P2:"romano, non mi piace come mi prendi in giro, mi viene poi un broncio come questo"
    R.P.: "ma a me sai che me frega"
    P2: "comunista"
    R.P.:"pelato"

 

 

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