





l'america è l'america, l'italia è l'italia...che se non lo sai ospita la sede centrale del cattolicesimo...
il tuo punto di vista dal mio punto di vista appare alquanto ipocrita ed immerso nella melassa del politicamente corretto...Il punto è che dal mio punto di vista chiunque esca è sempre un grave male mi dispiace pensare che si possa esultare per la perdita di una persona, di una parlamentare.


16-02-10
REGIONALI: BINETTI CANDIDATA PRESIDENTE IN UMBRIA PER L'UDC
(ASCA) - Roma, 16 feb - Sara' Paola Binetti la candidata dell'Udc alle regionali in Umbria.
Lo ha annunciato il leader del partito Pier Ferdinando Casini durante una conferenza stampa di presentazione della Binetti come nuova componente dell'Udc essendo passata dalle fila del Pd al partito di centro.
L'annuncio ancora non e' formale ma non sembrano esserci ostacoli per la candidatura della Binetti che dovrebbe essere annunciata formalmente nelle prossime ore. ''Vi do un annuncio'', ha detto Casini rivolgendosi ai cronisti. ''Gli amici dell'Umbria mi hanno incaricato di dirvi che propongono la Binetti come presidente della regione Umbria''.
Che la decisione sia ormai acquisita lo si e' ricavato anche dalle parole della Binetti che ha commentato: ''Ci sto pensando. Ci sto pensando davvero seriamente. Non ci avevo pensato fino a poche ore fa ma questa proposta e' interessante e la valutero'''.
Casini sempre a proposito della candidatura della Binetti ha detto ''vogliamo fare una battaglia impegnativa, in Umbria abbiamo da poco fatto una legge impegnativa per la famiglia con il centrosinistra. Una legge che e' stata approvata senza il contributo di Rifondazione comunista. Pensavamo che questa collaborazione potesse ripetersi, ma non e' stato cosi'''.
REGIONALI BINETTI CANDIDATA PRESIDENTE IN UMBRIA PER L UDC - Agenzia di stampa Asca
:gluglu: :gluglu: :gluglu:
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


fatemi capire, lei potrebbe essere uscita per questa "offerta"??
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!


Sopratutto, non so se vi rendete conto che il PD ha rotto con Rifondazione, che candiderà il popolarissimo Goracci, per poter allearsi all'UDC, che per tutta risposta corre da sola candidando proprio una ex piddina.
Complimenti, il PD se si mette d'impegno riesce a farci perdere l'Umbria, dopo che Ucchielli sta già facendo di tutto per far fare una figuraccia al centrosinistra nelle Marche (dove di sicuro non si perderà, ma c'è a questo punto, dopo la rottura con SEL, la possibilità di andare sotto il 50% per inseguire una UDC numericamente pari, e probabilmente inferiore visto che in mezza regione sono alleati col PDL e tali intendono restare nel segreto dell'urna).


Possono essere le singole persone ad essere omofobe. Sarkozy, Cameron o McCain (la destra) non sono omofobi. Neanche Marino, i Kennedy, Franceschini, la stragrande parte dei cardinali, Chirac, Pisanu, Oscar Wilde, Nancy Pelosi, Maritain (i primi cattolici che mi son venuti in mente9 sono omofobi. Né io, che appartengo a una delle due categorie, se permetti sono omofobo. Dunque prima di dare giudizi così tranchant medita.
Altrimenti rischi di trovarti sorprendentemente in linea con Merello!hefico:
Ha la fama di un forum corretto, cordiale, non offensivo ed è un forum di centrosinistra, dunque quello che ha scritto Merello non è di per sé accettabile ma specialmente non lo è in questo forum.
Ultima modifica di Monsieur; 16-02-10 alle 17:42
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Guarda ha senso parlare di area cattolica e area radicale nel pd, perchè ancora molti non hanno capito qual è la sintesi ... in pratica ci sono entrati senza capire cos'è il pd.
Il partito democratico è la sintesi di queste aree come di altre.
Faccio una distinzione tra politica economica e politica dell'etica.
La politica economica, non si preoccupa di imporre niente per legge e anzi liberalizza qualunque cosa non costituisca un danno maggiore alla società: ecco la concezione radicale della Bonino...ma a questa liberalizzazione, fa seguire un INDIRIZZO ECONOMICO (incentivi, sussidi, aiuti, sgravi) ai provvedimenti di governo, per contrastare con i fatti le storture.
Ad esempio: La legge sull'aborto e il divorzio, votate dai CATTOLICI...dicono proprio questo!
Sono contrario al divorzio o all'aborto, lascio a te il diritto di scegliere (perchè è giusto che non ti imponga il mio credo) ma farò di tutto per convincerti (io politico) a scegliere verso la famiglia e la vita, con incentivi su i sussidi alle giovani coppie, alle ragazze-madri, potenziamento dei consultori, ecc ecc...
Questa è la sintesi! E sotto certi aspetti, si incarna meglio nell'ala radicale che non in quella cattolica, se non fosse che la Bonino non è cattolica, sarebbe certamente lei un'ottima rappresentante del pd.
La politica dell'etica invece, è la politica dell'integralismo. Quella che dice: "sono contrario all'aborto, quindi farò di tutto per importi con la legge e con la forza dello Stato, che tu non abortisca MAI"
Questo è integralismo religioso... è limitato perchè è minoranza in Italia, ma una come la Binetti, replicata a milioni di persone, ci trasformerebbe nè più e nè meno come l'iran


La responsabilità di questo è piiù nella storia politica italiana, che comunque con la fondazione del Partito Democratico è destinata ad evolversi.
Quella del politicamente corretto è un'espressione da propaganda usata dai conservatori di tutti il mondo. Il tuo punto di vista mi pare comunque autoritario, novecentesco ed illiberale.il tuo punto di vista dal mio punto di vista appare alquanto ipocrita ed immerso nella melassa del politicamente corretto...
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


qualcuno ha detto che i cattolici come si sono aperti sull'aborto oggi dovrebbero ragionare affermando di tutelare il diritto per chiunque voglia di abortire, pur sostenendo una politica di prevenzione attraverso consultori e incentivi. Allora il problema che ho posto in questa discussione ha la radice in questo ragionamento: è possibile che un cattolico per incontrarsi con le altre culture debba rinunciare a qualcosa mentre chi viene da una cultura comunista no? Ad esempio io sono contro eutanasia e matrimoni gay. Sono un'integralista? Oppure possiamo trovare una sintesi riguardo alle questioni in cui davvero ci sia un incontro e non una rinuncia dal mondo cattolico?
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!