
Originariamente Scritto da
Funambolo
Orrori sessuali in famiglia: in cella venerdì 29 agosto 2008 (red.) Quattro cittadini romeni abitanti a Ospitaletto sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Chiari con l'accusa di avere picchiato e costretto ad avere rapporti sessuali un ragazzo di 23 anni, nipote di uno di loro. L'uomo è stato arrestato anche con l'accusa di aver costretto la propria figlia 13enne a un rapporto orale con lui.
Il protagonista principale di questa squallida vicenda di violenza famigliare e arretratezza culturale è un romeno di 34 anni residente a Ospitaletto. Si tratta di un pregiudicato specializzato in reati informatici con manipolazione di conti bancari e di carte di credito, che in questo periodo aveva dato ospitalità in casa propria a un nipote di 23 anni. Purtroppo da qualche tempo aveva iniziato a sospettare che il ragazzo avesse rapporti sessuali con sua figlia, una bambina di 13 anni che frequenta la locale scuola media. Così ha preparato una terribile vendetta.
Secondo l'accusa, l'uomo s'è messo d'accordo con alcuni suoi amici e connazionali, gente intorno ai 30 anni abituata a non andare tanto per il sottile. Mercoledì sera il gruppo di energumeni ha portato con una scusa il 23enne in un parco della città. Lì, durante una vera e propria notte dell'orrore, il ragazzo è stato minacciato e pestato perché "si dimenticasse" della cugina. Come estremo gesto d'umiliazione i quattro violenti hanno poi costretto il giovane ad avere un rapporto sessuale orale con tutti i membri del gruppo. Infine gli hanno urinato addosso.
Nel ricondurlo a Ospitaletto, il 23enne è stato ancora minacciato di morte se avesse raccontato in giro l'accaduto.
Ma il giovane non s'è fatto intimorire e ha denunciato il fatto alla locale caserma dei carabinieri. E un'analoga denuncia è arrivata poco dopo, quando la ragazzina ha confessato tra le lacrime alla madre di essere stata costretta con la violenza dal padre ad avere un raporto orale con lui nei giorni scorsi.
La donna ha subito accompagnato la piccola dai militari a denuncare l'accaduto, ennesimo squallido gesto di possesso basato sulla prevaricazione, retaggio di una società primitiva.
I carabinieri prima messo le manette ai polsi del 34enne e poi sono risaliti ai tre complici. Tutti sono finiti a Canton Mombello.