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Discussione: Sono di Destra.

  1. #121
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    Citazione Originariamente Scritto da Count Zero Visualizza Messaggio
    Quindi? Conclusione?

    Gente come previti, dell'utri, cuffaro, perluscona etc. ti fanno schifo come fanno schifo anche a me?

    Guarda che me lo puoi dire, sai?

    Per quanto concerne me, di Berlusconi, Dell'Utri, Previti e compagnia forzaitaliota, può dire quel che pare e piace; stesso dicasi per il centrosinistra: può elogiarlo o che altro, sue opinioni; io discuto sempre e solo di fatti (quando non mi trascinano oltre), quelli smentisco o sottolineo quando necessita, fatti alla mano.


    Vi è una differenza di registro, a mio parere insanabile (non è servito a nulla nemmeno specificare, e non era dovuto, che non ho votato per la CDL e altro; pensi poi, per paradosso, al ridicolo della situazione, se io fossi stato davvero un elettore dell'IDV e Lei mi avesse convinto, con la sua predisposizione sì irragionevole, a cambiare idea: ve ne sarebbe stato ben donde!); non intervengo oltre, a riguardo, non ha utilità, alimenterei solo una contesa, e tutto ciò non ha niente a che vedere con il tema originario della discussione.

  2. #122
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da NIHIL Visualizza Messaggio
    Per quanto concerne me, di Berlusconi, Dell'Utri, Previti e compagnia forzaitaliota, può dire quel che pare e piace; stesso dicasi per il centrosinistra: può elogiarlo o che altro, sue opinioni; io discuto sempre e solo di fatti (quando non mi trascinano oltre), quelli smentisco o sottolineo quando necessita, fatti alla mano.


    Vi è una differenza di registro, a mio parere insanabile (non è servito a nulla nemmeno specificare, e non era dovuto, che non ho votato per la CDL e altro; pensi poi, per paradosso, al ridicolo della situazione, se io fossi stato davvero un elettore dell'IDV e Lei mi avesse convinto, con la sua predisposizione sì irragionevole, a cambiare idea: ve ne sarebbe stato ben donde!); non intervengo oltre, a riguardo, non ha utilità, alimenterei solo una contesa, e tutto ciò non ha niente a che vedere con il tema originario della discussione.
    Mah, guarda che io non intendo affatto farti cambiare idea, la mia intenzione era altra: Volevo sapere se anche a te certi personaggi fanno schifo come a me.

    La domanda era molto semplice, se ancora non ti risulta comprensibile posso riformulartela in altra forma...


  3. #123
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    IL DIRITTO , LE LEGGI , LA MECCANICA FISICA
    La legge naturale (fisica) è quella delle cose del creato che cade sotto i nostri sensi e che la scienza dell'uomo talvolta può individuare i meccanismi di funzionamento , impadronirsene e cambiarli volendo e avendo mezzi a disposizione per farlo .
    E' in genere quel fissismo delle cose che c'è nella natura animale, vegetale - biologica o meccanica per cui un animale percorre autonomamente tutto quel ciclo per cui è predisposto dal suo DNA . E' in pratica il famoso meccanicismo della natura nell’ambito del quale i pagani identificavano la stessa idea di divinità ritenendola una sola cosa con la natura notando in essa una intelligenza superiore .
    Ad esempio una specie animale o di pianta che produce sempre la stessa specie per millenni e l'allternarsi delle stagioni e dei tempi : noi che nasciamo , cresciamo e ci riproduciamo fino alla morte biologica senza la possibilta di variare molto questa legge meccanica della natura fisica . La tradizione è legata a delle leggi fisse della natura .

    La legge naturale (morale ) è invece quella legge universale che hanno solo gli esseri personali dentro la loro coscienza che ogni volta li approva o disapprova nel loro agire . Non è frutto di opinione dei singoli e si distingue dall'io dei singoli perché non sono loro a darsela ma è preesistente e non finisce con la loro vita fisica ma continua ad esserci sempre. E’ una legge spirituale infondo . Certe tradizioni visualizzano certi aspetti tramite il folklore . E’ spirituale ed universale ma trova sempre il modo di entrare nelle tradizioni , nei costumi e nella cultura di un popolo.
    E' una legge non soggetta a corruzione perchè è valida ovunque e si basa su alcune norme essenziali che ritroviamo in tutti i popoli della terra grosso modo e anche in alcuni generi di animali . Infatti molte specie di animali non ammazzano quelli della stessa specie ma solo di altre specie .
    E' una legge che riguarda tutto l’agire umano , l'economia e la politica, anzi il bene e ha alla base la valutazione della giustizia in tutte le cose ; l’agire giusto o ingiusto l giusto prezzo, la giusta ammenda, la giusta retribuzione , i giusti rapporti col prossimo e con la divinità, ecc. Si può esplicitare in alcune norme che ne individuano la natura e senza di essa non è possibile che l'uomo sopravviva a se stesso sulla terra . Essa è lo specchio della divinità .
    E' osservata anche da chi la nega, anzi è la base della convivenza degli esseri personali su tutto il pianeta sia che riconoscano una divinita e sia che la neghino come concetto astratto .

    Ora , siccome la destra è l’azione politica che fissa questi valori universali attraverso altre leggi e istituzioni nella vita civile e per il bene comune e siccome trova alleati naturali di questi valori chi li ha sempre difesi attraversi i secoli sia prima di Cristo e sia dopo di Cristo , ecco che cerca proprio in quell’ambito simpatizzanti e servi di questi valori . Quali sono quelle istituzioni e movimenti che hanno difeso in tutti i modi le leggi universali attraverso i secoli ? Quali sono quelle isituzioni e movimenti ,che pur credendo di difenderli , li hanno solo combattuti ?

  4. #124
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Sono di Destra perché prima di criticare il lavoro di qualcuno cerco di fare bene il mio.

    Sono di Destra perché non voglio vedere mai più un pregiudicato o un inquisito ricoprire una qualsiasi carica istituzionale.

    Sono di Destra perché riconosco i miei errori e pongo rimedio ad essi per quanto mi è possibile, pertanto non voterò mai più Berlusconi anche in modo indiretto.

    Sono di Destra e penso che siano i politici a doversi muovere secondo le volontà degli elettori e non il contrario.

    Sono di Destra e credo che la chiesa sia libera di dire quello che vuole ma allo stesso modo i nostri politici devono essere liberi di non ascoltarla.

    Sono di Destra e credo che il lavoro venga prima di tutto, autonomo e non, pertanto non trovo corretto fare distinzioni e discriminare i lavoratori in base alle loro scelte.

    Sono di Destra perché trovo positiva l'idea di liberalizzare il paese per una maggiore equità. Trovo invece inopportuno che le liberalizzazioni vengano fatte per colpire alcuni ed aiutare altri, così non sono liberalizzazioni.

    Sono di Destra e credo nella legalità e nella certezza della pena. mai più vorrei vedere leggi che rimettono in circolazione indiscriminatamente dei criminali.

    Sono di Destra perché non so ancora se sia più stupido chi mi da del fascista oppure chi si crede comunista.

    Sono di Destra e credo che per rappresentare gli interessi di una categoria di persone in parlamento non debbano andare personaggi in cerca di pubblicità come Luxuria.

    Sono di Destra e credo nella linea dura contro chi delinque.

    Sono di Destra e sono vicino alle forze dell'ordine e rispetto chi lavora per noi e per la nostra sicurezza rischiando la vita.

    Sono di Destra perché non odio chi sta meglio di me ma mi do da fare per migliorare la mia condizione.

    Sono di Destra perché non ho bisogno di scendere in strada a manifestare con bandiere di tutti i colori e di tutti gli stati, tranne quella italiana, per cose che a volte non conosco nemmeno, mi basta portare sempre con me il tricolore.

    Sono di Destra perché credo che siamo noi a dover decidere per quanto riguarda la politica interna del nostro paese.

    Sono di Destra perché sono convinto che servano più persone di Destra in Italia.

    Sono di Destra anche se non lo sono per quasi nessuna delle cose che hai scritto.
    Sono di Destra perchè credo nello Stato Etico e Sociale.
    Sono di Destra perchè credo nell'ordine naturale delle cose e in una dimensione spirituale della vita, che si oppone a quella materialista della sinistra comunista e a quella liberale e capitalista del mercato.
    Sono di Destra perchè amo la natura e quindi contrario a chi cerca di soggiogarla per profitto.
    Sono di Destra perchè sono della mia gente, della mia cultura e del sangue dei miei padri.
    Sono di Destra perchè sono un individuo assoluto.
    Sono di Destra perchè credo nella meritocrazia, quindi, cosciente che per avere agiatezze è meglio essere catto-comunista, non disprezzo le difficoltà.
    Sono di Destra perchè presto morirò e voglio condurre una vita fiera ed orgogiosa, libera ed aristocratica, ripudianto tutto quello che è vile, meschino, falso, timoroso e conformista.
    Vorrei per me uno stato fatto alla stessa maniera. Vorrei una Italia mai più servile, mai più normale, mai più materialista e disfattista. Vorrei la società ORGOGLIOSA della sua Italianità. Per questo e anche per molto altro mi dichiaro un cane sciolto, un uomo fatto di valori propri che sconfinano dagli schemi di partito.
    Perdonatemi se non risponderò qualora vorrete contraddirmi. Questo è quello che sono e non c'è replica ad un dato di fatto!

  5. #125
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    La Rochefoucauld: "Maestà, il popolo di Parigi marcia su Versailles". Luigi XVI:"Si tratta dunque di una rivolta". La Rochefoucauld:"No, sire, è una rivoluzione".
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    A volte si ritiene banale quello che non si è in grado di capire... Peccato che questo banale è una cosa essenziale che manca ora nella politica italiana.

    Continua pure a sguazzare nella tua ignoranza.

    O spesso si ritoene banale ciò che semplicemente lo è.
    Meglio la mia ignoranza che la creduloneria.


    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Perché quello è uno dei tanti che non ha capito nulla del senso del 3ad.

    Io parlo della destra che vorrei e che dovrebbe essere, una destra che si discosta in modo radicale da quella attuale come si discosta in modo radicale dall'attuale sinistra, non troppo diversa dall'opposizione capeggiata da Berlusconi.

    Vedi, parli di una destra che non esiste: sciorini luoghi comuni e vuoi farceli passare per realistici. Ancora peggio della creduloneria, è inganno.

  6. #126
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    sono di destra perchè ora Cristo si trova alla destra del Padre e perchè disse a Pietro di tirare la rete a destra della barca dopo che lui non aveva pescato nulla tutta la notte tirandola a sinistra .

  7. #127
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    Il termine “destra” nasce il 28 agosto 1789, durante la Rivoluzione francese, allorchè i deputati dell’Assemblea nazionale costituente, favorevoli a concedere al Re il diritto di veto sui lavori della stessa Assemblea, si collocano a destra della presidenza e quelli contrari si collocano a sinistra.
    Ogni opera diretta ad indagare l’essenza della destra, normalmente, prende le mosse da quest’evento storico.
    Ma coniare un termine non significa dare i natali ad un’idea. Infatti, ciò che oggi noi definiamo come destra è qualcosa di preesistente alla Rivoluzione francese, si tratta di un’idea antica quanto il mondo, di una visione che da sempre sovrintende allo svolgimento della vita sociale.
    Il 1789 non è l’anno di fondazione della destra. Al più è l’anno in cui una visione del mondo si è politicizzata.
    Con la Rivoluzione francese, infatti, ogni cosa è stata messa in discussione: i principi, un tempo unanimemente accettati e praticati, che sino ad allora avevano retto le sorti del mondo, sono stati contestati; tutto – dalla idea di Stato, alla attribuzione della sovranità, alla stessa religione – è stato fatto oggetto di scelta.
    Nel momento in cui la politica ha assunto la pretesa di determinare ogni aspetto dell’esistenza, la destra è stata costretta a qualificarsi come soggetto politico, ad abbassarsi, da concezione universalmente accettata, al livello di proposta politica alternativa a quella dei rivoluzionari.
    La destra si è svelata, ma non è nata con la rivoluzione di Francia. La destra metafisica, si è fatta anche destra politica, ma non per questo si è spogliata dell’organicità ed universalità della sua posizione.
    Quelle che, a partire dalla Rivoluzione, sono chiamate destra e sinistra altro non sono che due visioni del mondo. Le posizioni che esprimono le troviamo già nella filosofia greca: Platone, con il suo organicismo, e Democrito, con la sua filosofia atomistica, rappresentano l’esistenza di posizioni inconciliabili ben prima dell’avvento della Rivoluzione.
    La Rivoluzione francese rompe l’omogeneità culturale che sino ad allora, anche se con alti e bassi, caratterizzava il mondo.
    Prima dell’89 non poteva certo parlarsi di omologazione, tuttavia esisteva un corpus di valori e principi indiscussi: la religione, la forma di Stato, la strutturazione sociale, il costume, non erano oggetto di dibattito. Ogni popolo aveva dei valori che condivideva, un patrimonio che accettava, preservava e custodiva gelosamente. Con la Rivoluzione l’uomo si è arrogato il diritto di compiere una scelta sui valori e suoi principi. Quello che un tempo era accettato a priori, dopo l’89 andava ridiscusso e, preferibilmente, rifiutato.
    La politica, da scienza di governo ed amministrazione quale era considerata, è divenuta momento fondante dello Stato e della Società. Ha smesso di regolare i processi di vita ed ha preso a regolare la nascita, la costituzione genetica e la struttura degli organismi sociali.
    Quelle che prima erano idee generalmente diffuse, approvate e condivise, sono divenute – nel mondo disegnato dalle rivoluzioni – posizioni di una parte.
    L’idea metafisica dell’uomo, della società e della trascendenza, per affermarsi si è dovuta trasformare in proposta politica. La destra ha così iniziato a lottare secondo le regole dei rivoluzionari, si è fatta partito, si è strutturata, ha approfondito, definito e puntualizzato le proprie posizioni, ma non ha mai smesso di volere un mondo diverso.
    La destra oggi è una parte politica.
    Attenzione però, si differenzia dalle altre fazioni politiche perchè essa non è la semplice portatrice di un qualsiasi interesse sociale, ovvero la propugnatrice di una qualche ideologia rivoluzionaria; la destra non esprime interessi e ideologie, rappresenta valori e principi, esprime una visione del mondo.
    Utilizzare gli strumenti politici della modernità per affermare idee universali, e perciò ultra-moderne (ovvero idee che prescindono dal concetto di modernità), non significa negare, attraverso una scelta operativa, il presupposto delle proprie azioni. Diversamente, significa combattere realisticamente per un idea con i mezzi che si hanno a disposizione.
    Insomma, l’azione politica della destra non è una contraddizione, è una necessità.
    La destra metafisica, oggi, agisce attraverso la destra politica. Un partito politico che sia autenticamente di destra non è nient’altro che la longa manus della tradizione, lo strumento mediante il quale potrà realizzarsi una nuova omogeneità sociale fondata su valori e principi che oggi sono negati.
    La necessità di affermare la visione tradizionale del mondo stando seduti al tavolo del panpoliticismo rivoluzionario produce, certamente, dell’imbarazzo. Infatti, è la sinistra ad aver voluto una politica omnicomprensiva capace di decidere su tutto e, perciò, a sinistra l’azione politica è un momento di realizzazione, quasi un agire per agire, un movimento fine a se stesso.
    Differentemente, per la destra, l’azione politica costituisce qualcosa di strettamente necessario, di strumentale: il politico di destra utilizza strumenti che non ritiene giusto utilizzare ed assume decisioni che ritiene di non poter assumere, tuttavia lo fa – eccezionalmente – in nome della tradizione. Quando questa sarà ristabilita, quando i valori ed i principi saranno riaffermati e l’ordine sociale riconquistato, la politica tornerà ad essere amministrazione dello Stato, e l’uomo di destra potrà praticarla senza imbarazzi.
    L’azione politica della destra, tende, in ultima analisi, ad affermare un corpus di valori e principi espressione di una visione tradizionale del mondo.
    Questi costituiscono il paradigma, o meglio il metaparadigma[1], della visione del mondo della destra, la quale si fonda su due pilastri, realismo e trascendenza, il secondo dei quali la qualifica come concezione metafisica oltre che politica.
    L’impresa che si propone il presente lavoro è di intraprendere capitoli l’esposizione di questa visione del mondo, del paradigma tradizionale che sta alla base del pensiero di destra, nelle sue implicazioni politiche, sociali e trascendentali.
    Verranno perciò esplorati, di volta in volta, i pilastri del realismo e della trascendenza, partendo dal primo al fine di dimostrare che la trascendenza non è un mero accessorio, ma costituisce la necessaria conseguenza, ed al tempo stesso il presupposto, dell’impostazione realista. Quella che altrove è stata definita come la dimensione della verticalità o opzione sacrale[2] costituisce, infatti, un elemento essenziale del pensiero di destra.
    Pertanto, va tenuto sempre presente che anche quando la destra agisce su un piano esclusivamente politico la sua azione è, comunque, la conseguenza di un impostazione metafisica.
    In definitiva, destra metafisica e destra politica sono coincidenti: la seconda è espressione della prima e la prima è fondamento della seconda.
    2. L’uomo: un animale necessariamente (naturalmente) sociale.
    In prevalenza, gli storici del pensiero politico ritengono che la rottura operata dalla Rivoluzione francese abbia avuto ad oggetto il concetto di sovranità: i rivoluzionari hanno imposto il concetto di sovranità popolare, invece i controrivoluzionari, non riuscendo ad accettare un sovrano diverso dal Re[3], avrebbero rifiutato tale concetto.
    Nulla di più sbagliato.
    Infatti, la rottura si era verificata ben prima della decapitazione del Re di Francia: la divergenza in ordine alla concezione della sovranità è, soltanto, una delle tante conseguenze generate dalle congetture su uno stato di natura a-storico, le quali, a partire da Hobbes, hanno determinato la nascita delle ideologie politiche rivoluzionarie.
    Per la destra, una distinzione tra lo stato di società ed uno stato di natura, che gli sarebbe preesistito, è impensabile. Si tratta di un’astrazione del pensiero che, non solo, non trova riscontri nella realtà storica, ma non è, neppure, supportata da giustificazioni logiche.
    Immaginare l’esistenza dello stato di natura così come hanno fatto i vari Hobbes, Locke, Rousseau, dimostra come, sin dai propri albori, il pensiero ideologico presenti un’innegabile tendenza a prescindere dal reale: dall’immaginare uno stato di natura che non è mai esistito, a disegnare un mondo a tavolino – come hanno fatto le ideologie totalitarie del ‘900 – il passo è, terribilmente, breve!
    Diversamente, la destra sottolinea come l’uomo sia un animale necessariamente sociale: è la stessa natura a fissare questa innegabile regola. Infatti, sarebbe impossibile immaginare un mondo nel quale non esistano delle famiglie. E cos’è la famiglia se non l’aggregazione sociale più elementare!
    Dunque è l’analisi del dato reale, delle leggi naturali ad impedire alla destra di accettare le elucubrazioni sull’esistenza, o anche solo sulla configurabilità, di uno stato di natura differente dallo stato di società.
    L’uomo non è mai stato isolato. Il selvaggio, buono o cattivo che fosse, fuori della società non sarebbe potuto esistere. Lo stato di società è lo stato naturale dell’uomo, ed ogni teoria che sostenga il contrario non solo è falsa ma è, oltre modo, pericolosa.
    Questi astratti stati di natura costituiscono, peraltro, la giustificazione del riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo, delle teorie contrattualiste e, in ultima analisi, dell’individualismo. Insomma sono all’origine degli elementi che hanno prodotto, sul piano politico la Rivoluzione francese.
    Dunque la rottura, nell’età moderna, si è avuta a livello teorico già con Hobbes: l’esigenza di giustificare un Leviatano la cui brama di crescita porterà in breve all’assolutismo, ha prodotto conseguenze disastrose.
    3. Il pessimismo antropologico.
    Le teorie sullo stato di natura non si limitavano a descrivere un uomo isolato, ma pretendevano anche di rappresentarne le caratteristiche.
    Così in Hobbes troviamo uno stato di natura caratterizzato dalla regola homo, homini, lupus, dove il contratto di fondazione dello Stato era il rimedio per sedare la ferocia primordiale. Diversamente, in Rousseau troviamo la descrizione di un buon selvaggio, un essere pacifico e libero che perderebbe queste sue buone qualità durante il passaggio nello stato di società.
    In entrambi i casi ricorre una astrazione le cui conseguenze determinano esiti comunque inaccettabili.
    Hobbes correttamente riconosce la natura cattiva dell’uomo ma, immaginandolo nello stato di natura, gli attribuisce il potere di fondare uno Stato. Questo concetto astratto, peraltro, legittimerà lo Stato, - non a caso paragonato al mostro biblico Leviatano – ad avere una giurisdizione incontrollata, limitato soltanto da un atto fondativo che nella realtà non si è mai avuto e, perciò, in definitiva illimitato.
    Hobbes fornisce, pertanto, la legittimazione teorica alla nascita degli Stati moderni, estranei, e tendenzialmente prevaricatori della realtà sociale. Lo Stato moderno è, infatti, il primo artefice del crollo della società tradizionale. Una comunità, quest’utima, che coincideva con lo Stato anzichè differirne.
    Rousseau fa peggio di Hobbes. Egli sbaglia tre volte.
    La prima nel congetturare uno stato di natura che non è mai esistito. La seconda nel descriverne gli abitanti come buoni e liberi. La terza nel supporre che bontà e libertà vengano meno con l’ingresso nello stato di società.
    Il Contratto sociale si apre con l’affermazione che “l’uomo è nato libero ma dovunque egli è in catene”.
    Pertanto, secondo il ginevrino, sarebbe giusto soltanto quell’ordinamento sociale che riconoscesse la bontà della natura umana e, conseguentemente, rendesse all’uomo tutte le libertà che merita. Ma così non è: l’uomo è più cattivo che buono, tende a prevaricare più che a sacrificarsi, cerca il miglior risultato col minor profitto, e – normalmente – dovendo scegliere tra il bene per se stesso oppure per gli altri – opta per la prima alternativa.
    A Rosseau rispondeva, senza mezzi termini, il capofila del tradizionalismo francese, il conte Joseph de Maistre, affermando che “l’uomo in generale, abbandonato a sè stesso, è troppo cattivo per essere libero”.
    L’essenza della natura umana non è l’altruismo. Un ordinamento sociale che neghi quest’evidenza esaltando, al contrario, la libertà dell’uomo non solo genererebbe infelicità ed ingiustizie diffuse, ma produrrebbe una realtà dove “il più forte finirà con l’arrostire il più debole
    Dunque, compito fondamentale degli organismi sociali è quello di assicurare la pacifica ed ordinata convivenza tra gli uomini: se la società non esistesse gli uomini si scannerebbero. Ma di tale circostanza gli architetti degli stati di natura ed i propugnatori della sacralità della libertà astratta non si curano.



 

 
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