Quoto in pieno!Io direi che:
A) Le notizie che ci giungono dall'Iraq non sono verificabili per nulla (dinamica dei fatti, numero delle vittime, protagonisti)
B) Non sappiamo né probabilmente sapremo mai chi si batte contro chi.
Tant'è che ligi al dogma dello scontro di civiltà ci parlano sempre di sciiti. Ma che vuol dire? Sciiti del baa'th, sciiti manovrati da Teheran? Sciiti indipendenti? E chi dice che non siano sunniti o, magari, misti?
Non sappiamo un emerito cavolo tranne che:
1. L'Iraq era una nazione prospera in cui convievano tribu, clan, etnie e religioni. Tanto che nella guerra contro l'Iran gli sciiti iracheni, smentendo le previsioni dei geniali analisti occidentali, restarno fedeli alla Patria.
Tanto che, durante "tempesta del deserto" e i lanci di missili su Tel Aviv la sinagoga di Baghdad era aperta e liberamente frequentata.
2. L'Iraq è stato piegato con dodici anni di embargo totale e due guerre d'invasione.
3. È stato commesso un crimine contro i diritti dei popoli e contro la giustizia con l'assassinio di Saddam (che poi è nulla rispetto al crimine contro l'umanità rappresentato dall'embargo dei farmaci che ha prodotto oltre un milione di vittime infantili).
4. Ora - solo ora - l'Iraq è un autentico casino.





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