scienze

Quell’odore di gas
Maurizio Blondet
10/01/2007
A causa di un forte odore di gas sono stati evacuati diversi edifici di Manhattan, a New YorkSTATI UNITI - Le grandi navi che trasportano gas di petrolio liquefatto (GPL) sono ovviamente piene di sensori che rilevano ogni minima fuga di gas, per ragioni di sicurezza.
Ora, da mesi, i comandanti di queste navi segnalano un aumento rilevante dei falsi allarmi scatenati da questi sensori.
Ma il gas non sfugge dai contenitori sferici e sotto pressione delle navi; proviene invece dalle profondità marine.
Le placche continentali stanno liberando grandi quantità di metano, intrappolato da millenni nei fanghi abissali dove si è sviluppato per la decomposizione dei materiali organici marini (il cattivo odore è dovuto infatti ai componenti solforici causati dalle marcescenze), perché le acque oceaniche si riscaldano.
La marineria americana ha identificato una delle fonti maggiori di questa titanica «fuga di gas» nell’Hudson Submarine Canyon, che si estende per 600 chilometri nell’Atlantico, tra il porto di New York e il New Jersey.
Una fuga simile è rilevata nel canale di Santa Barbara, al largo della California.



Potrebbe essere questa la causa dell’inquietante odore di gas che ha allarmato l’intera popolazione di New York nei giorni scorsi, facendo temere una grave fuga del gas di città.
I vigili del fuoco non hanno trovato nulla di tecnicamente guasto nelle condutture; e il puzzo ha coperto una zona estesissima, da Manhattan a Brooklyn, da Jersey City a Newark.
Un fenomeno simile si era verificato l’agosto scorso, al punto che persone intossicate sono state ricoverate a Staten Island e nel Queens.
Intanto a Washington sono fioriti i ciliegi che rendono bella - di solito ad aprile - la capitale.
Ne dà notizia l’amico Wayne Madsen.
Il metano liberato nell’atmosfera accelera per sé il riscaldamento climatico; è infatti dieci volte più efficace dell’ossido di carbonio nel determinare l’effetto-serra.



Converrà notare che tale effetto favorisce la crescita dei vegetali.
«Il quinto angelo suonò la sua tromba. Egli aprì la voragine dell’Abisso, e da essa salì un fumo come il fumo di una grande fornace; il sole e l’aria si offuscarono per il fumo della voragine. Dal fumo vennero le cavallette; fu dato loro un potere simile a quello degli scorpioni terrestri, ma fu loro ingiunto di non far danno né ad erba né a pianta né ad albero alcuno, ma solo agli uomini che non avessero sulla fronte il sigillo di Dio». (Apocalisse, 9, 1-4).





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