POLLASTRINI-BINDI, LA LEGGE PRONTA A META' GENNAIO
Ora la bozza predisposta dal Ministero delle Pari Opportunità, scritta dal costituzionalista Stefano Ceccanti, è allo studio dei tecnici della Bindi
di Wanda Marra
Entro metà gennaio sarà pronto il testo della legge sulle unioni di fatto. Legge che l'Unione, Pollastrini in testa, si è impegnata a varare per la fine del mese. Ora la bozza predisposta dal Ministero delle Pari Opportunità, scritta dal costituzionalista Stefano Ceccanti, è allo studio dei tecnici della Bindi. Il Cdm dovrebbe deliberare il 27 gennaio.
Partendo dal programma dell'Unione, la bozza parte dal «riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto in quanto formazioni sociali ai sensi dell'art. 2 della Costituzione ».
Per le coppiedi fatto è prevista, dunque, la certificazione in un registro comunale della loro situazione, che dovrà essere preesistente. Importanti le novità in tema di diritti. Il convivente potrà subentrare nel contratto d'affitto; sarà possibile ottenere la reversibilità della pensione dopo un certo numero di anni di convivenza; sono previsti i doveri nei confronti dei figli comuni; ci sarà l'obbligo di alimenti al convivente più debole in caso di separazione. I benefici assistenziali previsti per il coniuge, inoltre, dovranno essere estesi al convivente; si applicherà lo stesso trattamento ai coniugi e ai conviventi in caso di graduatorie per l'edilizia popolare, o occupazionali. Ogni convivente dovrà contribuire alla vita comune in proporzione al proprio reddito, alla sostanza e alla capacità di lavoro. È prevista anche l'obbligazione nei confronti di terzi, come in caso di debiti. Previste infine anche l'assistenza penitenziaria e ospedaliera al convivente, il quale potrà inoltre essere designato come persona deputata a prendere decisioni in materia sanitaria.
Se la bozza è in via di definizione, bisognerà vedere come si metteranno politicamente le cose nell'Unione. Che non si tratterà di un percorso facile è noto, viste le resistenze, soprattutto in casa Margherita, all'interno della coalizione. A impegnare il governo a varare una legge sulle unioni civili è stato un ordine del giorno del Senato, arrivato dopo due giorni di trattative durante la discussione della Finanziaria. Stralciato l'emendamento che equiparava i conviventi alle coppie sposate, per quel che riguarda la tassa di successione, dopo la pressione dei teodem è stato varato nel contempo l'odg per una legge complessiva. E la Finocchiaro è ben decisa a far rispettare l'impegno preso anche a chi nel suo gruppo è più ostile al riconoscimento delle unioni civili. Che non vanno giù né ai teodem, né ai popolari, Inoltre Mastella, che non ha firmato il punto del programma della coalizione che le riguardava,dal canto suo ci ha tenuto a entrare nella polemica: no all'equiparazione delle unioni civili con la famiglia.
Intanto,comunque, prima della legge entrerà in vigore la direttiva europea (n.38 del 004), recepita da un decreto legislativo, che estende il diritto al ricongiungimento familiare dei cittadini dell'Unione ai partner conviventi.




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