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Discussione: truffa LSC

  1. #51
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    Predefinito standard comune

    Citazione Originariamente Scritto da Tziricotu Visualizza Messaggio
    Premesso che sono un grosso ignorante in materia, non essendo madrelingua sardo nè avendo molte nozioni di linguistica, mi permetto di fare alcune considerazioni che sono poi domande che mi son sempre posto.
    Innanzitutto sono convinto che un discreto parlante sardo, al di là dei campanilismi, sia in grado di comprendere la totalità delle varianti esisteniti, in virtù della comunanza sostanziale che si ha fra fratelli, nonostante qualche differenza somatica. Io stesso, che parlante sardo non sono, non ho grossi problemi ad afferrare le diverse varianti.
    In secondo luogo ho notato che molti miei amici e parenti, pur essendo di madrelingua sarda, incontrano difficoltà non tanto nel capire i differenti dialetti orali quanto nel leggere il sardo scritto, perchè non sono abituati a trasformare mentalmente le lettere nei fonemi, anche a causa della grande varietà di grafie utilizzate.
    Mi chiedo che bisogno ci sia di istituire un sardo standard che, comunque venga scelto o costruito, sarà sempre un imposizione gradevole per alcuni ed estranea per altri. Non sarebbe più utile e giusto adottare semplicemente una grafia standard, insegnarla da subito nelle scuole unitamente alle principali varianti e lasciare che sia poi l'uso comune a creare spontaneamente uno standard che raccoglie la ricchezza delle varietà?
    Oltretutto, perdendo ancora tempo a tergiversare, si getta alle ortiche anche l'opportunità di formare in maniera relativamente agevole quegli insegnanti madrelingua che stanno ancora nelle nostre scuole e che potrebbero trasmettere agli alunni il proprio sapere. Man mano andranno in pensione.
    A me sembra che tutto questo discutere a livello istituzionale non raggiunga che il risultato opposto a quello che si vorrebbe, apparentemente, prefiggere e che faccia il gioco di chi vorrebbe il sardo lingua morta.
    Caro tziricotu, mi sembri tra i meno ignoranti in materia. E poi condivido il tuo punto di vista, a parte la premessa dell'intercomprensibilità tra sardi parlanti o leggenti, che è cosa molto difficilmente valutabile (ci sono anche i galluresi eccetera). Il punto che confivido e caldeggio è che uno standard deve essere fatto nascere e crescere valorizzando nell'uso scritto e parlato tutte le varianti, ognuno la sua, con grafia comune (grafia e non altro). Questa è una posizione tanto ovvia e produttiva, oltre che democratica, che basta poco a capire che le altre proposte attuali di standard e ufficializzazione (LSU, LDM, LSC) sono davvero una truffa, un sopruso, un gioco delle tre carte da fiera napoletana, a cui i campidanesi e non solo essi, non possono assoggettarsi. Credo dunque che il discutere e confrontarsi anche per resistere e smascherare il sopruso "cabesusesu" sia utile e indispensabile anche al sardo, oltre che alla verità e all'onestà. Tutte le attuali proposte di standard e ufficializzazione vogliono fare nel piccolo sardo ciò che in grande hanno fatto le "grandi" lingue con l'imposizione del potere politico e per ragioni di potere. No pasaràn!

  2. #52
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da nuraddeis Visualizza Messaggio
    Caro tziricotu, mi sembri tra i meno ignoranti in materia. E poi condivido il tuo punto di vista, a parte la premessa dell'intercomprensibilità tra sardi parlanti o leggenti, che è cosa molto difficilmente valutabile (ci sono anche i galluresi eccetera). Il punto che confivido e caldeggio è che uno standard deve essere fatto nascere e crescere valorizzando nell'uso scritto e parlato tutte le varianti, ognuno la sua, con grafia comune (grafia e non altro). Questa è una posizione tanto ovvia e produttiva, oltre che democratica, che basta poco a capire che le altre proposte attuali di standard e ufficializzazione (LSU, LDM, LSC) sono davvero una truffa, un sopruso, un gioco delle tre carte da fiera napoletana, a cui i campidanesi e non solo essi, non possono assoggettarsi. Credo dunque che il discutere e confrontarsi anche per resistere e smascherare il sopruso "cabesusesu" sia utile e indispensabile anche al sardo, oltre che alla verità e all'onestà. Tutte le attuali proposte di standard e ufficializzazione vogliono fare nel piccolo sardo ciò che in grande hanno fatto le "grandi" lingue con l'imposizione del potere politico e per ragioni di potere. No pasaràn!
    A differenza tua io credo che un avvio di qualche forma di standardizzazione possa essere utile per alcuni ambiti nei quali ad esempio è richiesta la neutralità del codice, e per favorire un utilizzo moderno del sardo, anche a finalità politiche. Una sorta di terreno comune nel quale far confrontare e intaregire le varianti del sardo. E me pare che l'errore che le commissioni sin qui abbiano fatto sia quello di non aver avuto il coraggio di snaturare il logudorese, di sfigurarlo, a favore di un codice veramente intermedio, mesanu.
    Ma a mio parere si potrebbe agire anche in un altro modo, in manira molto più soft, salvando buona parte dell'identità di tutti ma rimanendo sotto un unico tetto normativo. E dunque accettando nello standard, laddove è opportuno, la coopresenza di due norme sulla base della diffusione,del sentimento di identificazione dei parlanti, dell'utilizzo letterario e di un discorso di razionalizzazione teso all'avvicinamento. Non sono tecnico, ma credo che se ci fosse la volontà politica una roba del genere si potrebbe fare.. ora mi sbizzarrisco e butto giù alcuni esempi..

    Cane/i plur: canes/canis
    domo/u plur: domos/domus
    andadu/andau
    abba/acua
    chertu/certu plur: chertos/us -certos/us
    aghina/axina
    farche/i -farce/i
    angione/i - anzone/i
    fillu/fizzu/(figiu)
    faere/fairi -faghere/faghiri
    roda/arroda
    lu/ddu
    ecc ecc



    La cosa può sembrare incasinata, ma in realtà la logica è semplice,e consente di sperimentare anche la commistione tra varianti all'interno di un unico standard. Consentirebbe di redigere dizionari ordinati e di mettere a punto correttori ortografici elettronici.



    Ps:
    vedo che nei giornali compaiono pagine di storia in LSC, notizie secondo le quali enti locali utilizzerebero la LSC, in provincia di Nuoro ci si appresta ad introdurla nelle scuole affincandola alla variante locale. Spero che a questo punto tutti si siano convinti che la LSC non era e non poteva essere standard ad esclusivo utilizzo amministrativo regionale, in uscita. Il fatto che la regione non obblighi al suo utilizzo, non significa nulla. Lo standard della RAS necessariamente ambisce ad essere standard scritto del sardo.

  3. #53
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    Predefinito proprio così

    Citazione Originariamente Scritto da akuardenti Visualizza Messaggio
    A differenza tua io credo che un avvio di qualche forma di standardizzazione possa essere utile per alcuni ambiti nei quali ad esempio è richiesta la neutralità del codice, e per favorire un utilizzo moderno del sardo, anche a finalità politiche. Una sorta di terreno comune nel quale far confrontare e intaregire le varianti del sardo. E me pare che l'errore che le commissioni sin qui abbiano fatto sia quello di non aver avuto il coraggio di snaturare il logudorese, di sfigurarlo, a favore di un codice veramente intermedio, mesanu.
    Ma a mio parere si potrebbe agire anche in un altro modo, in manira molto più soft, salvando buona parte dell'identità di tutti ma rimanendo sotto un unico tetto normativo. E dunque accettando nello standard, laddove è opportuno, la coopresenza di due norme sulla base della diffusione,del sentimento di identificazione dei parlanti, dell'utilizzo letterario e di un discorso di razionalizzazione teso all'avvicinamento. Non sono tecnico, ma credo che se ci fosse la volontà politica una roba del genere si potrebbe fare.. ora mi sbizzarrisco e butto giù alcuni esempi..

    Cane/i plur: canes/canis
    domo/u plur: domos/domus
    andadu/andau
    abba/acua
    chertu/certu plur: chertos/us -certos/us
    aghina/axina
    farche/i -farce/i
    angione/i - anzone/i
    fillu/fizzu/(figiu)
    faere/fairi -faghere/faghiri
    roda/arroda
    lu/ddu
    ecc ecc



    La cosa può sembrare incasinata, ma in realtà la logica è semplice,e consente di sperimentare anche la commistione tra varianti all'interno di un unico standard. Consentirebbe di redigere dizionari ordinati e di mettere a punto correttori ortografici elettronici.



    Ps:
    vedo che nei giornali compaiono pagine di storia in LSC, notizie secondo le quali enti locali utilizzerebero la LSC, in provincia di Nuoro ci si appresta ad introdurla nelle scuole affincandola alla variante locale. Spero che a questo punto tutti si siano convinti che la LSC non era e non poteva essere standard ad esclusivo utilizzo amministrativo regionale, in uscita. Il fatto che la regione non obblighi al suo utilizzo, non significa nulla. Lo standard della RAS necessariamente ambisce ad essere standard scritto del sardo.
    Invece la tua idea mi pare semplice, chiara, onesta, praticabile, aperta e arricchente, inglobante, non discriminante o dialettalizzante e diglossica. Tutte le lingue hanno sinonimi e forme plurime anche regionali. Nessuno direbbe che Pinocchio non è italiano, eppure nessuno parla o scrive così toscano. Scrivere su cani miu oppure su cane meu non cambia molto, dice solo della dialettalità dello scrivente, così come scrivere in italiano ciuccio o ciuchino o somaro, o fairi, faere, faghere, anche in un paludato documento ufficiale. Quella che indichi è la via indicata da alcuni anche nella famosa commissione della RAS, per esempio Giulio Angioni e Anna Oppo e anche Soru, ma lo sciovinismo e la "malafede" dei cabesusesus hanno fatto guasti che temo irreparabili, insieme con la dabbenaggine di altri commissari e la fretta di Soru e Pilia. Ma speriamo che non tutto sia perduto, che ci si svegli dal delirio puristico-logudorese mascherato da medietà o mesania, e che l'uso effettivo cambi tutte le carte in tavola, comprese le carte false e le bugie con le gambe corte.

  4. #54
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    Fatti non foste a viver come bruti, ma a ricercar vertute e INDIPENDENTZIA
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    Citazione Originariamente Scritto da nuraddeis Visualizza Messaggio
    ma lo sciovinismo e la "malafede" dei cabesusesus hanno fatto guasti che temo irreparabili, insieme con la dabbenaggine di altri commissari e la fretta di Soru e Pilia. Ma speriamo che non tutto sia perduto, che ci si svegli dal delirio puristico-logudorese mascherato da medietà o mesania, e che l'uso effettivo cambi tutte le carte in tavola, comprese le carte false e le bugie con le gambe corte.

    Millu mì su "sciovinismo" de sos nordistas, lu fia isettende dai Perdu, ma andat bene su matessi.
    Bivant sos cabesusesus, a fora sos terrones de Cagliari ladrona

    Ajò ma cosas de narrer sunu? Et sezzis puru iscentziados de sa limba (lingua)

  5. #55
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    Predefinito cabesusesus

    Citazione Originariamente Scritto da sardiniae pars Visualizza Messaggio
    Millu mì su "sciovinismo" de sos nordistas, lu fia isettende dai Perdu, ma andat bene su matessi.
    Bivant sos cabesusesus, a fora sos terrones de Cagliari ladrona

    Ajò ma cosas de narrer sunu? Et sezzis puru iscentziados de sa limba (lingua)
    I cabesusesus di cui sopra sono alcune singole persone della commissine di cui prima, non una generica "razza" sciovinista quale tu la intendi, distorcendo e facendo scherzi un po' canaglieschi alla leghista. La questione però è seria, se è vero che è seria la questione linguistica della Sardegna e dei modi di affrontarla e risolverla.

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da nuraddeis Visualizza Messaggio
    I cabesusesus di cui sopra sono alcune singole persone della commissine di cui prima, non una generica "razza" sciovinista quale tu la intendi, distorcendo e facendo scherzi un po' canaglieschi alla leghista. La questione però è seria, se è vero che è seria la questione linguistica della Sardegna e dei modi di affrontarla e risolverla.
    Proprio perchè la cosa è molto seria io mi chiedo perchè qui in sardegna non venga istituito un ente(e ne abbiamo visto di enti!), un'appendice dell' assessorato regionale alla cultura, un'accademia istituzionale, in collaborazione cun le università, che so, ma insomma un istituto (permanente!) che abbia come fine la tutela e lo studio serio delle problematiche realtive alla nostra lingua. Una sorta di accademia della crusca, (o d' "istitut d'estudis catalans", di "academia de la llingua asturiana", per indicarne due relativi a lingue minoritarie) , in cui vengano promossi studi linguistici, sociolinguistici, affrontate gradualmente e seriamente le problematiche della standardizzazione, della compilazione di dizionari, proporre neologismi, studio delle problematiche legate all'introduzione nei mass media, scuola, amministazione,e relativa predisposizione di linee guida: insomma tutti quegli aspetti pertinenti all'uso moderno di una lingua minoritaria..... E ovviamnte trasparenza, scientificità, revisioni e aggiustamenti, rapporto costante con la società, coordinamento. Cose che mi sembrano ancora inesistenti.

 

 
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