
Originariamente Scritto da
blob21
di Gian Antonio Stella.
Clemente XII ,nella Napoli di oggi ,si sarebbe leccato le dita.Se nel capoluogo campano e nella sua provincia sono in allarme,giustamente,per i 75 omicidi da gennaio ad oggi(media annuale di un delitto ogni 33.466 abitanti),cosa avrebbe dovuto dire lui?
Sotto il suo pontificato(1758-1769)racconta Gaetano Moroni,autore di un dizionario storico-ecclesiastico in 109 volumi,vennero registrati nella sola Roma 4mila omicidi.
Fatti i conti ,dato che la città allora aveva circa 160mila abitanti,ed era infestata in media da 363 omicidi l’anno,c’era un delitto ogni 441 anime.Media 75 volte più spaventosa di quella partenopea di oggi.
Dirà qualcuno : i numeri di un barbiere!Cert,Moroni quello faceva prima di darsi alla cronaca : il ragazzo spazzola.Ma i numeri non sono poi abissalmente diversi da quelli riportati da Silvio Negro in “Seconda Roma”.
Dove scriveva che dal 1850 al 1852 ,quando la città aveva ancora più o meno la stessa popolazione ,furono contati 247 omicidi in due anni.
Fate i calcoli : un ammazzato l’anno ogni 1290 abitanti.
Direte : la Roma del Papa Re!Val dunque la pena di rileggere ciò che Giacomo Leopardi scriveva al padre e alla sorella Paolina del suo soggiorno nel 1826 a Bologna “Ho preso il partito di non andare mai di notte se non per le strade e i luoghi più frequentati.Ho cura di portare sempre denaro addosso,perchè l’usanza è che se non ti trovano denaro,ti ammazzano senza complimenti”.
Esattamente quello che fanno oggi i neyorchesi se proprio devono attraversare di notte il Central Park.
Questa era l’Italia di una volta,un Paese che,a dispetto di chi strilla oggi che “mai si era visto prima tanto sangue”(magari associando la violenza all’ invasione di marocchini e albanesi)era molto più violento di oggi.
Dicono le statistiche che nel 1881 c’erano in Italia 16,8 omicidi l’anno ogni 100 abitanti.Una quota che si impennava a 22,7 nel distretto giudiziario di Catania,a 23.6 in quello dell’Aquila,a 27.2 in quello di Napoli,a 31.2 in quello di Catanzaro,a 32.5 in quello di Cagliari e a un terrificante 46.9 in quello di Palermo.
Una media che ,fatti i rapporti con la popolazione attuale ci farebbe assistere oggi,da Vipiteno a Lampedusa a 9.593 omicidi l’anno.Ne abbiamo avuti mediamente,dal 2001 in qua ,685. : 14 volte in meno.
Per non parlare delle svolte radicali fatte segnare da alcune regioni ,su tutte la Sardegna.Dove,ogni centomila abitanti,il numero dei morti ammazzati è sceso in un secolo da 32.5 a 1.9
Insomma,dire che certe città sono irrecuperabili ,come si è letto in questi giorni a proposito di Napoli,non è solo una pugnalata a chi ci prova,a mettere un freno alla violenza : è una stupidaggine.
E non solo perchè la capitale campana aveva registrato momenti peggiori : 284 omicidi nel 1982,258 nel 1991 o 134 nel 2004.
La storia ha dimostrato che le svolte possono essere radicali.E anche rapide ,se hai la volontà ,il coraggio ,la forza di scelte dure.
Ma ve li ricordate i numeri di New York,fino a qualche anno fa?
Nel ‘67 gli omicidi erano stati 746 nel ‘77 erano saliti a 1.557,nel 1987 si erano impennati a 1.691.
Fatti i conti : uno ogni 8.729 abitanti,contro l’uno ogni 33mila abitanti della Napoli di oggi.
Una situazione molto più cancerosa di quella napoletana di oggi