





in ogni caso con scorno dei vari peter singer il darwinismo non fonda nessun diritto animale, anzi
tutt'al più mette in discussione la dignità intrinseca dell'uomo, ma all'interno della stessa specie può convenire mettersi d'accordo
non si vede invece cosa c'entrino le altre con la convenienza di un accordo fra uomini
Ultima modifica di Pompeo; 16-02-10 alle 12:04


Dopo aver apprezzato l'atto d'amore del panda-pesce verso l'umanità...
Devo dire che tutta 'sta polemica mi sembra un po' assurda, sulla Rete oramai pare che Bigazzi abbia cucinato un gatto in diretta. Se è come leggo dal sito del Corriere, si è limitato a evocare (senza esaltare) tempi in cui si sapeva che qualcuno mangiava di tanto in tanto un micio. Tempi comunque ben lontani dal '91 (se vogliamo adottare un punto di vista legalitario).
Ultima modifica di DiegoVR; 16-02-10 alle 12:24




Aggiungo che se qua a Verona fu scoperta la carne di cavallo (usata nella tradizionale "pastissada de caval") fu più che altro per uno stato di necessità. Da lì in poi fu apprezzata.
A parte le mere definizioni giuridiche "animali d'affezione" o "di reddito", ho perfino trovato gente travolta dall'orrore quando ha sentito parlare di carne equina.![]()
Ultima modifica di DiegoVR; 16-02-10 alle 12:24


come ci ricordano gli stessi comunisti lo stato è un prodotto storico
un giorno ce ne disferemo e ciao definizioni giuridiche


Io sono contrario sia che si mangi il cavallo, sia il cane che il gatto. Se l'uomo ario/europeo durante i secoli ha ammaestrato e qualche volta anche provocato delle mutazioni genetiche in questi animali (vedi il cane), significa che l'uso alimentare di queste tre specie di animali quantomeno non appartiene alla nostra tradizione culturale.
Ma mi rendo conto che in un'era di capitalismo sfrenato sia difficile pretendere un'etica o che si frenino i propri appetiti di qualsiasi tipo.




l'uomo ario/europeo durante i secoli ha provocato non mutazioni ma selezioni genetiche ANCHE al fine di rendere più appetibili le carni di alcuni animali. Esistono razze di cavalli destinate alla macellazione, e mica da ieri l'altro.
E anzi, ti dirò di più, visto che vogliamo abbracciare queste filosofie new-age del cazzo, uccidere e mangiare un animale con cui si è convissuto fa mantenere meglio il limite dello sfruttamento delle risorse. Comprare un salame al supermercato è un conto, veder sgozzare un ninetto a cui hai dato da mangiare per un paio d'anni un altro.