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Originariamente Scritto da
centropie
il benessere medio del mondo è in costante crescita e, nonostante rimangano ampie sacche di povertà da ridurre il più possibile, sono sempre di più le popolazioni che grazie al modello del mercato libero vedono crescere la propria ricchezza. Il problema non è il modello ma la mancanza di regole in alcune situazioni.
Ritenere che il valor di un bene sia legato alla quantità di lavoro necessario per produrlo è fuori da ogni schema applicabile.
Ma qualcuno crede realmente che esista il libero mercato, nella realtà dico ?
Mi potreste citare un solo esempio di libero mercato...
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Citazione:
Originariamente Scritto da
centropie
il tempo libero è individuale chi vuole lo ha, chi vuole lavorare 24 ore al giorno per "accumulare" ha il diritto di farlo.
La giustizia sociale (che non è appiattimento e uguaglianaza di classe e ricchezza imposta dall'alto, ma le pari opportunità in partenza) puà essere avvicinata (e come ogni situazione ideale mai ragigunta) ridistribuendo ricchezza lungo la catena produttiva di un bene, in base agli investimenti dei singoli e al rischio assunto da coloro che partecipano alla produzione di quel bene (e non alla quantità di lavoro). Ovviamente per ottenere questo servono regole precise che regolino il mercato, cosa che spesso manca.
le regole non mancano..... taciute e ben vincolanti..........
solo che le impone il più forte economicamente.......... . sia direttamente sia per l'intervento politico ...... generalmente corrotto o dalle sovvezioni o dalla propaganda adulterata.
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Originariamente Scritto da
El_Manta
Marx era un discreto economista che ha l'unico merito di aver previsto la crisi della macroeconomia del '29.
Per il resto...niente di che: io ho studiato economia all'università, ma Marx l'ho studiato solo in filosofia (al liceo...).
La sua teoria comunista non può stare in piedi nella realtà, e la storia lo dimostra. punto. non ci sono molte discussioni da fare
Infatti marx era un ignorante anche di economia ......
Egli non ha fatto altro che spiegare in termini economici e statistici una utopia religiosa che ha avuto molto successo perchè era alla base della cultura europea : il comunismo evangelico delle comunità benedettine del medioevo ! Ha strumentalizzato le statistiche e i dati economici della sua epoca per metterli al servizio come ultimo fine di un progetto politico di natura religiosa : la societa celeste degli eguali e giusti . Dalla sua parte ha trovato anche alcune teorie filosofiche come il darwinismo, spacciate tutte per roba scientifica : la legge della giungla e la lotta del più forte per sopravvivere . Ecco spiegata la grande fortuna di marx . Ma quando la sua utopia viene messa in pratica ,viene subito fuori la grande fregatura .
Ora, siccome il progetto religioso di società proposto dal vangelo si applica solo alla società religiosa , alla chiesa e non alla società civile e naturale , ecco che marx ha fatto una grande confusione e ha indotto all'alienazione religiosa tutti i suoi seguaci . Un conto è la giustizia sociale , infatti, e un conto è il comunismo dove non esiste economia .
Intanto , nonostante marx , l'ingiustizia sociale , continua a permanere e constatiamo che ancora si continua a proporre l'utopia del disastro .
La fortuna di marx la si deve molto , in parte , alla simpatia che ha trovato la sua idea di rivoluzione tra ricchie e poveri nel basso clero.
Un clero ignorante che però viveva fianco a fianco ,spesso, con le classi piu disagiate e povere e ne ascoltava i motivi di protesta .
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s@#01 s@#01
Citazione:
Originariamente Scritto da
apoliticos
Infatti marx era un ignorante anche di economia ......
Egli non ha fatto altro che spiegare in termini economici e statistici una utopia religiosa che ha avuto molto successo perchè era alla base della cultura europea : il comunismo evangelico delle comunità benedettine del medioevo ! Ha strumentalizzato le statistiche e i dati economici della sua epoca per metterli al servizio come ultimo fine di un progetto politico di natura religiosa : la societa celeste degli eguali e giusti . Dalla sua parte ha trovato anche alcune teorie filosofiche come il darwinismo, spacciate tutte per roba scientifica : la legge della giungla e la lotta del più forte per sopravvivere . Ecco spiegata la grande fortuna di marx . Ma quando la sua utopia viene messa in pratica ,viene subito fuori la grande fregatura .
Ora, siccome il progetto religioso di società proposto dal vangelo si applica solo alla società religiosa , alla chiesa e non alla società civile e naturale , ecco che marx ha fatto una grande confusione e ha indotto all'alienazione religiosa tutti i suoi seguaci . Un conto è la giustizia sociale , infatti, e un conto è il comunismo dove non esiste economia .
Intanto , nonostante marx , l'ingiustizia sociale , continua a permanere e constatiamo che ancora si continua a proporre l'utopia del disastro .
La fortuna di marx la si deve molto , in parte , alla simpatia che ha trovato la sua idea di rivoluzione tra ricchie e poveri nel basso clero.
Un clero ignorante che però viveva fianco a fianco ,spesso, con le classi piu disagiate e povere e ne ascoltava i motivi di protesta .
e infatti per farlo funzionare i chierici ortodossi hanno preteso la resituzione di tutti i beni e i tesori che il comunismo aveva loro espropriato
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Originariamente Scritto da
Gian_Maria
Lotta di classe di Beppe Grillo:
link.
Secondo Marx nella società capitalistica ci sono principalmente due classi, una composta di pochi privilegiati che possiedono e controllano, direttamente o indirettamente attraverso lo stato, i mezzi di vita (terre, materie prime, industrie, uffici, trasporti, informazione, ecc.),
anche nel marxismo REALE era cosi' ... solo che li i " pochi privilegiati che possiedono e controllano, direttamente o indirettamente attraverso lo stato, i mezzi di vita " ......si chiamavano " marxisti" ..:D
tornando al serio , dovrebbe essere innegabile che marx e' stato un ottimo analista economico e un pessimo profeta politico .
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Io non capisco una cosa: ma chi è stato a portare nel marxismo l'idea della rivoluzione violenta al posto della via democratica e "consapevole"? marx? lenin? stalin?
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Chi ha detto che la violenza è la levatrice della storia?
Fà un pò tu...
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Secondo me ci vuole il controllo politico dell'economia..che non significa scegliere tra nazismo o comunismo..ci potrebbe essere per esempio un liberalismo consapevole..sostenibile..
Il capitale al servizio della produzione di quelle merci che la politica reputerà non nocive..per esempio si potrebbe vietare la produzione di auto private a benzina..così il capitale investirà in auto elettriche..
Naturalmente ci sono delle resistenze da parte di chi non vuole essere regolato..ma in linea di principio penso che si possa conciliare liberalismo e benessere dell'umanità..a condizione che la politica sappia qual'è questo bene...e che lo faccia capire anche alla gente...
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Gian_Maria
Marx era per una società senza classi, senza stati, senza salari/stipendi, senza mercato, senza denaro. :rolleyes:
E chi decide allora, senza uno stato (o senza comunque un "ente programmatore" questi fattori?
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Originariamente Scritto da
Eyes Only
Io non capisco una cosa: ma chi è stato a portare nel marxismo l'idea della rivoluzione violenta al posto della via democratica e "consapevole"? marx? lenin? stalin?
Era ed è un'idea già introiettata da millenni nella cultura della gente comune.........
quando il potere e i suoi servi si impadroniscono di tutto e decidono di lasciare le maggioranze nella miseria la rivoluzione violenta trova il suo clima più adatto........
è per questo che il potere si circonda sempre di eserciti, polizie, scorte.... per difendersi quando i malcontenti sono poco numerosi,.,,,e che ovviamente diventano inutili quando il malcontento è più gemeralizzato.....