Non è che interpreto in maniera 'teologica' Nietzsche, ma de facto il filosofo tedesco risolve la morte di Dio con l'avvento del superuomo.
Il superuomo quindi - legge a se stesso - è colui che - dopo la fine di qualsiasi valore etico fondato spiritualmente e la "morte" di qualsiasi metafisica - pone nuovi valori - la morale aristocratica dei 'signori' - e principi che non avranno un fondamento metafisico ma un fondamento volontaristico.
E' la volontà del superuomo il fondamento della morale dei signori che soppianterà il gretto moralismo razionalista occidentale e che permetterà di superare il nichilismo.
Dove sta la fallacità del ragionamento?
Nel fatto che sostanzialmente si rimane in una prospettiva relativista: i valori sono "posti", non scaturiscono da Dio o dalla Fede in Lui.
L'agire non segue l'essere e di fatto si tratta degli ennesimi 'schemi mentali' dell'uomo che non hanno alcun fondamento ontologico.
Ora mi si dirà, ma come si può dire che i valori hanno fondamento ontologico? Senza addentrarci in una discussione del genere, basterebbe pensare al fatto che per il Cattolicesimo ad avere fondamento ontologico è Dio stesso dalla cui Rivelazione dipendono tutta una serie di principi e di valori che sono consequenziali alla venuta di Cristo sulla Terra.
Ebbene, se neghiamo l'ontologia, la teologia, la metafisica, ecc. in assoluto, come possiamo avere la pretesa che ciò che per noi 'vale' abbia un carattere certo? E se in realtà si è consapevoli dell'incertezza della fondatezza di ciò che per noi 'vale' con quale pretesa lo si afferma e lo si pone?





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