
Originariamente Scritto da
Boogeyman
Donazioni, droghe e diamanti: così si finanziano gli hezbollah
di
Guido Mattioni - lunedì 21 agosto 2006,
00:00
arrivato ragazzo in Paraguay nel 1985 insieme con suo padre (ex autista di un uomo politico di Beirut), dal ’95 a oggi abbia inviato a Hezbollah somme per 50 milioni di dollari.
Mazen Ali Saleh e Saleh Mahmoud Fayed, due collaboratori di Barakat (egli compare nella lista di terroristi stilata dall’amministrazione Bush) che si «nascondevano» dietro un innocente emporio di materiale elettronico, erano stati arrestati a Ciudad del Este nell’ottobre 2001, dopo gli attentati alle Torri Gemelle, in un momentaneo rigurgito di «diligenza» investigativa delle autorità del Paraguay, un Paese dipendente dagli aiuti americani, ma i cui controlli di polizia e di frontiera chiudono facilmente un occhio (o entrambi). E c’è chi ne approfitta.
Quel raid portò comunque alla luce documenti relativi a regolari invii di denaro (da 25mila a 50mila dollari per volta) a Hezbollah, oltre che materiale propagandistico per incoraggiare i giovani a unirsi al movimento libanese nella lotta contro Israele o a diventare «martiri suicidi». Tra le carte, anche una lettera firmata di suo pugno da Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, in cui ringraziava Barakat per i suoi generosi contributi alla causa.
E c’è altro. Come ogni organizzazione criminale, infatti, anche quella degli hezbollah si finanzia attraverso una rete diversificata di attività illecite, potendo contare non solo sulla capillare distribuzione dei libanesi in tutto il mondo, ma anche sulla loro naturale predisposizione al commercio: si va dal traffico di diamanti dal Sud Africa a quello di compact disc «taroccati» dal Sud America, dallo spaccio internazionale di droga (per il quale la rete ha tessuto rapporti con le maggiori organizzazioni criminali latino americane) a quello di farmaci «taroccati», Viagra compreso, dal commercio di griffe fasulle all’evasione fiscale.
A questo proposito, lo scorso mese di luglio, negli Stati Uniti, sono state condannate due persone, Imad Hamadeh di Dearborn Heights, Michigan (è lo Stato a più alta concentrazione araba negli Usa) e Theodore Schenk di Miami. Avevano organizzato un business per «spostare» enormi quantità di sigarette da Stati a bassa o zero tassazione sul fumo
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=112850&START=1998