Dopo i suoi studi, Proclo decise di recarsi ad Atene, città che in quei tempi costituiva il più luminoso degli ultimi fari della tradizione filosofica greca.
Giunto alla porta che conduceva all’Acropoli, Proclo chiese il permesso di entrare. La risposta del custode, che si accingeva a chiudere le porte, fu: "se non fossi venuto tu, certamente avrei chiuso".
Questa frase, presaga del destino dell’Accademia di Atene, era destinata a divenire profetica. Lo stesso biografo di Proclo, Marino di Neapoli, afferma che il valore oracolare delle parole del custode dell’Acropoli non potrebbe essere più chiaro.
Toccherà a Proclo aprire per l’ultima volta le porte dell’Accademia, prima della notte in cui piomberà la filosofia, con l’Editto di Giustiniano.
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