Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Intersessuali parliamone.....

    ke kakkio sono secondo voi?
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  2. #2
    Re del Fondoscala
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    uno strunz

  3. #3
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    quelliche hanno come modello erotico ideale adriano

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    quelliche hanno come modello erotico ideale adriano
    chi?
    Addio Tomàs
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  5. #5
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    Un bebè ogni 5mila nasce con i genitali di entrambi i sessi
    Troviamo una soluzione al problema delle/degli Intersex
    Vladimir Luxuria

    Liberazione 25 maggio 2006

    Secondo Sigmund Freud una delle prime domande che si fa una persona incontrando un’altra è «E’ maschio o femmina?». Molti ricorderanno la scena del recente film "Transamerica" in cui una bambina guardando la trans in un fast-food chiede alla mamma «E’ maschio o femmina?». In una cultura dualistica della sessualità, ognuno vuole collocare l’altro nelle due uniche categorie insegnate, ovvero l’essere o uomini o donne. Il dualismo sessuale necessita l’opposizione "o", non contempla la congiunzione "e", cioè sia maschi sia femmine. In inglese quando qualcuno nasce si chiede «Is it a boy or a girl?», c’è il pronome neutro "it" che riconosce una fase di mancata attribuzione sessuale. Oggi con le moderne tecniche è possibile conoscere il sesso del feto prima della nascita, una volta lo si sapeva solo al momento del parto, la previsione del sesso era affidata solo a usanze popolari tipo il movimento della catenina d’oro fatta oscillare o la rotondità della pancia materna.

    Non so quanti sanno che nascono creature dal genere biologico non definito, esseri considerati dei "malati" la cui patologia è definita con l’acronimo "Dsd" (Disordine della differenzazione sessuale). Cosa accade? Succede che tali creature abbiano degli organi genitali esterni sia maschili sia femminili, sono maschi "e" femmine. In Italia in particolare ogni anno nascono 150 bambini-bambine, una media di 1 su 5mila nati secondo i dati di un recente congresso sull’argomento tenutosi a Roma. Esistono varie definizioni: "middlesex" o "intersex", tradotto in italiano con "intersessuali". L’intersessuale è diverso dal transgender, dove c’è l’esigenza di concordare la propria identità interiore psico-emotiva al sesso biologico quando non c’è corrispondenza.

    Nel caso delle intersex (userò maschile e femminile in maniera discrezionale) c’è un problema di attribuzione del sesso, qualcosa che ricorda gli interminabili dibattiti teologici nell’antichità sull’attribuzione del sesso degli angeli. I casi possono essere tanti: si può trattare di "pseudo-ermafroditismo femminile", ovvero un clitoride ipertrofico che sembra un piccolo pene (il simbolo è il fiore dell’orchidea), mentre in quello di tipo maschile i genitali esterni non sono sufficientemente sviluppati.

    Diffusa è anche la cosiddetta "sindrome di Morris", più tecnicamente conosciuta come la sindrome da "Insensibilità periferica degli androgeni": è una rara varietà genetica (e non difetto come sostiene qualcuno) per la quale una persona è anatomicamente, psicologicamente, legalmente e socialmente "donna" ma la carta di identità delle sue cellule è al maschile. Ogni persona nasce con due cromosomi sessuali ereditati dai genitori (XX per le femmine, XY per i maschietti); nella sindrome di Morris pur avendo un XY, cioè uno stampo e destino maschile, nelle prime otto settimane l’embrione può sviluppare entrambi i sistemi riproduttivi e diventare insensibile all’effetto degli ormoni maschili, dunque il feto si sviluppa esternamente da bambina. Quando nasce e cresce durante la fase della pubertà le mestruazioni non arrivano, non si possono avere figli. In Inghilterra generalmente i dottori informano la persona del proprio passato genetico, mentre in Italia spesso non lo si fa, la stessa cosa che accade quando una persona ha una malattia gravissima. Chi ha tale sindrome (anche se la parola "sindrome" mi sembra troppo offensiva) è una femmina ma non ha utero e ovaie. In tutti questi casi di "Intersex" i medici con i genitori tendono a "mascolinizzare" o a "femminilizzare" quel "baby" senza sesso, quel pronome "it".

    In Italia ci sono tre centri specializzati che avrebbero bisogno di maggiori risorse finanziarie in quanto servizio di sanità pubblica: il "San Camillo" di Roma, il "San Raffaele" di Milano e il "Sant’Orsola" di Bologna. Una equipe di genetisti, pediatri, urologi, psicologi, medici legali in accordo con i genitori dell’intersessuale, decidono di attribuire questo o quel sesso, spesso anche in base ai "desiderata" della famiglia. Poiché esiste un vuoto legislativo sulla materia e ancora tanta ignoranza in Italia la legge impone che il "baby" non può uscire dall’ospedale senza che non abbia un sesso dichiarato e deciso sulla sua pelle. Ma spesso ci si sbaglia e per la nuova riassegnazione del sesso deve intervenire il Tribunale dei Minori. Si arriva al paradosso che ci sono casi di imposte femmine che si scoprono maschi e fanno causa agli stessi genitori.

    In Europa si sta lavorando alla definizione di linee guida da proporre agli Stati membri della Comunità europea, e credo che anche il nostro governo dovrebbe adeguarsi. In particolare io proporrò che non ci sia l’imposizione attributiva sessuale ma che si aspetti la crescita e si dia al diretto/a interessato/a la possibilità di decidere per sé. E’ la stessa richiesta che viene avanzata in Nord-America dalla "Intersex Society" fondata nel 1993, un’associazione che fornisce assistenza ai "middlesex" e ai genitori, fornisce servizi assicurativi, informativi e legali. La nostra società è ossessionata a tal punto dal dualismo sessuale che l’imposizione sembra la soluzione migliore. Si tratta di "varianti" della natura non di esseri "contro-natura", sono baby che nascono con quella fase di convivenza dei generi che caratterizza tutti noi nella fase embrionale. Sebbene molti studi psicologi e antropologici cercano di confutare l’idea dell’innatismo sessuale (l’idea per la quale noi "siamo" di un orientamento sessuale o identità di genere, non lo "diventiamo") credo che anche queste "varianti" dimostrano che la natura non è monotematica e che questo sgombra il campo da tutti i tentativi di correzione o di colpa.
    Addio Tomàs
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  6. #6
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    LGBT

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Vai a: Navigazione, cerca
    LGBT (o GLBT) è un acronimo utilizzato come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender (Transessuali). È considerato meno controverso del termine queer o lesbogay.
    Indice


    //
    Storia

    Fino alla rivoluzione sessuale degli anni '60 non c'erano termini generalmente conosciuti per descrivere gli appartenenti a questi gruppi che non avessero un significato spregiativo (ad esempio sodomiti). Con l'organizzazione delle persone per i propri diritti sessuali si è avuto bisogno di un termine che esprimesse chi fossero in un modo positivo.
    Il primo termine utilizzato, omosessuale (opposto ad eterosessuale), prese un'accezione troppo negativa e fu sostituito dall'americano "Gay". Quando le lesbiche hanno forgiato la loro propria identità, i termini Gay e Lesbica sono diventati più comuni.
    Il termine LGTB è stato sempre più comune dalla metà degli anni '90 sino ad oggi, è divenuto così tradizionale che è stato adottato dalla maggior parte dei centri di communità per lesbiche, gay, bisessuali, e transgender e dalla stampa gay nella maggior parte delle nazioni dove si parla inglese. Nell'ottobre 2004, la compagnia mass media PlanetOut Inc., che possiede i domini PlanetOut.com e Gay.com, ha scelto LGBT come suo ticker symbol quando è stato elencato sullo scambio del NASDAQ dopo un IPO di successo. Fin qui è rimasto principalmente un termine scritto, piuttosto che un termine di conversazione.

    Varianti

    Esistono molte varianti, incluse variazioni che hanno un ordine diverso delle lettere, ma LGBT è l'acronimo più comune ed è uno dei più accettati nell'uso corrente. Quando i transgender non sono inclusi nel riferimento il termine viene abbreviato in LGB. Si potrebbe, inoltre, anche aggiungere due Q per queer e questioning (qualche volta abbreviato con un punto interrogativo) (LGBTQ, LGBTQQ); altre varianti sono diventate LGBU, dove U sta per "unsure" (insicuro), e I per intersex (LGBTI), un'altra variante è T per transessuale (LGBTT), un'altra è T (o TS o il numero 2) per persone con Two-Spirit (due spiriti), e una A per straight allies (LGBTA). Una sua forma completa è LGBTTTIQQA, sebbene sia molto raro. La rivista Anything That Moves ha coniato l'acronimo FABGLITTER (da Fetish, Allies, Bisessuale, Gay, Lesbica, Intersex, Transgender, Transexual Engendering Revolution (rivoluzione del genere transessuale). Il termine non è entrato, comunque, nell'uso comune.
    I termini transessuale e intersex sono stati considerati da un certo numero di persone unificabili tramite la descrizione del termine transgender, anche se molti transessuali e intersex obbiettano (entrambi per diverse ragioni). Le organizzazioni Gay-Straight Alliance (GSA) utilizzano spesso l'acronimo LGBTQA per LGBT—questioning e allies.

    Controversie

    In ogni modo, LGBT non è un termine non-controverso. Per esempio, alcuni transgender e transessuali non gradiscono il termine LGBT perché essi non credono che la loro causa sia la stessa degli LGB; essi possono anche obbiettare quando un'organizzazione aggiunge una T al loro acronimo quando il livello di servizio che essi attualmente offrono per la gente trans è discutibile. Ci sono anche persone LGB che non gradiscono la T per le stesse o simili ragioni.
    In modo simile, alcuni intersex vogliono essere inclusi nei gruppi degli LGBT e preferirebbero l'acronimo LGBTI; altri, piuttosto, insistono che non sono una parte della comunità LGBT e non vorrebbero che vengano inclusi nell'acronimo.
    Molti transessuali, transgender e intersex credono che una distinzione dovrebbe essere fatta tra l'orientamento sessuale e l'identità del genere sessuale. GLB riguarda la prima, TTI la seconda.
    Molte persone hanno cercato un termine generico per sostituire l'acronimo. Sono state provate parole come "queer" e "rainbow" (arcobaleno) ma non sono state adottate dalla maggior parte. "Queer" per la gente non-giovane ha molte connotazioni negative, essi ricordano la parola come un insulto e una derisione. "Rainbow" ha connotazioni che richiamano gli hippy, movimenti New Age e politici (Rainbow Coalition di Jesse Jackson).



    Collegamenti esterni

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/LGBT"
    Categorie: Acronimi | LGBT
    Addio Tomàs
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  7. #7
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    io invece dico froggi....
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