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Discussione: Santi Rumeni

  1. #1
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    Predefinito Santi Rumeni

    http://www.cartantica.it/

    SANTI RUMENI



    Il 1° gennaio 2007, la Romania ha aderito all’Unione Europea. Questa nazione costituisce un’isola latina nel mondo slavo, in quanto conquistata dall’imperatore Traiano. Assai antica è la penetrazione del cristianesimo nell’antica Dacia, parecchi Goti vi subirono il martirio e poi numerosi fiori di santità sbocciarono in terra romena. Approfittiamo dell’occasione per ripercorrere brevemente i due millenni di cristianesimo in Romania mediante gli esempi dei santi.
    *****
    Iniziamo con quei santi dei primi secoli venerati sia da parte cattolica che ortodossa:

    SANTI NICETA e SABA martire, goti

    San Niceta


    San Saba


    Nel 370 d.C., nell’antica Dacia, regione corrispondente all’attuale Romania, il capo dei goti intraprese una feroce persecuzione contro quei propri sudditi che professavano la fede cristiana.
    La Chiesa greca venera ben cinquantuno martiri goti di quel periodo, tra i quali i più celebri sono San Niceta (15 settembre) e San Saba(12 aprile).

    ******

    SAN BRETANNIONE
    vescovo di Tomi
    (Betranion episcop al Tomisului – Dobrogea)




    San Bretannione visse nel IV secolo e fu vescovo di Tomi, odierna Costanza in Romania. Questo santo pastore si oppose coraggiosamente all’imperatore ariano Valente e si contraddistinse per la sua fedeltà alla retta dottrina. E’ festeggiato il 25 gennaio.

    ******

    SANT’EMILIANO DI DOROSTORO
    (Emilian de la Durostor) martire




    Sant’Emiliano, martire presso Dorostoro in Mesia, disobbedì agli editti di Giuliano l’Apostata ed alle minacce del suo vicario Catulino, rovesciò l’altare degli idoli ed impedì il sacrificio e per questo fu dunque gettato nella fornace, conseguendo così la palma del martirio. E’ festeggiato il 18 luglio.

    ******

    SAN GREGORIO il DECAPOLITA
    (Grigorie Decapolitul) monaco



    San Gregorio il Decapolita visse nell’VIII secolo. Condusse prima vita monastica, poi anacoretica. Fattosi infine pellegrino, soggiornò per lungo tempo a Tessalonica e poi a Costantinopoli, dove si trovò a combattere l’iconoclastia e poi morì. Le sue reliquie sono venerate oggi in terra romena. E’ festeggiato il 20 novembre.
    ******
    Numerosissimi sono i santi della Chiesa Ortodossa Romena. Iniziamo da 3 sovrani, per poi passare a tutti gli altri:

    SANTO STEFANO IL GRANDE
    (Stefan cel Mare) voivoda di Moldavia
    1457 – 2 luglio 1504



    Stefan cel Mare (Stefano il Grande), figlio di Bogdan II, fu Voivoda di Moldavia, reso celebre dalla sua lunga resistenza all’Impero Ottomano. Con l'aiuto del principe di Valacchia Vlad III Tepes detto l’impalatore (conosciuto in occidente con il soprannome di Dracula), Stefano si assicurò il trono di moldavo nel 1457. Minacciato dai potenti paesi vicini, respinse gli invasori ungheresi nel 1467 ed invase la Valacchia nel 1471, per liberarla dal vassallaggio Ottomano.
    Quando il sultano ottomano Maometto II attaccò la Moldavia, Stefano sconfisse gli invasori nei pressi di Vaslui nel 1475 ed a Valea Alba l’anno successivo. Cercò invano l’aiuto dalle potenze europee contro l’Impero Ottomano, ma la sua determinazione nel “tagliare il braccio destro ai pagani” gli valse gli appellativi di “Atleta di Cristo” e “Difensore della Cristianità” da parte del papa Sisto IV. Dopo il 1484 Stefano dovette contrastare non solo la minaccia Ottomana, ma anche i progetti polacchi ed ungheresi di spartizione della Moldavia, finchè nel 1503 concluse un accordo di pace con il sultano Beyazid II, che ne garantì l’indipendenza, in cambio di un tributo annuale. E’ festeggiato il 2 luglio.

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    SAN COSTANTINO BRANCOVEANU
    voivoda di Valacchia, martire



    Tirgoviste (Romania), 15 agosto 1654 – Costantinopoli (Turchia), 15 agosto 1714
    Questo sovrano della Valacchia costituisce una delle più belle figure della storia cristiana di Romania, morto martire per mano dei turchi, insieme ai quattro figli maschi Costantin, Stefan, Radu, Matei e al dignitario di corte Ianachi Vacaresco.
    Anche papa Giovanni Paolo II lo ha definito “martire”. E’ festeggiato il 15 agosto.

    SAN NEAGOE BASARAB
    voivoda di Valacchia
    1481 – 1521



    San Neagoe Basarab regnò sulla Valacchia, attuale regione della Romania meridionale, solamente dal 1512 al 1521 ed ebbe inoltre anche una vita molto breve: morì infatti all’età di soli quarant’anni. Suo bisavolo era il principe cristiano Mircea il Vecchio, difensore dell’identità cristiana della Romania e dell’intero continente europeo, allora minacciata dall’invasione turca. Il giovane Neagoe, figlio di Basarab il Giovane, nutriva una profonda fede e possedeva una grande intelligenza, unite ad un’evidente propensione per la teologia, la spiritualità e la morale sociale cristiana.
    Orientò allora la politica sociale della sua nazione su principi cristiani e fu il primo principe-scrittore romeno, quale autore dell’opera “Gli insegnamenti del principe Neagoe Basarab a suo figlio Teodosio”, idea simile a quella già attuata alcuni secoli prima dal re ungherese Santo Stefano nei confronti di suo figlio Sant’Emerico.
    Formatosi culturalmente e spiritualmente nel monastero di Bistrita, all’età si soli trent’anni Neagoe ascese al trono di Valacchia, quale voivoda, e decise di imitare nel suo nuovo alto compito l’esempio del giovane re Salomone presentato dalla Bibbia. Nel 1517 riuscì ad ottenere dal patriarca ecumenico di Costantinopoli la canonizzazione dell’patriarca San Nifone, metropolita di Valacchia, che era stato anche suo maestro.
    Neagoe si attivò per coltivare la conoscenza della retta fede da parte dei suoi sudditi ed era inoltre solito ricordare loro come Dio solo disponga dei destini delle persone e delle nazioni. Si impegnò inoltre per persuadere l’impero ottomano che i romeni seguitassero la tradizione dei regni cristiani oppressi dai turchi e che proprio in Valacchia si trovasse la loro roccaforte. Il regno di Neagoe fu caratterizzato da un grande equilibrio, rivelatosi in buona misura il principale artefice dei successi conseguiti. Le sue azioni di governo, in particolare quelle volte ad incidere direttamente sulla vita dei sudditi, furono sempre improntate sul modello evangelico e dunque volte alla realizzazione di un mondo più giusto e confacente la volontà di Cristo.
    L’opera del principe analizzò i concetti di dominio, governo, diplomazia e guerra, è può esserre a giusto titolo considerata una sorta di “Filocalia” dell’uomo politico, volta a suggerire al sovrano come poter meglio conseguire la purificazione e la perfezione cristiana nell’esercizio delle sue funzioni. Ispirata alle Sacre Scritture ed alle opere patristiche, quest’opera contribuì notevolmente ad accrescere il patrimonio culturale e spirituale romeno. La pietà popolare non esitò a riconoscere i valori umani e spirituali di questo sovrano e la Chiesa Ortodossa Romena lo considerò da sempre quale santo. Solo dopo la costituzione di un patriarcato nazionale e la fine della dittatura comunista, si poté finalmente procedere nel luglio 1992 alla sua ufficiale canonizzazione quale “difensore della fede”, insieme con i sovrani Stefan cel Mare di Moldavia e Costantin Brancoveanu di Valacchia.

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  2. #2
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    SANT’ANTIMO DI IVIRIA
    (Antim Ivireanul) vescovo e martire


    Iviria (Georgia), 1650 circa – 22 settembre 1716
    Fu metropolita di Valacchia e sostenitore dell’unità con la Chiesa latina.
    E’ festeggiato il 27 settembre
    SANT’ANTONIO SIHASTRUL
    (Antoine Sihastrul) esicasta




    Vissuto nei secoli XVI e XVII.
    E’ festeggiato il 23 novembre
    SAN CALINIC DI CERNICA
    (Calinic de la Cernica)



    Bucarest, 7 ottobre 1787 – Cernica, 11 aprile 1868
    E’ festeggiato l’11 aprile
    SAN DANIELE SIHASTRUL
    (Danil Sihastrul) esicasta - + 1482 circa


    E’ festeggiato il 18 dicembre
    SAN DEMETRIO IL NUOVO DI BASSARABIA
    (Dimitrie cel Nou Basabarov) monaco



    Visse nel XIII secolo
    E’ festeggianto il 27 ottobre
    SANTI ELIA IOREST (Ilie Iorest)
    e SAVA BRANCOVICI
    metropoliti di Transilvania


    Vissero nel XVII secolo.
    Sono festeggiati entrambi il 24 aprile
    SANTA FILOTEA DI ARGES
    (Filofteia de la Arges) fanciulla martire



    Tarnovo (Bulgaria), 1206 – 1218
    Le sue spoglie riposano presso Curtea de Arges in Romania
    E’ festeggiata il 7 dicembre
    SAN GELASIO DI RAMETI
    (Ghelasie de la Râmeti) esicasta, vescovo


    Visse nel XIV secolo
    E’ festeggiato il 30 giugno

  3. #3
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    SAN GERMANO DI DOBRUGIA
    (Gherman din Dobrogea) monaco




    358 circa – 405/415
    E’ festeggiato il 29 febbraio
    SANTI GIOVANNI DI GALES (Ioan dinGales) e
    MOSE’ MACINIC DI SIBIEL
    (Mosè Màcinic din Sibiel) sacerdoti e martiri



    Vissero nel XVIII secolo
    Sono festeggiati il 21 ottobre
    SAN GIOVANNI DI NEAMT-HOZEVITUL
    (Ioan de la Neamtu-Hozevitul) eremita


    23 luglio 1913 – 5 agosto 1960
    E’ festeggiato il 5 agosto
    SAN GIOVANNI IL NUOVO DI SUCEAVA
    (Ioan cel Nou de la Suceava) martire


    Visse nei secoli XIII e XIV.
    E’ festeggiato il 2 giugno

    ******
    SAN GIOVANNI DI PRISLOP (Ioan de la Prislop) eremita



    Visse nei secoli XV e XVI.
    E’ festeggiato il 13 settembre

    ******
    SAN GIOVANNI DI VALACCHIA (Ioan Valahul) giovane martire


    Valacchia, 1647 – Costantinopoli, 12 maggio 1662
    Figura assai singolare questo giovane adolescente che, caduto in mano turca, preferì morire piuttosto che perdere la sua purezza. Un eroe della castità dunque, in versione maschile, ben tre secoli prima della celeberrima Maria Goretti.
    E’ festeggiato il 12 maggio

    ******
    SAN GIUSEPPE DI MARAMURES
    il Confessore
    (Iosif Maramuresului Màrturisitorul)
    vescovo




    + 1711
    E’ festeggiato il 24 aprile
    SAN GIUSEPPE
    metropolita serbo di Timisoara



    Vissuto nel XVI secolo.
    Le sue spoglie riposano nella Cattedrale di Timisoara.
    E’ festeggiato il 15 settembre

  4. #4
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    SAN LEONZIO DI RADAUTI
    (Leontie de la Ràdàuti)
    monaco esicasta



    + 1432
    E’ festeggiato il 1° luglio
    SAN NICODEMO DI TISMANA
    (Nicodim de la Tismana) monaco


    1320 – 1406
    E’ festeggiato il 26 dicembre
    SAN NIFONE
    patriarca di COSTANTINOPOLI
    (Nifon Patriarhul Constantinopolului)



    1435/40 – 1508
    E’ festeggiato l’11 agosto

    SAN PAISIO VELICKOVSKIJ
    (Paisie de la Neamt)
    archimandrita di Neamt



    1722 – 1794
    E’ festeggiato il 15 novembre
    SANTA PARASCEVE LA GIOVANE
    (Paraschiva de la Iasi) eremita



    Visse nei pressi di Costantinopoli nel X secolo,
    ma il suo culto si diffuse enormemente
    in tutti i Balcani.
    Oggi le sue spoglie mortali sono venerate
    a Iasi (Romania).
    E’ festeggiata il 13 ottobre.
    SANTA TEODORA DI SIHLA
    (Teodora de la Sihla) eremita




    Visse nel XVII secolo.
    E’ festeggiata il 7 agosto

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  5. #5
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    Finora un solo cattolico romeno è stato beatificato, ma per molti altri è in corso il processo di beatificazione, in prevalenza martiri caduti vittime del regime comunista nel XX secolo:

    BEATO GEREMIA DA VALACCHIA
    (Ion Kostistik) sacerdote cappuccino




    noto in Romania come Fericitul Ieremia Valahul
    Tzazo, Valacchia, Romania, 29 giugno 1556 - Napoli, 5 marzo 1625

    Ha sempre sognato di raggiungere l’Italia, convinto che nel nostro Paese si trovino i migliori cristiani del mondo. E i genitori – Stoika Kostist e Margherita Barbat, che sono agricoltori e anche benestanti – a 19 anni lo lasciano partire.
    Arriva a Bari quando ne ha già 22, dopo un lento viaggio e un lungo soggiorno ad Alba Iulia (Romania) come servitore di un medico. Non vi trova quello che si attendeva, e nella Quaresima del 1578 è a Napoli tra i cappuccini, accolto come “fratello laico”, senza ricevere gli Ordini sacri.
    Lasciato il nome nativo di Ion (Giovanni), diventa fra Geremia da Valacchia. Poi passa per vari conventi dell’Ordine e nel 1584 eccolo di nuovo a Napoli in quello di Sant’Eframio Nuovo, dove resterà fino alla morte.
    Nella Napoli sotto il dominio spagnolo, fra Geremia diventa una sorta di patrono della gente più derelitta, servendo intanto la sua comunità nei compiti meno gradevoli; un numero crescente di diseredati fa appello alla sua straordinaria capacità di compatire, proprio nel senso di “soffrire insieme”. Lui fa anche il mendicante, per loro: raccoglie cibo e vestiti, e non si sa bene che cosa mangi, perché la sua razione di pane e verdure sfama sempre qualcun altro.
    Accompagna tutto questo con lunghe preghiere: ama soprattutto il Pater Noster e la Salve Regina. Quando non va in giro per i poveri, è nelle celle e nelle stanze dei malati: quelli senza speranza, con piaghe ripugnanti, o paralitici, o pazzi. L’effluvio delle sue erbe aromatiche combatte la puzza dei corpi disfatti, le sue braccia sostituiscono quelle bloccate dalla paralisi. Sorride agli insulti dei dementi. Poi gli affidano un religioso, fra Martino, che nessuno avvicina più: troppe piaghe. Ci pensa lui, lavandolo ogni giorno anche dieci volte, finché a sua volta crolla: stanchezza, disgusto; non ne può più, cambia convento.
    Ma dopo qualche tempo, rieccolo accanto a fra Martino. Dice che il Signore lo vuole lì; che gliel’ha fatto capire mentre pregava. E lì rimane per quattro anni e mezzo; fino alla morte di Martino, che per molti è un sollievo. Lui piange, invece: "Povero fra Martino, era la ricreazione mia...". Al convento, ormai, viene a cercarlo anche gente importante. Dotti teologi chiedono consiglio al “fratello laico” analfabeta, la cui parlata è un miscuglio pittoresco, una sorta di italo-rumeno-napoletano.
    Quando fra Geremia muore, bisogna chiamare i soldati e poi seppellirlo segretamente, di notte, dopo un assalto popolare al convento per vederlo, toccarlo, tagliare pezzetti del saio, che sarà cambiato sei volte. Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1983. I suoi resti mortali si trovano ora a Napoli, nella chiesa dell’Immacolata Concezione.
    Per maggiori informazioni:
    Frati Minori Cappuccini, Corso Vittorio Emanuele, 730, 80122 Napoli, ITALIA
    oppure: Sanctuarul “Fericitul Ieremia”, Str. Belvedere, n° 7, 5450 Onesti (jud. Bacau), ROMANIA
    ******

  6. #6
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    Servo di Dio ÁRON MÁRTON
    vescovo di Alba Iulia


    Sândominic (Romania), 28 agosto 1896 -
    Alba Iulia (Romania), 29 settembre 1980
    Per maggiori informazioni:
    Archiepiscopia Romano-Catolica,
    Str. Mihai Viteazul 21,
    510010 Alba Iulia, ROMANIA
    Servo di Dio MARTIN BENEDICT
    sacerdote francescano conventuale




    Galbani (Romania), 31 luglio 1931 -
    Onesti (Romania), 12 luglio 1986
    Per maggiori informazioni:
    Cauza Pr. Dr. Martin Benedict,
    Str. Arcadie Septilici, 1/A, 600234 Bacau, ROMANIA

    Servo di Dio JÁNOS SCHEFFLER
    vescovo di Satu Mare, martire



    Camin (Romania), 29 ottobre 1887 -
    Bucharest (Romania), 25 marzo 1952
    Per maggiori informazioni:
    Episcopia Romano-Catolica,
    Str. 1 Decembrie 1918, nr. 2, 440010 Satu Mare, ROMANIA
    Servo di Dio VLADIMIR GHIKA principe, sacerdote della diocesi di Bucharest, martire





    Istanbul (Turchia), 25 dicembre 1873 –
    Jilava (Romania), 17 maggio 1954
    Per maggiori informazioni:
    Serva di Dio VERONICA ANTAL
    vergine e martire



    Nisiporesti (Romania), 7 dicembre 1935 –
    Halaucesti (Romania), 24 agosto 1958
    Per maggiori informazioni:
    Cauza S.D.Veronica Antal,
    Str. Stefan cel Mare, 268/B, Roman -
    611040, jud. Neamt, ROMANIA

    Servo di Dio BOGDÁNFFY SZILÁRD
    vescovo di Oradea Mare dei Latini,
    martire



    Crna Bara (Serbia), 11 febbraio 1911 -
    Aiud (Romania), 3 ottobre 1953
    Per maggiori informazioni:
    Episcopia Romano-Catolica,
    Sirul Canonicilor 7, CP 14,
    410161 Oradea (BH), ROMANIA
    Servo di Dio ALBERT GYÖRGYPÁL
    sacerdote della diocesi
    di Oradea Mare dei Latini,
    martire



    Melenci (Serbia), 28 giugno 1914
    - Oradea (Romania), 19 luglio 1947
    Per maggiori informazioni:
    Episcopia Romano-Catolica,
    Sirul Canonicilor 7, CP 14,
    410161 Oradea (BH), ROMANIA

    Servo di Dio ANTON DURCOVICI
    vescovo di Iasi, martire



    Altenburg (Austria), 17 maggio 1888
    – Sighetul Marmatiei (Romania),
    10 dicembre 1951
    Per maggiori informazioni:
    Episcopia Romano-Catolica,
    Bd. Stefan-cel-Mare 26,
    70064 Iasi, ROMANIA

  7. #7
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    Servi di Dio 10 MARTIRI DELL’ARCIDIOCESI DI ALBA IULIA vittime del comunismo

    Ecco alcuni dati su di loro:
    Servo di Dio JÁNOS FEKETE sacerdote



    Belani (Romania), 1885 - Târgu Jiu (Romania), 25 marzo 1952

    Servo di Dio DOMOKOS (FORTUNÁT) BOROS sacerdote dei Frati Minori


    Zetea (Romania), 13 giugno 1895 - Capul Midia (Romania), 18 marzo 1953
    Servo di Dio GYOZO MACZALIK vescovo ausiliare
    Sibiu (Romania), 1 marzo 1890 - Jilava (Romania), 19 agosto 1953
    Servo di Dio BÉLA GAJDÁTSY sacerdote
    Vienna (Austria), 16 gennaio 1887 - Aiud (Romania), 14 settembre 1953
    Servo di Dio ALAJOS BOGA sacerdote



    Cozmeni (Romania), 18 febbraio 1916 - Sighetu Marmatiei (Romania), 14 settembre 1954
    Servo di Dio IMRE SÁNDOR sacerdote



    Vrabia (Romania), 23 agosto 1893 - Râmnicu Sarat (Romania), 29 febbraio 1956
    Servo di Dio JÁNOS PÁLFFY
    sacerdote



    Satu Mare (Romania), 15 maggio 1874 - Târgu Mures (Romania), 6 novembre 1958

    Servo di Dio GYÖRGY AMBRUS sacerdote
    Ghelari (Romania), 4 dicembre 1923 - Baile Mocrini (Romania), 18 febbraio 1960

    Serva di Dio GABRIELLA HAJDÚ
    religiosa orsolina



    Madaras (Romania), 8 gennaio 1915 -
    Oradea (Romania), 20 aprile 1963
    Servo di Dio SÁNDOR BOKOR
    sacerdote



    Cluj-Napoca (Romania), 15 luglio 1915 - Baiut (Romania), 13 giugno 1972

    Per maggiori informazioni:
    Archiepiscopia Romano-Catolica, Str. Mihai Viteazul 21, 510010 Alba Iulia, ROMANIA

  8. #8
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    Servi di Dio SETTE VESCOVI GRECO-CATTOLICI RUMENI martiri del regime comunista


    Durante la sua Visita Apostolica in Romania, papa Giovanni Paolo II non esitò a rammentare ai cattolici di tale nazione la necessità di ricordare i martiri del XX secolo, che si sarebbero sicuramente poi rivelati “seme di nuovi cristiani”. Sabato 8 maggio 1999, nell’omelia della Divina Liturgia in rito greco-cattolico celebrata presso la cattedrale di San Giuseppe in Bucarest, il pontefice ricordava: “Vengo ora dal cimitero cattolico di questa città: sulle tombe dei pochi martiri noti e dei molti, le cui spoglie mortali non hanno neppure l'onore di una cristiana sepoltura, ho pregato per tutti voi, ed ho invocato i vostri martiri e i confessori della fede, perché intercedano per voi presso il Padre che sta nei cieli. Ho invocato in particolare i Vescovi, perché continuino ad essere vostri Pastori dal cielo: Vasile Aftenie e Ioan Balan, Valeriu Traian Frentiu, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu, Alexandru Rusu. Il vostro martirologio si apre con l'ideale concelebrazione di questi vescovi che hanno mescolato il loro sangue con quello del sacrificio eucaristico che quotidianamente avevano celebrato. Ho invocato anche il Cardinale Iuliu Hossu, che preferì restare con i suoi fino alla morte, rinunciando a trasferirsi a Roma per ricevere dal Papa la berretta cardinalizia, perché questo avrebbe significato lasciare la sua amata terra”.
    Per questi sette vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Romena unita con Roma, che non esitarono a versare il loro sangue per Cristo e per il suo gregge al tempo del regime comunista, sin dal 28 gennaio 1997 si era ottenuto dalla Congregazione per le Cause dei Santi il nulla osta per l’avvio della loro comune causa di canonizzazione, che ora procede spedita per giungere presto al riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa del loro martirio.
    Si riportano di seguito alcune note biografiche sui sette vescovi e la preghiera in lingua romena per la loro beatificazione.

    Servo di Dio
    ALEXANDRU RUSU





    Saulia de Campie (Romania), 22 novembre 1884 – Gherla (Romania), 9 maggio 1963
    Alexandru Rosu nacque il 22 novembre 1884 a Sãulia de Câmpie, dai genitori Vasile, sacerdote, e Rozalia. Nel 1903 si trasferì a Budapest per intraprendere gli studi teologici. Sette anni dopo conseguì il dottorato in teologia e finalmente il 20 luglio 1910 poté ricevere l’ordinazione presbiterale. Fu nominato professore e poi titolare alla cattedra di Teologia Dogmatica all’Accademia Teologica di Blaj
    Nel 1920 fu nominato segretario metropolitano e nel 1923 canonico del Capitolo metropolitano.
    Il 30 gennaio 1931 presso Blaj fu consacrato vescovo di Maramures da parte del Metropolita Vasile Suciu ed il 2 febbraio fece il suo ingresso a Baia-Mare. Nel marzo del 1946 il Sinodo Metropolitano elesse il vescovo Alexandru Rusu come Metropolita, elezione riconosciuta dalla Santa Sede ma non dall’allora governo dittatoriale.
    Arrestato il 28 ottobre 1948, fu e portato a Dragoslavele, nel Monastero Caldarusani, e poi Sighetul Marmatiei. Sopravvisse anche in quest’ultimo penitenziario e quindi fu nuovamente trasferito a Curtea de Arges e poi isolato nel Monastero Cocos. Nel 1957 fu condannato a 25 anni di carcere per istigazione ed alto tradimento. Nel 1963 si ammalò ed il 9 maggio dello stesso anno morì presso Gherla. Venne sepolto nel cimitero dei carcerati senza alcun rito religioso.
    Servo di Dio
    IOAN BALAN






    Teius (Romania), 11 febbraio 1880 – Bucarest (Romania), 4 agosto 1959
    Ioan Balan nacque a Teius l’11 febbraio 1880. Frequentò gli studi teologici presso il seminario centrale di Budapest. Nel 1903 ricevette l’ordinazione presbiterale, per poi proseguire i suoi studi a Vienna. Ritornato a Blaj, ma nel 1909 si trasferisce a Bucarest, ove necessitava un confessore greco-cattolico. Nel 1919 tornò nuovamente a Blaj divenendone canonico metropolitano e due ani dopo rettore dell’Accademmia di Teologia. Nel 1929 fu nominato nella comissione vaticana che doveva redigere il nuovo Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali. Nel novembre 1936 fu consacrato vescovo di Lugoj, in seguito alla nomina del vescovo Alexandru Nicolescu come Metropolita. Rifiutando di passare all’ortodossia, condivise la sorte di altri vescovi greco-cattolici e fu arrestato il 28 ottobre 1948 alle ore 15. Fu dunque portato al Palazzo Patriarcale di Dragoslavele e poi al Monastero Caldarusani nel febbraio 1949. Di lì fu nuovamente trasferito al penitenziario di Sighetul Marmatiei nel maggio1950. Cinque anni dopo gli fu imposto il domicilio obbligatorio presso il MOnastero Curtea de Arges. Nel 1956 venne invece trasferito al Monastero femminile di Ciorogarla, vicino a Bucarest, ove rimase isolato sino alla fine della sua vita terrena. Ammalatosi gravemente, si spense in un ospedale di Bucarest il 4 agosto 1959 e venne sepolto nel cimitero cattolico Belu. Nei suoi confronti non era mai stato celebrato un processo e conseguentemente non era mai stata emessa una condanna.
    Servo di Dio
    IOAN SUCIU





    Blaj (Romania), 4 dicembre 1907 – Sighet (Romania), 27 giugno 1953
    Ioan Suciu nacque il 4 dicembre 1907 a Blaj da una famiglia di preti greco-cattolici.. Buon amico di Tit Liviu Chinezu, studiarono insieme teologia a Roma presso il Collegio Greco. Preso il dottorato in teologia, dopo sei anni di studi presso l’Istituto Angelicum fu ordinato sacerdote il 29 novembre 1931. Fece dunque ritorno a Blaj per divenire professorre dell’Accademia di Teologia. Il 6 maggio 1940 fu nominato vescovo ausiliare di Oradea Mare, col titolo di Moglena-Slatina in Bulgaria, quale aiuto del vescovo Valeriu Traian Frentiu. L’ordinazione episcopale ebbe luogo il 22 luglio 1940. Il 29 agosto del 1941 fece il suo ingresso quale nuovo vescovo di Oradea il futuro cardinale Iuliu Hossu, del quale Iaon Suciu rimase ausiliare. Il vescovo Valeriu Traian Frentiu ritornò ad Oradea nel 1947, ma Ioan Suciu venne destinato all’Arcidiocesi di Alba-Iulia e Fagaras quale amministratore apostolico. Monsignor Suciu tenne una serie di conferenze nelle principali città del Paese, dichiarando l’impossibilità di un accordo fra il cristianesimo ed il materialismo ateo.
    Arrestato il 28 ottobre del 1948, venne portato a Dragoslavele e poi al Monastero Caldarusani. Nel maggio del 1950 fu portato al Ministero degli Interni e nell’ottobre dello stesso anno al penitenziario di Sighetul Marmatiei, dove soffrì fame, freddo, malattie e numerose torture. Ivi morì il 27 giugno 1953 nella cella numero 44. Fu sepolto nel cimitero dei poveri, cioè dei suicidi e dei vagabondi, e ad oggi non si è ancora venuti a conoscenza del luogo esatto ove riposino le sue spoglie mortali.
    In due lettere indirizzate ai suoi fedeli nell’ottobre 1948 affermava: “Per la Chiesa Romena Unita è arrivato il Venerdì Santo. Adesso, cari fedeli, abbiamo l'occasione di mostrare se apparteniamo a Cristo o se siamo della parte di Giuda, il traditore... Non lasciatevi ingannare da parole vane, dai comitati, da promesse, da menzogne, ma restate saldi nella fede per la quale i vostri genitori e i vostri avi hanno versato il loro sangue... Non possiamo vendere né Cristo né la Chiesa... Se prenderanno le vostre Chiese, pregate il Signore, come lo fecero i primi cristiani, quando gli imperatori pagani distruggevano i loro luoghi di preghiera e bruciavano i loro libri santi”. Queste sue parole risuonarono anche al Colosseo il 7 maggio 2000 in occasione della Commemorazione Ecumenica dei Testimoni della Fede del XX secolo presieduta da Giovanni Paolo II.
    Servo di Dio
    IULIU HOSSU




    Milas (Romania), 30 gennaio 1885 – Bucarest (Romania), 28 maggio 1970
    Iuliu Hossu nacque il 30 gennaio 1885 a Milas dai genitori Ioan, sacerdote, e Victoria. Nel 1904 intraprese gli studi teologici presso il Collegio De Propaganda Fide di Roma. Nel 1906 e nel 1908 conseguì rispettivamente i dottorati in filosofia e teologia. Il 27 marzo 1910 ricevette l’ordinazione presbiterale dal vescovo Vasile Hossu. A Lugoj rivestì gli incarichi di protocollista, archiviario, bibliotecario ed infine vicario e segretario episcopale. Il 3 marzo 1917 fu nominato vescovo dell’eparchia greco-cattolica di Gerla in Transilvania, rimasta vacante, metre lui svolgeva il ministero di cappellano militare. Il 1° dicembre 1918 gli toccò proclamare la Dichiarazione di Unità della Romania nella pianura di Blajului, con la quale si sanciva la separazione della Transilvania dall’impero austro-ungarico e l’unificazione con la Moldavia e la Valacchia nel nascente stato rumeno. Nel 1930 l’eparchia di Gherla mutò la sua denominazione in Cluj-Gherla, spostando il suo centro nella città di Cluj Napoca.
    Qui si verificò un periodo di occupazione tra il 1940 ed il 1944. Il 28 ottobre 1948 il vescovo Hossu fu arrestato dal governo comunista e portato a Dragoslavele. Più tardi fu trasferito al Monastero ortodosso Caldarusani e nel 1950 nel penitenziario di Sighetul Marmatiei. Nel 1955 poi arrivò a Curtea de Arges, nel 1956 al monastero di Ciorogarla ed infine nuovamente a Caldarusani. Così scriveva nell’agosto 1961, mentre vi si trovava forzatamente rinchiuso, nelle prime pagine delle sue memorie: “Il tuo amore, Signore, non sono riusciti a togliermelo via; esso mi basta: ti chiedo perdono per tutti i miei peccati e umile ti ringrazio con tutto il mio essere per tutto quello che hai dato a me, il tuo indegno servo”.
    Iulia Hossu fu ormai privato di ogni libertà sino alla sua morte, avvenuta il 28 maggio 1970 presso l’Ospedale Colentina di Bucarest, ove le sue ultime parole furono: “La mia battaglia è finita, la vostra continua”. Papa Paolo VI lo aveva creato Cardinale “in pectore” nel 1969, primo di nazionalità romena, per poi renderle pubblica la nomina nel 1973, tre anni dopo la morte del pastore.
    Servo di Dio
    TIT LIVIU CHINEZU





    Huduc, odierna Maioresti (Romania), 1904 – Sighet (Romania), 15 gennaio 1955
    Tit Liviu Chinezu nacque nel 1904 presso Huduc, odierna Maioresti. Suo padre era sacerdote greco-cattolico. Nel 1925 inizio gli stiudi teologici a Roma, presso il collegio Sant’Atanasio. Ottenuto il dottorato in filosofia e teologia, poté ricevere l’ordinazione presbiterale il 31 gennaio 1930. Nel 1931 fece ritorno a Blaj e fu nominato professore alla Scuola Normale di Maestri elementari. Nel 1937 venne poi trasferito all’Accademia Teologica e nel 1947 a Bucarest come protopope. Il 28 ottobre fu arrestato e portato al Monastero di Neamt, insieme ad altri 25 sacerdoti greco-cattolici. Trasferito poi a Caldarusani, il 3 dicembre 1949 ricevette l’ordinazione episcopale da altri vescovi prigionieri. Nonostante tutte le precauzioni prese affinché il regime non venisse a sapere dell’evento, la notizia si diffuse ugualmente ed il neovescovo Tit Liviu Chinezu fu allora trasferito al penitenziario di Sighetul Marmatiei. A causa dei lavori forzati, della fame e del freddo Tit Liviu Chinezu si ammalò gravemente, avvisato l’infermiere del carcere della sua situazione, questi con la scusa di portarlo in infermeria lo ha isolò ancor di più in una cella più grande, non riscaldata, ove dopo soli due giorni, il 15 gennaio 1955, morì letteralmente congelato per il freddo. Venne sepolto di notte, senza feretro, in un luogo imprecisato del cosiddetto Cimitero dei Poveri. Nei suoi confronti non era mai stato celebrato un processo e conseguentemente non era mai stata emessa una condanna.
    Servo di Dio
    VALERIU TRAIAN FRENTIU




    Resita (Romania), 25 aprile 1875 – Sighet (Romania), 11 luglio 1952
    Valeriu Traian Frentiu nacque il 25 aprile 1875 presso Resita, da suo padre Ioachim, sacerdote, e dalla mamma Rozalia. Studiò teologia a Budapest tra il 1894 ed il 1898, per poi essere ordinato prete il 28 settembre 1898. Solo nel 1902 conseguì però poi il dottorato. Operò nell’Eparchia di Lugoj come canceliere, parroco e vicario, finché il 4 novembre 1912, all’età di soli 37 anni, fu nominato vescovo. Il 25 febbraio 1922 fu poi trasferito alla sede episcopale di Oradea, ove il 3 maggio dello stesso anno prese possesso della diocesi. Dopo la morte del Metropolita Alexandru Nicolescu avvenuta nel 1941, il vescovo Frentiu fu nuovamente trasferito, ora come Amministratore Apostolico nell’Arcidiocesi di Alba Iulia e Fagaras, che resse per l’intero periodo della seconda guerra mondiale. Nel 1947 fece ritorno ad Oradea, ove fu arrestato il 28 ottobre 1948. Venne portato prima nel campo di concentramento di Dragoslavele e poi, nel febbraio 1949, al Monastero di Caldarusani. Nel 1950 finì al penitenziario di Sighetul Marmatiei, dove non riuscì più a sopportare le crudeltà perpetrate dal regime e si spegne il 11 luglio 1952. Proprio come successo ad altri vescovi morti a Sighet, anche Valeriu Traian Frentiu fu sepolto di notte, senza feretro, nella fossa comune nel Cimitero dei Poveri, onde evitare pellegrinaggi alle tombe dei martiri uccisi a Sighet.
    Servo di Dio
    VASILE AFTENIE





    Lodroman (Romania), 14 giugno 1899 – Vacaresti (Romania), 10 maggio 1950
    Vasile Aftenie nacque il 14 giugno 1899 a Lodroman, dai genitori Petru e Agafia. Nel 1919 si iscrisse alla Facoltà Teologica ed inseguito fu inviato a studiare presso il Collegio Greco di Sant’Atanasio a Roma. Nel 1925 ottenne il dottorato in filosofia e teologia e fece ritorno in patria. Il 1° gennaio 1926 ricevette l’ordinazione sacerdotale dal metropolita Vasile Suciu. Dopo un mese fu nominato professore dell’Accademia di Teologia di Blaj. Fu poi nominato protopope di Bucarest nonché canonico del Capitolo arcivescovile di Blaj. Il 1° ottobre 1939 divenne rettore della suddetta Accademia teologica. Nell’aprile 1940 fu nominato vescovo titolare di Ulpiana, ricevendo l’incarico di ausiliare del metropolita Alexandru Nicolescu, vescovo di Fagaras ed Alba Julia. La consacrazione episcopale ebbe luogo il 5 giugno 1940 nella cattedrale di Blaj. Ritornò a Bucarest come Vescovo vicario. Falliti diversi tentativi volti a comprometterlo, fu infine arrestato il 28 ottobre del 1948 dal regime comunista. Insieme ad altri cinque vescovi greco-cattolici fu portato a Dragoslavele e poi al Monastero ortodosso Caldarusani, trasformato in un campo di concentramento. Nel maggio 1949 venne trasferito ed isolato presso il Ministero degli Interni, ove subì orrende torture, richiedenti una resistenza sovrannaturale. Mutilato e con la barba strappata, fu rinchiuso nel carcere di Vacaresti, ove si spense il 10 maggio 1950. Fu seppellito nel cimitero cattolico di Belu con rito religioso officiato da un prete romano-cattolico.

    ******
    PREGHIERA PER LA LORO BEATIFICAZIONE (in lingua romena):

    Doamne Isuse Hristoase, Tu ne-ai cerut sã ne mãrturisim credinta în fata lumii întregi, pentru ca si Tu sã dai mãrturie pentru noi în fata Tatãlui Ceresc.
    Priveste, Doamne, mãrturia ce Ti-au dat-o Episcopii greco-catolici, prin fidelitatea lor, eroicã pânã la moarte, fatã de Biserica Ta si de Sfântul Pãrinte Papa, vicarul Tãu pe pãmânt.
    Te rugãm deci, pentru mãrirea Ta si binele Bisericii, sã arãti si pe pãmânt vrednicia acestor servi ai Tãi, ridicându-i la cinstea altarelor, iar nouã sã ne dai, prin mijlocirea lor, harurile de care avem nevoie, pentru ca toatã viata noastrã lui Hristos Dumnezeu sã o dãm.
    Cã Tie se cuvine toatã mãrirea, cinstea si închinãciunea, Tatãlui, si Fiului, si Sfântului Spirit, acum, si pururea, si în vecii vecilor. Amin.
    Per maggiori informazioni:
    Procesul de Beatificare, Calea Motilor 24, 400001 Cluj-Napoca, ROMANIA
    *****

  9. #9
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    Predefinito

    Questi tre personaggi nacquero o morirono in territorio oggi romeno:
    SANTO STEFANO PONGRACZ sacerdote gesuita, martire


    Vintu de Jos (Romania), 1583 circa – Košice (Slovacchia), 8 settembre 1619
    Canonizzato il 2 luglio 1995
    Per maggiori informazioni:
    Arcibiskupský úrad, Hlavná ulica, 28, SK-041 83 Košice, SLOVAKIA

    ******

    BEATO VILMOS APOR vescovo di Gyor, martire




    Segesvár (Romania), 29 febbraio 1892 – Györ (Ungheria), 2 aprile 1945
    Beatificato il 9 novembre 1997
    Per maggiori informazioni:
    Egyházmegyei Hatóság, Káptalandomb 1, 9021 Gyor, HUNGARY

    ******
    Servo di Dio JÁNOS HÁM arcivescovo di Esztergom-Budapest


    Gyöngyös (Ungheria) 5 gennaio 1781 - Satu Mare (Romania), 30 dicembre 1857
    Per maggiori informazioni:
    Primási és Érseki Hivatal, Úri utca 62, H-1014 Budapest, HUNGARY
    *****
    Concludo questa seppur incompleta panoramica della santità romena segnalandoun filo di sangue che unisce la Romania al Piemonte, terre oggi unite da un forte fenomeno migratorio: si tratta del Venerabile EMANUELE NEGRI, originario di Fossano (CN) e martirizzato in Romania nel 1597.

 

 

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