Vicenza: il governo non si oppone. Pdci: siamo delusi
Ufficio Stampa
Roma 17 gennaio 2007
Base di Vicenza: il governo non si oppone. Con questa formula Prodi ha annunciato la decisione del governo, che di fatto si uniforma alle scelte ed alle promesse fatte dal governo Berlusconi all’amministrazione americana. Si tratta di un duro colpo alla popolazione vicentina e a quanti avevano sperato in una inversione di tendenza nella nostra politica estera e quindi anche nella gestione della basi americane in Italia. Oliviero Diliberto, intervenendo a caldo alla notizia, ha dichiarato: “Sono molto deluso, molto dispiaciuto. Posso capire i problemi di Prodi, ma non condivido assolutamente la decisione del governo sull'ampliamento della base Usa a Vicenza. A questo punto chiedo a maggior ragione il coinvolgimento della popolazione e che si faccia subito il referendum”.
BASE VICENZA: PDCI, MALE PRODI; MOBILITAZIONE NAZIONALE
"Serve una mobilitazione nazionale contro le basi Usa: Italia ed Europa siano adulte e libere: Prodi ha fatto male a dare il via libera ad una postazione USA direttamente funzionale alla guerra di Bush". Questa la posizione del Pdci, espressa dal responsabile esteri del partito, Jacopo Venier, sulla decisione del Governo di autorizzare l'ampliamento della base Usa di Vicenza. "La lotta della Citta' di Vicenza contro la trasformazione dell'areoporto in una base di guerra - dice Venier - dimostra che sta crescendo nel nostro paese, ben oltre i confini tradizionali della sinistra, l'insofferenza per l'arroganza degli USA e la richiesta alla politica di difendere la sovranita' e la dignita' nazionale". "Male ha fatto Prodi - aggiunge - a dare il via libera ad una postazione USA direttamente funzionale alla guerra di Bush e quindi contraddittoria con la nuova politica estera italiana. Serve una mobilitazione unitaria nazionale di tutti coloro che si oppongono alle basi Nato e USA - continua Venier - dalla Sardegna al Friuli, dal Piemonte alla Toscana, alla Puglia le singole lotte perdono ma tutte insieme possono vincere". "Noi ci battiamo per la piena sovranita' del nostro paese sul suo territorio - conclude l'esponente dei Comunisti italiani - dopo 62 anni dalla II guerra mondiale e dopo 18 anni dalla fine della guerra fredda e' ora che l'Italia e l'Europa divengano adulte e realmente libere".
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