http://www.cartantica.it/
SANTI RUMENI
Il 1° gennaio 2007, la Romania ha aderito all’Unione Europea. Questa nazione costituisce un’isola latina nel mondo slavo, in quanto conquistata dall’imperatore Traiano. Assai antica è la penetrazione del cristianesimo nell’antica Dacia, parecchi Goti vi subirono il martirio e poi numerosi fiori di santità sbocciarono in terra romena. Approfittiamo dell’occasione per ripercorrere brevemente i due millenni di cristianesimo in Romania mediante gli esempi dei santi.
*****
Iniziamo con quei santi dei primi secoli venerati sia da parte cattolica che ortodossa:
SANTI NICETA e SABA martire, goti
San Niceta
San Saba
Nel 370 d.C., nell’antica Dacia, regione corrispondente all’attuale Romania, il capo dei goti intraprese una feroce persecuzione contro quei propri sudditi che professavano la fede cristiana.
La Chiesa greca venera ben cinquantuno martiri goti di quel periodo, tra i quali i più celebri sono San Niceta (15 settembre) e San Saba(12 aprile).
******
SAN BRETANNIONE
vescovo di Tomi
(Betranion episcop al Tomisului – Dobrogea)
San Bretannione visse nel IV secolo e fu vescovo di Tomi, odierna Costanza in Romania. Questo santo pastore si oppose coraggiosamente all’imperatore ariano Valente e si contraddistinse per la sua fedeltà alla retta dottrina. E’ festeggiato il 25 gennaio.
******
SANT’EMILIANO DI DOROSTORO
(Emilian de la Durostor) martire
Sant’Emiliano, martire presso Dorostoro in Mesia, disobbedì agli editti di Giuliano l’Apostata ed alle minacce del suo vicario Catulino, rovesciò l’altare degli idoli ed impedì il sacrificio e per questo fu dunque gettato nella fornace, conseguendo così la palma del martirio. E’ festeggiato il 18 luglio.
******
SAN GREGORIO il DECAPOLITA
(Grigorie Decapolitul) monaco
San Gregorio il Decapolita visse nell’VIII secolo. Condusse prima vita monastica, poi anacoretica. Fattosi infine pellegrino, soggiornò per lungo tempo a Tessalonica e poi a Costantinopoli, dove si trovò a combattere l’iconoclastia e poi morì. Le sue reliquie sono venerate oggi in terra romena. E’ festeggiato il 20 novembre.
******
Numerosissimi sono i santi della Chiesa Ortodossa Romena. Iniziamo da 3 sovrani, per poi passare a tutti gli altri:
SANTO STEFANO IL GRANDE
(Stefan cel Mare) voivoda di Moldavia
1457 – 2 luglio 1504
Stefan cel Mare (Stefano il Grande), figlio di Bogdan II, fu Voivoda di Moldavia, reso celebre dalla sua lunga resistenza all’Impero Ottomano. Con l'aiuto del principe di Valacchia Vlad III Tepes detto l’impalatore (conosciuto in occidente con il soprannome di Dracula), Stefano si assicurò il trono di moldavo nel 1457. Minacciato dai potenti paesi vicini, respinse gli invasori ungheresi nel 1467 ed invase la Valacchia nel 1471, per liberarla dal vassallaggio Ottomano.
Quando il sultano ottomano Maometto II attaccò la Moldavia, Stefano sconfisse gli invasori nei pressi di Vaslui nel 1475 ed a Valea Alba l’anno successivo. Cercò invano l’aiuto dalle potenze europee contro l’Impero Ottomano, ma la sua determinazione nel “tagliare il braccio destro ai pagani” gli valse gli appellativi di “Atleta di Cristo” e “Difensore della Cristianità” da parte del papa Sisto IV. Dopo il 1484 Stefano dovette contrastare non solo la minaccia Ottomana, ma anche i progetti polacchi ed ungheresi di spartizione della Moldavia, finchè nel 1503 concluse un accordo di pace con il sultano Beyazid II, che ne garantì l’indipendenza, in cambio di un tributo annuale. E’ festeggiato il 2 luglio.
SAN COSTANTINO BRANCOVEANU
******
voivoda di Valacchia, martire
Tirgoviste (Romania), 15 agosto 1654 – Costantinopoli (Turchia), 15 agosto 1714
Questo sovrano della Valacchia costituisce una delle più belle figure della storia cristiana di Romania, morto martire per mano dei turchi, insieme ai quattro figli maschi Costantin, Stefan, Radu, Matei e al dignitario di corte Ianachi Vacaresco.
Anche papa Giovanni Paolo II lo ha definito “martire”. E’ festeggiato il 15 agosto.
SAN NEAGOE BASARAB
voivoda di Valacchia
1481 – 1521
San Neagoe Basarab regnò sulla Valacchia, attuale regione della Romania meridionale, solamente dal 1512 al 1521 ed ebbe inoltre anche una vita molto breve: morì infatti all’età di soli quarant’anni. Suo bisavolo era il principe cristiano Mircea il Vecchio, difensore dell’identità cristiana della Romania e dell’intero continente europeo, allora minacciata dall’invasione turca. Il giovane Neagoe, figlio di Basarab il Giovane, nutriva una profonda fede e possedeva una grande intelligenza, unite ad un’evidente propensione per la teologia, la spiritualità e la morale sociale cristiana.
Orientò allora la politica sociale della sua nazione su principi cristiani e fu il primo principe-scrittore romeno, quale autore dell’opera “Gli insegnamenti del principe Neagoe Basarab a suo figlio Teodosio”, idea simile a quella già attuata alcuni secoli prima dal re ungherese Santo Stefano nei confronti di suo figlio Sant’Emerico.
Formatosi culturalmente e spiritualmente nel monastero di Bistrita, all’età si soli trent’anni Neagoe ascese al trono di Valacchia, quale voivoda, e decise di imitare nel suo nuovo alto compito l’esempio del giovane re Salomone presentato dalla Bibbia. Nel 1517 riuscì ad ottenere dal patriarca ecumenico di Costantinopoli la canonizzazione dell’patriarca San Nifone, metropolita di Valacchia, che era stato anche suo maestro.
Neagoe si attivò per coltivare la conoscenza della retta fede da parte dei suoi sudditi ed era inoltre solito ricordare loro come Dio solo disponga dei destini delle persone e delle nazioni. Si impegnò inoltre per persuadere l’impero ottomano che i romeni seguitassero la tradizione dei regni cristiani oppressi dai turchi e che proprio in Valacchia si trovasse la loro roccaforte. Il regno di Neagoe fu caratterizzato da un grande equilibrio, rivelatosi in buona misura il principale artefice dei successi conseguiti. Le sue azioni di governo, in particolare quelle volte ad incidere direttamente sulla vita dei sudditi, furono sempre improntate sul modello evangelico e dunque volte alla realizzazione di un mondo più giusto e confacente la volontà di Cristo.
L’opera del principe analizzò i concetti di dominio, governo, diplomazia e guerra, è può esserre a giusto titolo considerata una sorta di “Filocalia” dell’uomo politico, volta a suggerire al sovrano come poter meglio conseguire la purificazione e la perfezione cristiana nell’esercizio delle sue funzioni. Ispirata alle Sacre Scritture ed alle opere patristiche, quest’opera contribuì notevolmente ad accrescere il patrimonio culturale e spirituale romeno. La pietà popolare non esitò a riconoscere i valori umani e spirituali di questo sovrano e la Chiesa Ortodossa Romena lo considerò da sempre quale santo. Solo dopo la costituzione di un patriarcato nazionale e la fine della dittatura comunista, si poté finalmente procedere nel luglio 1992 alla sua ufficiale canonizzazione quale “difensore della fede”, insieme con i sovrani Stefan cel Mare di Moldavia e Costantin Brancoveanu di Valacchia.
******












Rispondi Citando











































