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Discussione: Giuseppe Garibaldi

  1. #61
    Ante Pavelic
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    Predefinito garibaldo delinquente

    Da "The voice of Russia"

    You are at: www.ruvr.ru / Il bicentenario di Garibaldi
    Garibaldi conquista Napoli capitale — Fabio Calzavara


    Le opinioni dei nostri ascoltatori non sempre coincidano con le nostre



    Garibaldi entrò a Napoli il 7 Settembre 1860, appena 17 giorni dopo essere sbarcato in Calabria, seduto comodamente in treno, senza sparare un colpo, con pochi uomini al seguito (il resto delle camicie rosse giunsero due giorni dopo, il 9 Settembre); dopo l’arrivo alla stazione si formò un corteo di dieci carrozze che attraversò la Capitale.
    Un severo giudizio sulla “grandezza militare“ della spedizione del Nizzardo fu espresso anche da uomini che avevano condiviso con lui l’impresa, come Maxime Du Camp che parlò di “passeggiata militare, stancante è vero, ma senza rischio alcuno“ e di Agostino Bertani che le definì “facili vittorie ” causando l’ira di Garibaldi nelle sue memorie.
    Il Generale quindi fece un discorso, prese alloggio a palazzo d’Angri del principe Doria e, per ingraziarsi la popolazione, rese omaggio al patrono di Napoli, proprio lui che ostentava un feroce anticlericalismo che lo portò, successivamente, a definire le reliquie di San Gennaro “umiliante composizione chimica”.
    Egli formò immediatamente un suo governo dittatoriale con a capo Liborio Romano, gia’ appartenente alla Carboneria e precedente ministro del Re di Napoli Francesco II e, come primo atto, cedette la poderosa flotta da guerra meridionale (circa 100 navi e 786 cannoni) al Piemonte; alle più grandi fu subito cambiato il nome: il “Monarca” divenne “Re Galantuomo”, la “Borbone” divenne “Garibaldi”;
    Con i frutti del saccheggio del Tesoro di Stato e del Banco di Napoli furono elargiti finanziamenti, rimborsi e ricompense “in parola” e decretate svariate e lucrose pensioni vitalizie: ai vertici della Camorra, di cui la prima beneficiaria fu Marianna De Crescenzo [detta la Sangiovannara] sorella di Salvatore che era il capo assoluto della malavita e che aveva garantito l’ordine pubblico a Napoli dietro l’incarico del ministro Liborio Romano; una congrua pensione venne assegnata anche alla famiglia di Agesilao Milano, il mancato regicida di Ferdinando II nel 1856, definito “eroe senza esempio tra antichi e moderni, superiore a Scevola”.
    Ai garibaldini furono riconosciuti speciali avanzamenti di gradi: fu nominato 1 ufficiale ogni 4 soldati (mentre il rapporto doveva essere 1 a 20), cosicche’ oltre al maggiore esborso si ebbero 800 comandanti garibaldini che non prestavano alcun servizio perche’ non avevano nessun soldato agli ordini, ma percependo egualmente il soldo.
    Nei rapporti dell’ambasciatore inglese a Napoli, a quel tempo, Sir Elliot, certamente non filoborbonico, si legge: “In realtà le condizioni del paese sono le peggiori immaginabili. Tutti i vecchi soprusi continuano, a volte esagerati dai nuovi funzionari, i quali gettano in carcere la gente o la fanno fustigare per il minimo sospetto, per il più lieve indizio di cattiva condotta politica, mentre i veri crimini rimangono affatto impunit i… c’è una spiccata inclinazione ad accaparrarsi le proprietà altrui”
    Perfino nel rendiconto che il rivoluzionario La Farina manda, il 12 gennaio 1861, a Carlo Pisano si legge: “Impieghi tripli e quadrupli di quanto richieda il pubblico servizio … cumulo di quattro o cinque impieghi in una medesima persona … ragguardevoli offici a minorenni … pensioni senza titolo a mogli, sorelle, cognate di sedicenti patrioti“.
    Lo stesso scrive all’amico Ausonio Franchi: “i ladri, gli evasi dalle galere, i saccheggiatori e gli assassini, amnistiati da Garibaldi, pensionati da Crispi e da Mordini, sono introdotti né carabinieri, negli agenti di sicurezza, nelle guardie di finanza e fino nei ministeri“
    Insomma la conquista militare del Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia venne accompagnata da innumerevoli episodi di soprusi, violenze e ruberie, compiuti talvolta dalle soldataglie sabaude ma molto piu’ spesso dai garibaldini e dal loro stesso comandante.
    Un esempio tra i molti: una volta conquistata Napoli, Garibaldi fece subito assaggiare il nuovo ordine “democratico”: fece sparare sugli operai di Pietrarsa, perche’ si opponevano allo smantellamento delle nuove officine metalmeccaniche e siderurgiche fatte costruire dall''arretrata' amministrazione borbonica.
    Lo stesso re Vittorio Emanuele scrisse (in francese) al Cavour :"… come avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene, siatene certo, questo personaggio non è affatto docile, né cosí onesto come lo si dipinge e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto, come prova l'affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso qui, ad esempio l'infame furto di tutto il danaro dell'erario, è da attribuirsi interamente a lui che s'è circondato di canaglie, ne ha eseguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una situazione spaventosa".

    D’altronde il buon Garibaldi aveva dato altre opportunita’ di critica, un paio delle quali sono riportate da documenti del Banco di Napoli e dal Monte dei Paschi :
    Lo stesso Garibaldi si dimostro’, in futuro, insolvente con le Banche ed evasore con il Fisco: chiese un prestito al Banco di Napoli per suo figlio Menotti l’equivalente di un miliardo e mezzo delle nostre vecchie Lire ma quest’ultimo non rimborso’ nemmeno il mutuo” la Banca si fece avanti col padre, il quale rispose: “Ma che volete voi? Io vi ho liberati, sono stato anche Dittatore (Capo del Governo Provvisorio ndr.) e voi pretendete anche che vi restituisca il prestito!).

    Dal Monte dei Paschi di Siena invece viene riportato il rapporto di Giuseppe Garibaldi con il Fisco: “Signor Esattore, mi trovo nell’impossibilita’ di pagare le tasse. Lo faro’ appena possibile. Distinti saluti”. Punto e basta, segue la sua firma.
    (il credito non risulta piu’ pagato)

    Ultimata la conquista del Regno delle Due Sicilie Garibaldi fu insignito a Torino nel 1862 del massimo grado della Massoneria, il 33°gr,. ricevuto, la suprema carica di Gran Hierofante del Rito Egiziano del Menphis-Misraim nel 1881.
    Il Grande Oriente di Palermo gli aveva conferito tutti i gradi dal 4° al 33° ed a condurre il rito fu mandato Francesco Crispi (il futuro Primo Ministro del Regno) accompagnato da altri cinque framassoni.


    Venezia/Mosca 22 Luglio 2007 Fabio Calzavara

  2. #62
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    Citazione Originariamente Scritto da Soldato del Re Visualizza Messaggio
    "Con un Re come Vittorio Emanuele II anche io sono monarchico!"
    In effetti Vittorio Emanuele II e` stato un grande re

  3. #63
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    Grandissimi personaggi come Garibaldi e Mazzini andrebbero ricordati sempre.
    Grazie Garibaldi, grazie Mazzini, grazie Mameli

  4. #64
    roberto m
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    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Grandissimi personaggi come Garibaldi e Mazzini andrebbero ricordati sempre.
    Grazie Garibaldi, grazie Mazzini, grazie Mameli
    Cavour invece che contrariamente a Mazzini fece qualcosa di concreto come unificare l'Italia (il vero artefice fu lui) lo dimentichiamo? Io includerei anche Napoleone III: senza l'appoggio della Francia col cavolo che avremmo battuto l'Austria a Solferino

  5. #65
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m Visualizza Messaggio
    Cavour invece che contrariamente a Mazzini fece qualcosa di concreto come unificare l'Italia (il vero artefice fu lui) lo dimentichiamo? Io includerei anche Napoleone III: senza l'appoggio della Francia col cavolo che avremmo battuto l'Austria a Solferino
    Certamente per quanto riguarda l'unita` d'Italia sono grato anche a Cavour e a Napoleone III

  6. #66
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da danny78 Visualizza Messaggio
    GIUSEPPE GARIBALDI

    Il 4 Luglio 1807 nasceva l'uomo che avrebbe "fatto" l'Italia. Come Ministro del Governo propongo di creare una Iniziativa per festeggiare il nostro Padre della Patria. Chiedo che il 4 Luglio sia proclamata "Giornata Garibaldina".

    Proporrei altresì il 10 Marzo come giornata in ricordo di Giuseppe Mazzini, altro Padre della Patria fondamentale per la storia di questo Paese.

    Durante le giornate dedicate, propongo siano attivate iniziative e dibattiti sul Risorgimento con ritratti dei personaggi suddetti.
    ma chi, quel negriero e assassino ?

  7. #67
    roberto m
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    la differenza tra Garibaldi e Mazzini fu che il primo fu uomo d'azione e si rese conto che solo mettendosi al servizio della monarchia avrebbe potuto raggiungere l'unità d'Italia mentre Mazzini fu un bravo demagogo, un filosofo che rimase sempre in una sfera teorica e filosofica, fu la RSI e poi la repubblica italiana che lo rivalutarono, intanto nessuno rivaluta Cavour e Re Vittorio Emanuele II che furono i finanzitaori e i fautori del risorgimento

  8. #68
    the dark knight's return
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    secondo me non li rivaluta nessuno perchè son parecchi scomodi

  9. #69
    roberto m
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    la repubblica negli ultimi 60 anni ha costruito una sua storia e tutti i vari intellettuali vanno dietro a questa verità artificiale, troopo scomodo ammettere che i Savoia hanno ridato dignità di nazione unita all'Italia dopo 1500 anni (caduta dell'impero Romano)

  10. #70
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    Garibaldi in Blue-jeans



    Il Blue-Jeans è un pantalone confezionato con tela grezza che un tempo era riservato esclusivamente ai lavoratori ed oggi è un capo di vestiario di uso comune. Il nome inglese viene fatto derivare, secondo alcuni, da una derivazione del termine Blue de Genes, appellativo con cui veniva indicato un tipo di tela blu usata per confezionare le vele delle navi e per coprire le merci. Secondo altre versione, i pratici e resistenti "calzoni da lavoro" erano in tempi remoti cuciti con tela di di color indaco (poi Denim) ed erano indossati dai marinai genovesi. La storia racconta come Giuseppe Garibaldi, che già era stato un marinaio, nella battaglia di Marsala indossasse - come molti dei suoi garibaldini - un paio di jeans. La primogenitura in fatto di fabbricazione dei blue-jeans viene rivendicata - con un certo malcelato orgoglio - dalla città di Genova. E non a caso, proprio nel capolugo ligure nel novembre 2004 è stato realizzato un pantalone blu di Genova con dimensioni da Guinness dei primati: misura infatti 18 metri. Confezionato con seicento paia di vecchi jeans ed issato - come moderno totem - su un'alta gru del Porto antico, è stato disegnato dagli studenti del liceo artistico Barabino e realizzato da quelli dell'Istituto professionale Duchessa di Galliera.
    tratto da http://www.giuseppegaribaldi.info/ga...lue_jeans.html

 

 
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