Scaramella visto da vicino
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di Marco Lillo
L'ex agente del Kgb parla degli incontri italiani con poliziotti e uomini di partito. E rivela: ecco chi uccise Litvinenko. Colloquio con Euvgeni Limarev
Mitrokhin al veleno
Mario Scaramella
Euvgeni Limarev, ex uomo del Kgb, è uno dei personaggi chiave del caso Scaramella. Il primo novembre, il consulente della Commissione Mitrokhin Mario Scaramella volò a Londra per incontrare l'ex colonnello del servizio segreto russo, Alexander Litvinenko. In un sushi bar di Piccadilly gli mostrò una e-mail preoccupante ricevuta proprio dagli amici di Limarev. Annunciava un pericolo da Mosca per Guzzanti e Scaramella. "È solo immondizia", aveva detto brutalmente Litvinenko, mentre assaggiava una zuppa senza sapere di essere già un uomo morto. L'ex colonnello inviso a Putin, infatti, era stato già contaminato con il polonio 210. Adesso Scaramella è in cella in Italia: è accusato di avere lanciato nel 2005 accuse false per traffici di armi dall'Est e attentati. In quelle denunce improbabili il nome di Limarev compare come sua fonte. E ora il pm Pietro Saviotti vuole ascoltarlo. Nonostante lo abbia trascinato in questo gran polverone, Limarev dice a 'L'espresso': "Auguro a Scaramella di uscire presto dalla galera".
Signor Limarev chi è Scaramella? Un uomo della Cia? Un millantatore?
"Posso dirle che ho lavorato per lui come consulente indipendente. Da me ha ricevuto informazioni provenienti dalle mie fonti russe sulle cose che gli interessavano relativamente ai servizi sovietici e russi e sui loro rapporti con i politici italiani. Quelle però erano informazioni sensibili: lui ha violato la riservatezza e ha messo in pericolo le mie fonti. Per il resto, io penso che Scaramella non c'entri nulla con l'omicidio Litvinenko. Non ho mai accusato né lui né Paolo Guzzanti. Anzi non capisco perché Guzzanti ce l'abbia tanto con me".
Perché lei ha raccontato di avere incontrato Guzzanti a Roma e lui nega. E poi perché ha detto che Scaramella aveva troppi soldi e non si capiva dove li prendesse, magari dalla Cia.
"Effettivamente pensavo di avere conosciuto Guzzanti a Roma. Ma ora che leggo le repliche del senatore comincio a pensare che potrei essere stato manipolato da Scaramella. Mi potrebbe aver presentato qualcun altro".
È una retromarcia poco credibile. Un ex agente segreto non ci mette tanto a trovare una foto di Guzzanti su Internet. O no?
"Ma guardi che Scaramella mi presentava decine di persone che a me non interessavano. Mi presentava i poliziotti di Napoli, i politici a Roma, gli ufficiali dei carabinieri a Rimini".
Chi le presentava Scaramella oltre a questo 'sedicente' Guzzanti?
"Mi sono segnato le persone che ho incontrato, ma preferisco non fare altri nomi per non complicare la storia".
Come la pagava Scaramella?
"Tutte le mie parcelle sono state regolarmente pagate dalla sua agenzia privata, la Ecpp, sui miei conti francesi".
Chi lo finanziava?
"Non lo so. Ho fatto nelle interviste a 'la Repubblica' alcune riflessioni basate sulle impressioni che avevo quando lavoravo con lui, ma non l'ho mai accusato di essere un uomo dei servizi americani".
Scaramella vantava un contatto con l'ex agente Cia Lou Palombo...
"Rammento vagamente il nome, ma non ricordo di averlo incontrato. Certamente ho incontrato alcuni americani a Napoli perché lui lavorava con delle persone che avevano, secondo quello che diceva Scaramella, un back-ground nei servizi".
Lei esattamente che lavoro fa?
"Mio padre era un pezzo grosso del Kgb. Io sono stato in un settore del Kgb che faceva operazioni delicate e supersegrete dall'88 al '91. Quando l'Urss si è dissolta sono diventato un imprenditore privato legato a uno dei più importanti Siloviki".
Cosa sono i Siloviki?
"Sono i gruppi di potere che comandano nella Russia di Vladimir Putin. Funziona un po' come da voi con la mafia: ci sono imprenditori, politici e mafiosi. Solo che da noi c'è una cosa in più: i servizi sono presenti in ogni siloviki e comandano. Io ne sono uscito nel 1999 dopo che mi avevano accusato falsamente. Ora sono un consulente indipendente".
Che idea si è fatto del delitto Litvinenko?
"Io posso dire che Scaramella non c'entra. Lui porta solo a Litvinenko una e-mail nella quale le mie fonti gli indicavano una minaccia per la sicurezza di Guzzanti e sua. La minaccia arrivava da Mosca, dal gruppo Dignità e Orgoglio. Il pericolo era reale, ma non aveva nulla a che fare con Litvinenko. Guzzanti era in pericolo a causa dei rapporti che, tramite Scaramella, aveva con il gruppo di Litvinenko e di Berezovski (un magnate russo, amico di Litvinenko e nemico di Putin, ndr). Questo è il punto che nessuno ha capito".




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