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  1. #101
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    Citazione Originariamente Scritto da camicianera90 Visualizza Messaggio
    Scusa Odissea ma credo che la dolce Crazy si possa sentire ferita da queste tue affermazioni. Lei è, soprattutto, una figlia di Dio come me e te. Che ne sia o meno consapevole questo è un altro discorso. Certo è che bisogna pregare molto affinchè chi è lontano dalla Fede possa scoprirla o riscoprirla.
    ferita da cosa scusa? perché in sostanza ho detto che il corpo femminile è solitamente meno forte dell'uomo?
    ho usato anche la parola "soprattutto" per indicare che il copro femminile non è fatto solo per quello ma anche per altre cose (studio, potere, politica, eccetera tutte le altre cose insomma).
    io non sono maschilista, sono paritario. figurati che sostengo anche il sacerdozio femminile.
    però che il corpo femminile è solitamente più debole è la Verità.
    Ultima modifica di Odissea; 18-02-10 alle 20:38

  2. #102
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    io non sono maschilista, sono paritario. figurati che sostengo anche il sacerdozio femminile.
    "Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury

  3. #103
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    Vade retro Satana!

  4. #104
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    Catechismo - Articolo n.1577:
    "Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile ["vir"]. Il Signore Gesù ha scelto uomini ["viri"] per formare il collegio dei dodici Apostoli, e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori che sarebbero loro succeduti nel ministero.
    Il collegio dei Vescovi, con i quali i presbiteri sono uniti nel sacerdozio, rende presente e attualizza fino al ritorno di Cristo il collegio dei Dodici. La Chiesa si sente vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l'ordinazione delle donne non è possibile."


    La dottrina cattolica corrente non ammette la donna al sacerdozio quindi in posti della gerarchia come parroco, vescovo e Pontefice. Tuttavia la questione del sacerdozio femminile è una questione che è da sempre nel dibattito dottrinale cristiano e cattolico: per esempio il sacerdozio femminile fu sostenuto da alcune sette gnostiche cristiane nei primi secoli, oppure da comunità cristiane a seguito della Riforma e anche nel mondo cattolico si è posta la questione, sono stati scritti libri a favore o contro; di recente la Chiesa si è occupata di questa questione in documenti come Mulieris Dignitatem, Ordinatio Sacerdotalis e Inter Insigniores.
    Il catechismo corrente afferma anche:

    Articolo n.369: L'uomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio: in una perfetta uguaglianza, per un verso, in quanto persone umane, e, per l'altro verso, nel loro rispettivo essere di maschio e di femmina. «Essere uomo», «essere donna» è una realtà buona e voluta da Dio: l'uomo e la donna hanno una insopprimibile dignità, che viene loro direttamente da Dio, loro Creatore. L'uomo e la donna sono, con una identica dignità, «a immagine di Dio». Nel loro «essere-uomo» ed «essere-donna», riflettono la sapienza e la bontà del Creatore.
    Articolo n.370: Dio non è a immagine dell'uomo. Egli non è né uomo né donna. Dio è puro spirito, e in lui, perciò, non c'è spazio per le differenze di sesso. Ma le «perfezioni» dell'uomo e della donna riflettono qualche cosa dell'infinita perfezione di Dio: quelle di una madre e quelle di un padre e di uno sposo. «L'uno per l'altro» - «una unità a due»
    Articolo n.371:- Creati insieme, l'uomo e la donna sono voluti da Dio l'uno per l'altro. La Parola di Dio ce lo lascia capire attraverso diversi passi del testo sacro. «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Gn 2,18). Nessuno degli animali può essere questo «pari» dell'uomo. La donna che Dio «plasma» con la costola tolta all'uomo e che conduce all'uomo, strappa all'uomo un grido d'ammirazione, un'esclamazione d'amore e di comunione: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa» (Gn 2,23). L'uomo scopre la donna come un altro «io» della stessa umanità.

    (FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - L'uomo)

    Il catechismo parla allo stesso tempo di pari dignità dei due sessi (articolo 369 e seguenti) e di divieto per la donna di ricoprire quei posti nella gerarchia: se i due sessi hanno pari dignità, se la donna è un pari dell'uomo come afferma la Scrittura nella Genesi e possiede simili potenzialità intellettive e morali perché entrambi non possono accedere al sacerdozio? In aggiunta, se il numero degli aspiranti aumenta, ci sarà maggior possibilità di scelta per fare una persona sacerdote e questo determinerebbe anche un aumento di qualità delle persone scelte.
    La dottrina corrente afferma che il sacerdozio femminile è escluso perché la Chiesa intendere replicare ciò che fece il nostro Signore Gesù nella scelta degli apostoli e che è stato seguito per secoli dalla Tradizione. Tuttavia la scelta che attuò il nostro Signore Gesù Cristo non è dimostrato in alcun modo se fu fatta perché vi fosse l'intenzione di escludere le donne dal sacerdozio oppure semplicemente perché quei Dodici erano le persone più meritevoli. Di sicuro sappiamo che Gesù Cristo non affermò mai nulla nel senso di esclusione delle donne.
    Questa logica di non contestualizzare il fatto ma di dargli un significato sessista/maschilista allora dovrebbe dar luogo anche ad altre conseguenze: se la logica è questa allora, per esempio, il Cristo nostro Signore non scelse neanche persone di colore o di etnia orientale. Seguendo questa logica dunque, neanche persone di tale etnia potrebbero diventare sacerdoti!
    La rilevanza mondiale della Chiesa Cattolica, il suo ruolo di Guida e suprema maestra di morale, impongono di considerare bene le conseguenze di una interpretazione sessista/maschilista nella scelta apostolica; la Chiesa non può sottovalutare questo argomento e non può dare cattivo esempio alla politica laica, inducendo ad una gestione del potere che esclude le donne dalle cariche più importanti ed elevate.
    Affermare che la donna debba essere esclusa dal potere induce a portare a pensare a una inferiorità ontologica della donna, è un errore gravissimo. Maschilismo e femminismo sono sbagliati, perché pongono le persone succubi di altre solo per il fatto di essere maschi o femmine. E' assolutamente impossibile che allo stesso tempo nella famiglia sia dìa potere solo all'uomo e la donna non sia succube; è altrettanto impossibile che un principio sia valido per la gerarchia cattolica e poi non sia seguito anche nelle gerarchie laiche cattoliche.
    Con le sue parole, trasmesseci dai Vangeli, il Cristo stesso ci induce a pensare che non è affatto fondato il dominio o il primato dell'uomo sulla donna. Il nostro Signore Gesù non ha mai affermato che si debbano escludere le donne dal potere, o che siano inferiori, o concetti simili a giustificare il dominio o il primato dell'uomo sulla donna. Il fatto che nella genesi la donna sia stata creata dopo l'uomo non ha alcun collegamento con il potere affermare che si parla di maschilismo. Il fatto che la donna sia stata creata da un costola dell'uomo è solo un simbolo del fatto che uomo e donna, come recita il Catechismo, siano voluti da Dio "in perfetta uguaglianza" di dignità e di morale, che uomo e donna sono della stessa sostanza. La stessa Scrittura nella Genesi, afferma che la donna è stata creata per dare un "pari" all'uomo.
    Alcuni oppongono che l'esclusione della donna dalla gerarchia ed il primato dell'uomo sulla donna sia sancito da alcune affermazioni nella Sacra Scrittura enunciate da San Paolo di Tarso: 1Co 11,3-12; 1Co 14,34-35; Ef 5,21-33; 1Tm 2,11-15. San Paolo sancisce una particolare relazione tra uomo e donna. Tale relazione però va letta alla luce della Genesi e dell'insegnamento del Cristo. Nella Genesi infatti si legge chiaramente che Dio creò la donna per dare all'uomo un "suo pari", che non potevano essere gli altri animali. Perciò se la donna è un "pari" dell'uomo una interpretazione maschilista delle parole di San Paolo sarebbe sbagliata perché in contrasto con la Scrittura stessa. Le parole di San Paolo vanno lette correttamente: l'uomo è il "capo della donna" nel senso di "principio primo" e non come "padrone". "Principio primo" vuol dire solo che si ribadisce la creazione precedente di Adamo rispetto ad Eva. Infatti San Paolo stesso dice che "il capo di Cristo è Dio"; perciò non è possibile che Cristo sia inferiore a Dio o suo succube: noi sappiamo da secoli che Gesù Cristo è allo stesso vero Dio e vero uomo. Se Cristo è allo stesso tempo Dio, come afferma la Tradizione, allora come può Dio essere sottomesso a se stesso? Sarebbe una affermazione assurda! Invece il senso delle parole di San Paolo quadra perfettamente se per "capo" si intende "principio primo", ovvero il principio dal quale deriva l'altro: in questo senso allora è corretto dire che l'uomo è il principio dal quale deriva la donna e Dio è il principio dal quale deriva Cristo: pur tuttavia sono della stessa sostanza, l'uomo e la donna tra di loro, e Cristo e Dio tra di loro. E ovviamente Dio non può essere ne maschio ne femmina perché puro spirito al di la della sessualità umana. La donna deve essere sottomessa all'uomo e l'uomo alla donna. Lo disse lo stesso San Paolo: "Siate sottomesi gli uni agli altri nel timore di Cristo" (Ef 5, 21). Come si può essere sottomesi gli uni agli altri se invece il marito non è sottomesso alla moglie?
    La frase di San Paolo sul divieto per le donne di insegnare va contestualizzata alla comunità verso la quale è stata pronunciata e va letta alla luce delle affermazioni della Genesi e dell'insegnamento del Cristo. Se non si considera questa impostazione si va incontro a numerose discordanze tra l'insegnamento del Cristo e le affermazioni ed i comportamenti di numerosi personaggi biblici.
    Ricordiamo infatti anche alcune affermazioni sulla grande e pari dignità della donna: sulla donna come compagnia ed aiuto dell'uomo Gn 2,21-24; Gesù consacra la dignità della donna nascendo da essa Mt 1,25; accetta uomini e donne alle proprie assemblee Lc 8,1-3; fa di una peccatrice una missionaria Gv 4,20-30; eleva Maria a madre degli uomini Gv 19,25-27; sceglie le donne per il primo annuncio della resurrezione Mt 28,5-9; lo stesso Paolo in 1Co 11,11; nella fede in Cristo non si riconosce differenza tra uomo e donna Ga 3,28.
    Alcuni oppongono il fatto che la donna non possiede la stessa autorità dell'uomo e quindi renderebbe la carica meno salda. In realtà noi possiamo vedere che sono esistite ed esistono molte donne di autorità, in ambito morale, sociale, politico. Queste donne sono un numero minore rispetto agli uomini ma tuttavia basta a smentire l'affermazione che "nessuna donna possiede l'autorità dell'uomo".
    Questa è una verità confermata dall'osservazione della realtà e persino dalla scienza. Ci sono uomini e donne di autorità così come ci sono uomini e donne che non hanno autorità. Ci sono uomini e donne di grande intelligenza e moralità così come ci sono uomini e donne di limitata intelligenza e moralità: è innegabile.
    La donna ha minori potenzialità fisiche rispetto all'uomo ma quando si parla di competitività, autorità, saggezza, morale, determinazione, esistono donne che ne hanno quanto gli uomini. Quindi perché escludere in partenza le donne? Lasciamo che sia la competizione oppure il confronto a dire chi sia, di volta in volta, il migliore o il più adatto a ricoprire una carica. Se il confronto e la selezione dimostrano che in quel caso una donna sia la soluzione migliore allora che quella carica gli sia data. Se invece la soluzione migliore è un uomo allora che quella carica sia data a lui. Non è compito dei pregiudizi e delle ideologie decidere chi sono i migliori.
    Il maschilismo è una ideologia utopica in quanto irreale, irrazionale, si basa su una realtà di cose che non esiste. Non è un caso che poi a questo ci si ribelli in modo risoluto, in quanto irreale. L'elemento femminile, come l'elemento maschile, non può provare devozione verso qualcun altro che lo sottomette senza motivi validi. La Scrittura è la Verità e pertanto non può andare contro la realtà.
    Non si tratta di imporre una presenza numerica eguale di uomini e donne nella gerarchia; l'obiettivo deve essere semplicemente che nella gerarchia accedano le persone adatte, di autorità, forti, determinate, capaci e adatte al ruolo, senza escludere pregiudizialmente nessuno dalla selezione.
    Alcuni obiettano che la diversa sessualità tra uomo e donna induca a considerare determinate conseguenze: l'attrazione dell'uomo per la donna è più coinvolgente, intensa di quanto lo sia l'attrazione che prova la donna per l'uomo. Questo dovrebbe implicare che gli uomini si troverebbero distratti verso la donna che rappresenta la loro guida spirituale. Anche questa argomentazione tuttavia appare debole in quanto la distrazione sessuale può essere combattuta con un adeguato abbigliamento casto e pudico della donna sacerdote (pensiamo all'abito delle suore cattoliche).
    La funzione dei catechismi è migliorare nel tempo l'intelligenza della Rivelazione; ciò è stato compiuto con l'articolo n.369 e seguenti, ora occorre che questo sia reso effettivo con l'apertura della gerarchia alle donne:

    La crescita nell'intelligenza della fede
    Articolo n.94: Grazie all'assistenza dello Spirito Santo, l'intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:
    — «con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro»; in particolare «la ricerca teologica [...] prosegue nella conoscenza profonda della verità rivelata»;
    — «con la profonda intelligenza che [i credenti] provano delle cose spirituali»; «divina eloquia cum legente crescunt – le parole divine crescono insieme con chi le legge»;
    — «con la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma certo di verità ».
    Articolo n.95: «È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime ».

    (FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - La trasmissione della rivelazione divina)
    Ultima modifica di Odissea; 18-02-10 alle 21:18

  5. #105
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    Eresia Maxima!

  6. #106
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    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    Catechismo - Articolo n.1577:
    "Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile ["vir"]. Il Signore Gesù ha scelto uomini ["viri"] per formare il collegio dei dodici Apostoli, e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori che sarebbero loro succeduti nel ministero.
    Il collegio dei Vescovi, con i quali i presbiteri sono uniti nel sacerdozio, rende presente e attualizza fino al ritorno di Cristo il collegio dei Dodici. La Chiesa si sente vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l'ordinazione delle donne non è possibile."


    La dottrina cattolica corrente non ammette la donna al sacerdozio quindi in posti della gerarchia come parroco, vescovo e Pontefice. Tuttavia la questione del sacerdozio femminile è una questione che è da sempre nel dibattito dottrinale cristiano e cattolico: per esempio il sacerdozio femminile fu sostenuto da alcune sette gnostiche cristiane nei primi secoli, oppure da comunità cristiane a seguito della Riforma e anche nel mondo cattolico si è posta la questione, sono stati scritti libri a favore o contro; di recente la Chiesa si è occupata di questa questione in documenti come Mulieris Dignitatem, Ordinatio Sacerdotalis e Inter Insigniores.
    Il catechismo corrente afferma anche:

    Articolo n.369: L'uomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio: in una perfetta uguaglianza, per un verso, in quanto persone umane, e, per l'altro verso, nel loro rispettivo essere di maschio e di femmina. «Essere uomo», «essere donna» è una realtà buona e voluta da Dio: l'uomo e la donna hanno una insopprimibile dignità, che viene loro direttamente da Dio, loro Creatore. L'uomo e la donna sono, con una identica dignità, «a immagine di Dio». Nel loro «essere-uomo» ed «essere-donna», riflettono la sapienza e la bontà del Creatore.
    Articolo n.370: Dio non è a immagine dell'uomo. Egli non è né uomo né donna. Dio è puro spirito, e in lui, perciò, non c'è spazio per le differenze di sesso. Ma le «perfezioni» dell'uomo e della donna riflettono qualche cosa dell'infinita perfezione di Dio: quelle di una madre e quelle di un padre e di uno sposo. «L'uno per l'altro» - «una unità a due»
    Articolo n.371:- Creati insieme, l'uomo e la donna sono voluti da Dio l'uno per l'altro. La Parola di Dio ce lo lascia capire attraverso diversi passi del testo sacro. «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Gn 2,18). Nessuno degli animali può essere questo «pari» dell'uomo. La donna che Dio «plasma» con la costola tolta all'uomo e che conduce all'uomo, strappa all'uomo un grido d'ammirazione, un'esclamazione d'amore e di comunione: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa» (Gn 2,23). L'uomo scopre la donna come un altro «io» della stessa umanità.

    (FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - L'uomo)

    Il catechismo parla allo stesso tempo di pari dignità dei due sessi (articolo 369 e seguenti) e di divieto per la donna di ricoprire quei posti nella gerarchia: se i due sessi hanno pari dignità, se la donna è un pari dell'uomo come afferma la Scrittura nella Genesi e possiede simili potenzialità intellettive e morali perché entrambi non possono accedere al sacerdozio? In aggiunta, se il numero degli aspiranti aumenta, ci sarà maggior possibilità di scelta per fare una persona sacerdote e questo determinerebbe anche un aumento di qualità delle persone scelte.
    La dottrina corrente afferma che il sacerdozio femminile è escluso perché la Chiesa intendere replicare ciò che fece il nostro Signore Gesù nella scelta degli apostoli e che è stato seguito per secoli dalla Tradizione. Tuttavia la scelta che attuò il nostro Signore Gesù Cristo non è dimostrato in alcun modo se fu fatta perché vi fosse l'intenzione di escludere le donne dal sacerdozio oppure semplicemente perché quei Dodici erano le persone più meritevoli. Di sicuro sappiamo che Gesù Cristo non affermò mai nulla nel senso di esclusione delle donne.
    Questa logica di non contestualizzare il fatto ma di dargli un significato sessista/maschilista allora dovrebbe dar luogo anche ad altre conseguenze: se la logica è questa allora, per esempio, il Cristo nostro Signore non scelse neanche persone di colore o di etnia orientale. Seguendo questa logica dunque, neanche persone di tale etnia potrebbero diventare sacerdoti!
    La rilevanza mondiale della Chiesa Cattolica, il suo ruolo di Guida e suprema maestra di morale, impongono di considerare bene le conseguenze di una interpretazione sessista/maschilista nella scelta apostolica; la Chiesa non può sottovalutare questo argomento e non può dare cattivo esempio alla politica laica, inducendo ad una gestione del potere che esclude le donne dalle cariche più importanti ed elevate.
    Affermare che la donna debba essere esclusa dal potere induce a portare a pensare a una inferiorità ontologica della donna, è un errore gravissimo. Maschilismo e femminismo sono sbagliati, perché pongono le persone succubi di altre solo per il fatto di essere maschi o femmine. E' assolutamente impossibile che allo stesso tempo nella famiglia sia dìa potere solo all'uomo e la donna non sia succube; è altrettanto impossibile che un principio sia valido per la gerarchia cattolica e poi non sia seguito anche nelle gerarchie laiche cattoliche.
    Con le sue parole, trasmesseci dai Vangeli, il Cristo stesso ci induce a pensare che non è affatto fondato il dominio o il primato dell'uomo sulla donna. Il nostro Signore Gesù non ha mai affermato che si debbano escludere le donne dal potere, o che siano inferiori, o concetti simili a giustificare il dominio o il primato dell'uomo sulla donna. Il fatto che nella genesi la donna sia stata creata dopo l'uomo non ha alcun collegamento con il potere affermare che si parla di maschilismo. Il fatto che la donna sia stata creata da un costola dell'uomo è solo un simbolo del fatto che uomo e donna, come recita il Catechismo, siano voluti da Dio "in perfetta uguaglianza" di dignità e di morale, che uomo e donna sono della stessa sostanza. La stessa Scrittura nella Genesi, afferma che la donna è stata creata per dare un "pari" all'uomo.
    Alcuni oppongono che l'esclusione della donna dalla gerarchia ed il primato dell'uomo sulla donna sia sancito da alcune affermazioni nella Sacra Scrittura enunciate da San Paolo di Tarso: 1Co 11,3-12; 1Co 14,34-35; Ef 5,21-33; 1Tm 2,11-15. San Paolo sancisce una particolare relazione tra uomo e donna. Tale relazione però va letta alla luce della Genesi e dell'insegnamento del Cristo. Nella Genesi infatti si legge chiaramente che Dio creò la donna per dare all'uomo un "suo pari", che non potevano essere gli altri animali. Perciò se la donna è un "pari" dell'uomo una interpretazione maschilista delle parole di San Paolo sarebbe sbagliata perché in contrasto con la Scrittura stessa. Le parole di San Paolo vanno lette correttamente: l'uomo è il "capo della donna" nel senso di "principio primo" e non come "padrone". "Principio primo" vuol dire solo che si ribadisce la creazione precedente di Adamo rispetto ad Eva. Infatti San Paolo stesso dice che "il capo di Cristo è Dio"; perciò non è possibile che Cristo sia inferiore a Dio o suo succube: noi sappiamo da secoli che Gesù Cristo è allo stesso vero Dio e vero uomo. Se Cristo è allo stesso tempo Dio, come afferma la Tradizione, allora come può Dio essere sottomesso a se stesso? Sarebbe una affermazione assurda! Invece il senso delle parole di San Paolo quadra perfettamente se per "capo" si intende "principio primo", ovvero il principio dal quale deriva l'altro: in questo senso allora è corretto dire che l'uomo è il principio dal quale deriva la donna e Dio è il principio dal quale deriva Cristo: pur tuttavia sono della stessa sostanza, l'uomo e la donna tra di loro, e Cristo e Dio tra di loro. E ovviamente Dio non può essere ne maschio ne femmina perché puro spirito al di la della sessualità umana. La donna deve essere sottomessa all'uomo e l'uomo alla donna. Lo disse lo stesso San Paolo: "Siate sottomesi gli uni agli altri nel timore di Cristo" (Ef 5, 21). Come si può essere sottomesi gli uni agli altri se invece il marito non è sottomesso alla moglie?
    La frase di San Paolo sul divieto per le donne di insegnare va contestualizzata alla comunità verso la quale è stata pronunciata e va letta alla luce delle affermazioni della Genesi e dell'insegnamento del Cristo. Se non si considera questa impostazione si va incontro a numerose discordanze tra l'insegnamento del Cristo e le affermazioni ed i comportamenti di numerosi personaggi biblici.
    Ricordiamo infatti anche alcune affermazioni sulla grande e pari dignità della donna: sulla donna come compagnia ed aiuto dell'uomo Gn 2,21-24; Gesù consacra la dignità della donna nascendo da essa Mt 1,25; accetta uomini e donne alle proprie assemblee Lc 8,1-3; fa di una peccatrice una missionaria Gv 4,20-30; eleva Maria a madre degli uomini Gv 19,25-27; sceglie le donne per il primo annuncio della resurrezione Mt 28,5-9; lo stesso Paolo in 1Co 11,11; nella fede in Cristo non si riconosce differenza tra uomo e donna Ga 3,28.
    Alcuni oppongono il fatto che la donna non possiede la stessa autorità dell'uomo e quindi renderebbe la carica meno salda. In realtà noi possiamo vedere che sono esistite ed esistono molte donne di autorità, in ambito morale, sociale, politico. Queste donne sono un numero minore rispetto agli uomini ma tuttavia basta a smentire l'affermazione che "nessuna donna possiede l'autorità dell'uomo".
    Questa è una verità confermata dall'osservazione della realtà e persino dalla scienza. Ci sono uomini e donne di autorità così come ci sono uomini e donne che non hanno autorità. Ci sono uomini e donne di grande intelligenza e moralità così come ci sono uomini e donne di limitata intelligenza e moralità: è innegabile.
    La donna ha minori potenzialità fisiche rispetto all'uomo ma quando si parla di competitività, autorità, saggezza, morale, determinazione, esistono donne che ne hanno quanto gli uomini. Quindi perché escludere in partenza le donne? Lasciamo che sia la competizione oppure il confronto a dire chi sia, di volta in volta, il migliore o il più adatto a ricoprire una carica. Se il confronto e la selezione dimostrano che in quel caso una donna sia la soluzione migliore allora che quella carica gli sia data. Se invece la soluzione migliore è un uomo allora che quella carica sia data a lui. Non è compito dei pregiudizi e delle ideologie decidere chi sono i migliori.
    Il maschilismo è una ideologia utopica in quanto irreale, irrazionale, si basa su una realtà di cose che non esiste. Non è un caso che poi a questo ci si ribelli in modo risoluto, in quanto irreale. L'elemento femminile, come l'elemento maschile, non può provare devozione verso qualcun altro che lo sottomette senza motivi validi. La Scrittura è la Verità e pertanto non può andare contro la realtà.
    Non si tratta di imporre una presenza numerica eguale di uomini e donne nella gerarchia; l'obiettivo deve essere semplicemente che nella gerarchia accedano le persone adatte, di autorità, forti, determinate, capaci e adatte al ruolo, senza escludere pregiudizialmente nessuno dalla selezione.
    Alcuni obiettano che la diversa sessualità tra uomo e donna induca a considerare determinate conseguenze: l'attrazione dell'uomo per la donna è più coinvolgente, intensa di quanto lo sia l'attrazione che prova la donna per l'uomo. Questo dovrebbe implicare che gli uomini si troverebbero distratti verso la donna che rappresenta la loro guida spirituale. Anche questa argomentazione tuttavia appare debole in quanto la distrazione sessuale può essere combattuta con un adeguato abbigliamento casto e pudico della donna sacerdote (pensiamo all'abito delle suore cattoliche).
    La funzione dei catechismi è migliorare nel tempo l'intelligenza della Rivelazione; ciò è stato compiuto con l'articolo n.369 e seguenti, ora occorre che questo sia reso effettivo con l'apertura della gerarchia alle donne:

    La crescita nell'intelligenza della fede
    Articolo n.94: Grazie all'assistenza dello Spirito Santo, l'intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:
    — «con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro»; in particolare «la ricerca teologica [...] prosegue nella conoscenza profonda della verità rivelata»;
    — «con la profonda intelligenza che [i credenti] provano delle cose spirituali»; «divina eloquia cum legente crescunt – le parole divine crescono insieme con chi le legge»;
    — «con la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma certo di verità ».
    Articolo n.95: «È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime ».

    (FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - La trasmissione della rivelazione divina)
    Odissea, ma sei impazzito?
    Prendi il catechismo, lo fai a pezzi, lo riassembli a tuo uso e consumo come fosse il mostro di frankenstein e sotto ci metti il link del Vaticano quasi a dargli l'imprimatur ufficiale a questa tua ideazione (che non credo nemmeno tua, a essere onesti) ?
    Tu hai creato un ibrido facendo a pezzi e riassemblando appunto un insieme coerente e mettendoci in mezzo considerazioni estrapolate da ogni contesto, non dico Teologico, di magistero, filosofico, storico o tradizionale, ma persino logico.
    E' il diavolo che scimmiotta Dio, in pratica.

    Il Sacerdote è Cristo nel momento dell'Eucarestia.
    E' Cristo, è Uomo, non Donna. E' natura maschile , plasmatrice, è l'archetipo stesso del principio creativo (che è principio maschile) e non tanto la mera sostanza, la "semplice" (ma indispensabile) materia, che è principio femminile
    Ma nulla di ciò toglie alla dignità della donna stessa , anzi le prime a testimoniare e credere alla resurrezione furono proprio donne.

    Non confondere femminismo con pseudoteologie d'accatto.
    "Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury

  7. #107
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    adesso vi pare una eresia ma quando sarà compiuto a dovere il processo di rieducazione vi parrà eresia il contrario. :giagia:

  8. #108
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    adesso vi pare una eresia ma quando sarà compiuto a dovere il processo di rieducazione vi parrà eresia il contrario. :giagia:
    Rieducazione = Antitradizione = Zog.

    Tu da che parte vuoi stare?
    "Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury

  9. #109
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    io non sono maschilista, sono paritario. figurati che sostengo anche il sacerdozio femminile.
    C'è ancora un Moderatore a Berlino?


  10. #110
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    Predefinito Rif: Siamo ostaggi a casa nostra.

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    adesso vi pare una eresia ma quando sarà compiuto a dovere il processo di rieducazione vi parrà eresia il contrario. :giagia:
    sì vabbè, si può mettere in discussione l'infallibilità della Chiesa e non l'infallibilità di Odissea adesso? :mmm:

 

 
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