



Ha mai sentito parlare della Magna Grecia e dei suoi filosofi?
Lei sa dov'è nata la cultura occidentale, sa chi ha insgenato ai suoi avi a leggere e a scrivere?
Ha mai sentito nominare Zenone, Archimede, Pitagora, Cicerone, Campanella, Giordano Bruno (non il compagno di squadra di Maradona) , Giovanbasttista Vico, Gaetano Filangieri, Genovesi, coluic he per primo fondò la cattedra di economia politica...
ha notizie sui primati economici e sociali del Regno delle Due Sicilie durante il periodo in cui era governato dai Re Borbone, sa dirmi qualcosa sugli stabilimenti di Pietarsa, C/Mare di Stabia Mongiana e Ferdinanea etc etc, sa perchè e "grazie" a chi essi sono decaduti e poi falliti?
Sa cosa è successo nel 1860, allora mi faccia il piacere, si informi, STUDI e poi riparliamone...
oh grottesca caricatura di lombroso !
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Scusate non x essere OT ma volevo solo rispondere a questo post e chiudo con tutto quello che non abbia a che fare col titolo del thread.
In italia in gerene si conoscono i lati positivi di altre nazioni a nord di essa, e spesso anche troppo mitizzati. In inghilterra si sa`l efficienza sta` al sud, il resto se i problemi non arrivano a livello da uscire la notizia oltre confini, (i chavs sono una piaga, ma fin quando non ammazzano u centinaio di persone in 1 volta ...) si fa prima ad abituasi, tanto l inglese medio non e` un tipo che tende a lamentarsi, al contrario del tedesco che si lamenta troppo a volte anche x piccole sciocchezze , tant`e che se il bus arriva piu di una volta in ritardo (15-20 minuti) in ufficio arrivano cascate di telefonate (giustamente dico io) cosa che non succede a manchester dove (a parte in pieno centro della citta`) i 15 minuti di ritardo sono nella norma,e se il mezzo porta 30-40 minuti di ritardo arrivandone 2-3 contemporaneamente (puo succedere tipo 1 volta alla settimana), nessuno sembra esserne minimamente disturbato!
In italia invece ci si lamenta troppo e non succede nulla lo stesso, e poi colui che si lamenta alla fine non e` che contribuisce tanto. Tanto vale non lamentarsi allora! Fine.








Caro amico proveninte dalla città che diede il maggior numero di camicie zozze, nell'antico Regno di Napoli, cioè da Gaeta a Reggio, c'è chi si sta dando da fare per realizzare questo sogno, per spezzare le catene che i tuoi avi in camicia ci portarono 150 anni fa.
Forse noi moriremo schiavi, ma prima o poi torneremo liberi.
Intanto invito il giullare mio compatriota, che evidentemente ama portare le catene a leggere questo passo di Ferdinando Galiani, il quale evidenzia gli effetti della ritrovata indipendenza:
"Tra tutti gli amori terreni niuno certamente è più lodevole, più onesto, quanto quel della patria. E quantunque a ciascuno sembri la propria esserne la più iegna, e sola, senza divisione d'affetti, senza comparazioni, senza rivalità, l'onori e l'abbia in pregio e l'ami; pure, se fosse permesso tra questi doverosi amori far parallelo, niuna patria a noi ne pare tanto meritevole quanto Napoli, per chiunque ebbe in sorte il nascervi cittadino. Perché, siccome noi veggiamo che prediliggono i genitori con più giusta ragione di tenerezza quel fanciullo che bello, prospero, sano, vivace, docile sopra gli altri si palesa, chi negherà a Napoli aa stupenda bellezza di situazione, la salubrità dell'aere, l'amenità del cielo, la dolcezza quasi perpetua delle stagioni, una sembianza ridente, una quasi docilità Degli elementi e nel clima? A tanta dote di bellezza si aggiunge la fecondità della terra, il delicato sapore dell'erbe e de' frutti, l'abbondanza della pescagione, la copia fonti di limpidissime e saluberrime acque, la più perfetta qualità di materiali per gli edifizi sia de' muri o
delle vòlte o de' lastrichi, la disposizione infine d'un sicurissimo porto, d'un nobilissimo cratere, di variati e tutti vaghissimi contorni. E quasi di tanti doni non fosse stata sazia la natura, violando incredibilmente le sue leggi stesse e intervertendo gli ordini suoi, vedesi, non per odio ed in pena, ma per colmo de' suoi favori, averle donato un volcano per delizia, le fiammeggianti eruzioni per vago spettacolo , le mofete per divertimento degli uomini, col solo rischio o spavento de' cani.
Ma siccome, traila numerosa e diletta prole, naturalmente i teneri genitori accendonsi di maggior passione verso quello che tra tutti abbia più occupate le loro cure con lunghe e non meritate malattie o sciagure, onde la di lui felice naturai costituzione sia stata tormentata e gran tempo afflitta, cosi crescer deve in noi la premura per questa nostra bellissima patria, la quale per due secoli intieri fu, senza suo demerito, senza suo fallo, per sola concatenazione del fato politico dell'Europa, costante bersaglio dell'avversa fortuna. Spogliata de' suoi naturali re, esposta per superstiziosa ostinazione al rifiuto d'ogni pace, e quindi alle perpetue ostilità de' maomettani, mentre restava sprovveduta di forze da difendersene, vide le sue marine tutte saccheggiate, bruciate, e gl'indifesi abitatori condotti in servitù. Vide le interiori provincie assassinate da enormi squadre di fuorusciti; i popoli oppressi da' baroni; ne' baroni alimentate con insidioso artifizio di sciagurata politica le discordie e i rancori; l'universalità tenuta con eguai perfida arte nella povertà, nell'ignoranza e nella superstizione; negletti i pubblici edifizi; avvraversato il commercio; perseguitate le lettere; premiata e tratta in trionfo l'ipocrisia chiericchuta e la non men nefanda sorella sua, l'ipocrisia togata; un governo viceregnale negligente e tumul-tuario, sempre spinto da accecanti urgenze, non mai regolato da avveduta lontana previdenza; ordini da aspettarsi tardi e da lontano da una corte sconcertata; conto di condotta non mai reso con altro che col farsi veder ritornato alla corte; una catena di calamità, seguela di questa orribile situazione; le più nobili antiche famiglie spogliate e sbandite per sospetti di affezione ai loro antichi naturali sovrani; la fede e la memoria verso di essi Incoiata ne' popoli per fellonia; attribuiti a caparbietà e genio tumultuoso de' popoli il naturale scoppio sotto la rapacità e crudeltà de' governanti; il Santuffizio tentato stabilire col corteggio de' suoi orrori, non per zelo di religione ma per fraude di politica sospettosa; l'estravasazione di quasi tutta la moneta; il tosamento o l'alterazione legale del valor di quella poca che restò; desertati i campi, perpetue carestie nel più fecondo di tutti i suoli; forzato alla ribellione il più gaio, il più placido, il più sofferente di tutti i popoli; e, per corona di tutto, lasciato distruggere da crudelissima peste il popolo il più buono ed il più innocente. Ecco l'orribile e purtroppo verace ritratto e compendio di tutta la nostra brutta e dolente istoria a cominciar dal 1502 e terminare al 1734 . Chi sarà cosi insensato cittadino che non senta lacerarsi il cuore per interna pietà verso una patria che fu tanto bella e che fu tanto immeritamente sventurata?
S'egli è poi vero che allora rinasce e cresce altamente l'affetto verso quella prole che sofferse disgrazie, quando vedesi che le naturali forze, superando ormai quelle de' morbi, promettono ed ispirano dolce fiducia di perfetta guarigione e ritorno alla pristina floridezza e beltà: qual non dovrà esser, più che presso tutte le nazioni, il patriotico zelo in noi, che da quaranta anni in qua ne veggiamo cangiato in tutto il reo tenor della sorte? Ricuperati i suoi sovrani benefici e clementissimi; conclusa e sostenuta la pace cogli Ottomanni; resa legge di Stato eterna e scritta in marmo l'abolizione del Santuffizio; espulsa l'ipocrisia; ristorato il commercio; fondate università, collegi, accademie; rifatte le pubbliche vie; riaperti gloriosamente i celebri porti; tutto annunziare la prosperità, la calma, l'opulenza, l'allegria. Si. Abbiasi il consuolo di dirlo: in molte parti è già non solo riacquistata ma sorpassata l'antica nostra felicità; in altre o non cediamo più o siamo non lontani dal ricuperarla. ...continua...."
Dalla prefazione di Ferdinando Galiani alla sua opera Del Dialetto Napoletano, 1779
Blob vintun, liegg e loc e 'o post e fa chiacchiere ratt ra fà p'a Terra toja!



