Si,
ULTRAS...TRONZI
e, soprattutto, DELINQUENTI! Certo, non tutti, ma il tasso di bastardaggine in questi ambienti è in deciso aumento, purtroppo!


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ULTRAS...TRONZI
e, soprattutto, DELINQUENTI! Certo, non tutti, ma il tasso di bastardaggine in questi ambienti è in deciso aumento, purtroppo!




Il viaggio da incubo dei tifosi rosanero: "Sconvolti"
PALERMO - "Sono stanco, tanto stanco, ho solo voglia di tornare a casa". Maurizio La Brasca è uno dei supporter del Palermo che hanno affrontato la trasferta di Catania con il cuore carico di speranza e con la voglia di fare il tifo per la propria squadra del cuore. Il ritorno, che doveva essere festoso per la vittoria nel derby, è stato invece contrassegnato dal dolore per la notizia della morte dell'ispettore capo Filippo Raciti.
C'è un silenzio attonito e un'atmosfera cupa nei pullman in viaggio sull'autostrada verso Palermo. I tifosi organizzati, partiti nel pomeriggio - intorno alle 15 - dal piazzale antistante lo stadio Barbera e giunti alle 17.30 nell'area di servizio di Gelso Bianco, alle porte di Catania, sono stati fatti entrare nel settore ospiti dello stadio Massimino dopo che il Palermo era passato in vantaggio con Caracciolo, cioè intorno al quarto d'ora della ripresa.
"All'arrivo allo stadio - riferiscono i poliziotti che si trovavano con i tifosi del Palermo - sono cominciate a piovere bombe carta dall'alto, due di esse hanno sfiorato le nostre vetture. Abbiamo rischiato grosso, ma alla fine siamo riusciti a entrare nell'impianto. In via Gaetano De Manuele siamo stati vittime di un agguato da parte dei tifosi catanesi, ma nessun palermitano ha reagito, per fortuna. La gente si lamentava perchè eravamo arrivati troppo tardi allo stadio".
Maurizio Cortigiani dice di non avere visto nulla. "Eravamo nella 'gabbia' e non sapevamo cosa accadeva all'esterno dello stadio - racconta - Siamo rimasti fino a mezzanotte nel settore ospiti del Massimino, mentre fuori accadeva di tutto. Mi dispiace molto, sono addolorato e avvilito. Il calcio è arrivato a un punto di non ritorno, penso che ognuno debba andare allo stadio per fare il tifo e non per uccidere".
Giuseppe Costantini, delle Brigate rosanero, è uno dei tifosi di lungo corso. Forse anche per questo è tra i più sconvolti. "Sono soprattutto sconcertato e amareggiato. Non ho voglia di parlare, questa volta abbiamo davvero toccato il fondo. Non avevo mai visto niente di simile".
«Non si può morire per un pallone...». Rabbia ed amarezza tra i colleghi poliziotti e i tifosi palermitani uniti nel dolore


che spettacolo!






Sotto il tuo Nick scrivi la parola 'intifada'; alcuni ultras entrati col biglietto (molto, molto pochi, per fortuna) a Palermo hanno fischiato timidamente il minuto di silenzio; a Roma non è stato solo un cenno, ma il silenzio è stato platealmente fischiato... Avìssiru a chùiri tutti, sti club, accussì campamu tutti cchiù tranquilli! (Dovrebbero chiudere tutti, questi club, così vivremmo tutti più tranquilli!). Gli stronzi da buttare in cella, gettando via la chiave, siete voi ultras. Andate a sfogarvi da un'altra parte, non allo stadio, dove c'è gente che ha da lavorare, da campare una famiglia, o che va allo stadio per godersi uno stramaledetto momento di relax senza rischiare la vita per le vostre teste di cazzo...