



Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!
DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!


All'accademia della Crusca non coincide "liberale" e Casa delle Libertà.
Il liberalesimo è figlio della storia e prima di tutto, il suo discrimine originale nell'era contemporanea, è l'antifascismo. Chi è dalla parte antifascista della barricata è già un passo avanti, chi è dall'altra parte è già escluso dall'essere liberale. A questo aggiungiamo la storia precedente, dalla Gran Bretagna dell'800 con l'abolizione delle corn law, per cui si battono le associazioni degli operai, e la nascita delle trade unions, che nascono, guarda un po', come estensione del movimento liberale.
Fatte le somme e considerata la storia non stupisce nessuno che la conosca che in Italia i partiti che hanno le loro radici nello stesso terreno del liberalesimo britannico (cioè i partiti vicini al movimento operaio) siano anche quelli più pragmatici, e quindi, quando questo serve a ridurre le disparità sociali e abbattere i monopoli e le corporazioni, siano anche quelli che promuovono scelte liberali. Altrettanto ovviamente chi ha le sue radici all'opposto nel potere delle classi dirigenti italiane, portate al sovversivismo fascista e al corporativismo (Gramsci docet) si oppone a qualsiasi apertura liberale. E infatti questo sta avvenendo sotto i nostri occhi: Gramsci, Gobetti e Croce sono stati dalla stessa parte della barricata, come lo sono ora i loro eredi.
In Europa lo sanno tutti:
"Egregio Signor Vespa, ho appreso con stupore che durante la Sua trasmissione il Presidente Berlusconi e' stato pubblicamente e con grande enfasi definito "liberale". Devo protestare, personalmente e a nome del Gruppo Parlamentare di cui sono Presidente. Essere liberali non e' un qualcosa che si puo' affermare alla leggera; implica non solo l' adesione a principi filosofici e teorici, ma anche la pratica quotidiana di questi principi, nella propria vita pubblica e privata. Sinceramente, non mi sembra che l' On Berlusconi abbia mai dato segno di mettere in pratica alcuno di questi principi, particolarmente nell'esercizio delle sue funzioni di Presidente del Consiglio. Anche se il Partito Liberale in Italia non esiste piu', il liberalismo e' ancora vivo e vivace, e molte sono le sue voci all' interno della societa' civile e politica; sicuramente le sara' possibile trovare un "liberale praticante" da invitare alla sua trasmissione.
Ringraziandola per l' attenzione, porgo distinti saluti
Graham Watson MEP"
16.1.2006


Resta il fatto che l'appoggio dei partiti comunisti piu' o meno rifondatori alle riforme che riguardano benzinai, farmacisti e tassisti non attiene alla liberalizzazione ma alla LOTTA DI CLASSE, sono due cose un po' diverse, bisognarebbe spiegarglielo.








A proposito, la libertà di licenziamento senza un rischio parallelo e uguale dell'imprenditore di fronte a un sindacato organizzato, come sembri auspicare, in Gran Bretagna non esiste più dagli anni '50 dell'800. E sin dagli anni '60 di quel secolo che il licenziamento è sottoposto all'arbitrato e al negoziato con le trade unions. In altre parole, l'equivalente del nostro articolo 18 in Gran Bretagna è attivo di fatto da 150 anni. Da noi si voleva abolire l'articolo 18, mentre si depenalizzava il falso in bilancio: niente protezione da una parte, neanche quella che in Gran Bretagna esisteva da oltre un secolo, e protezione assoluta dai rischi del mercato dall'altra. A casa mia questo è feudalesimo, non liberalesimo.


Cosa ci dobbiamo aspettare ora da Prodi? La liberalizzazione delle pompe funebri
no, io liberalizzerei un altro tipo di "pompe"![]()
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Cmq è interessante, la motivazione con cui la destra è contraria a un provvedimento che avrebbe dovuto fare lei (se fosse veramente liberale, ma dato che è corporativista come Mussolini, non lo ha mai fatto), la si dà semplicemente dicendo "ma queste non sono vere liberalizzazioni"
Oggi ho pure visto Brunetta che ha avuto il coraggio di dire sta cosa

