
Originariamente Scritto da
Harm Wulf
Concordo perfettamente con questo articolo. Qui bisogna fare il congresso, cambiare segretario ed uscire dal polo. Nolan, questo non è screditare la Fiamma ma salvare il suo onore.
CARO LUCA, NON CI SIAMO...
di Gianluca Iannone
Molti sono stati i militanti che si sono sentiti offesi dalle parole
del loro segretario nazionale in occasione della puntata di
MATRIX dell’11 dicembre sulla conferenza di Teheran. Non
risentiti, arrabbiati o delusi, ma sinceramente e profondamente
offesi. Perché sono stati colpiti a fondo nel loro cuore,
nella loro fede e la nella loro quotidiana lotta politica.
Il sostenere che, in fondo, per l’Europa è stato un bene che
gli alleati abbiano sconfitto l’Asse è una bestemmia verso
chi è morto combattendo per il proprio mondo che vedeva distrutto
dal fuoco e dalle bombe dei “liberatori”, una bestemmia
verso chi ha scelto di continuare a lottare anche a guerra
terminata e perduta, verso chi è morto raccogliendo il testimone
dei propri predecessori portando sulla strada la propria
battaglia, verso tutti gli uomini e le donne, ragazzi e ragazze,
nostri angeli custodi e moderni Lari, che continuano a vivere
nei nostri cuori dandoci la forza di continuare a lottare in
nome del loro Esempio.
Se il piombo e l’odio dei nemici li avevano già uccisi, le parole
dette dall’on. Romagnoli hanno inferto un altro ferale
colpo alla loro memoria. E questo noi non lo possiamo accettare.
Perché allora parlare di autodeterminazione dei popoli
e dell’Europa quando la sconfitta dell’Asse provocò proprio
la cessazione di questa autodeterminazione soggiogando
Europa e tutti i suoi popoli al potere della finanza internazionale
delle oligarchie d’oltre oceano? Perché parlare del tanto
osannato Articolo 1 sulla partecipazione degli operai agli utili
di bilancio quando l’unico mondo che difendeva questo sacrosanto
diritto era proprio quello uscito sconfitto dalla
guerra? Perché parlare di politica sociale quando i pochi diritti
di cui ancora godono i lavoratori italiani sono quelli avuti
grazie al Ventennio e che lo stato antifascista non è, per il
momento, riuscito a smantellare con i suoi colpi di piccone?
Perché parlare di giustizia sociale quando si sostiene che è
giusto che abbiano vinto gli speculatori che permettono a
pochi miliardari di possedere centinaia di case da affittare a
migliaia di famiglie che possono benissimo accomodarsi ai
lati dei marciapiedi se non possono permetterseli?
Ci dispiace caro Luca, ma proprio non lo capiamo. Così
come non capiamo perché hai accettato di partecipare ad
una trasmissione su un tema scottante e pericoloso come
quello dell’olocausto, dal quale è impossibile uscirne vincenti
senza cadere in provocazioni politiche e giudiziarie e senza,
come è miseramente successo a Matrix dell’11 dicembre,
scadere in scuse e ammiccamenti a tutti.
Per anni si è parlato e speculato sul tradimento di Fiuggi
prima e di Gerusalemme dopo, ma allora Fini aveva completato
il processo di avvicinamento del partito alle forze democristiane
conservatrici e antifasciste per poter riformare
una DC destroide da far diventare forza di governo, mossa
deprecabile ma comprensibile per politicanti che rinnegano
la propria dignità per poter aggrapparsi a una poltrona. Ma
qui non c’è nessuna poltrona a cui aggrapparsi (o per lo
meno lo speriamo…), qui non c’è nessun avvicinamento a
forze reazionarie afasciste (continuiamo sempre a sperarlo…):
per un movimento di minoranza che si vuole radicale,
avanguardia politica, giovanile, etica e spirituale un tale
rinnegamento delle proprie idee e dei propri padri spirituali è
ben più grave di quello che successe a Fiuggi o Gerusalemme.
Non si possono spazzar via vent’anni della migliore storia
italiana con la pretestuosa giustificazione di una guerra sbagliata
(tra l’altro voluta dai nostri nemici che tanto hanno “meritato”
la vittoria), non si possono spazzare i 600 giorni di
Salò come frutto della confusione che seguì l’8 settembre e
come ultima resistenza di chi ancora credeva nell’onore.
Quei ragazzi non credevano solo nell’onore: credevano in
un popolo che voleva fino in fondo la propria libertà, la propria
dignità e il proprio destino difesi contro l’alleanza dei
peggiori rappresentanti del crimine organizzato mondiale e
internazionale e che si avvalsero di tutte le mafie locali per
poter invadere la nostra terra. Di fronte al sacrificio di quei ragazzi
non esitiamo a dire che siamo tutti RSI. Di fronte a questo
mondo meschino derivato dalla “giusta vittoria” degli
alleati e che vede popoli in ginocchio in nome del mercato
globale, di fronte a questa democrazia che dispensa morte
a colpi di fosforo, uranio impoverito, embarghi, traffico di
droga e armi, monopolio del petrolio e dei farmaci in nome
del Bene Assoluto, non esitiamo a definirci gli ultimi rappresentanti
del Male Assoluto.