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Discussione: La Monarchia Irachena

  1. #1
    Pasdar
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    Predefinito La Monarchia Irachena

    La monarchia irachena copre gli anni che dal 1921 giungono al 1958, data in cui fu istituita in seguito a un colpo di stato militare, la Repubblica d'Iraq.
    Nel corso di questo periodo vi furono i seguenti tre sovrani:
    Re Faysal I (1921-1933)
    Re Ghāzī I (1933-1939)
    Re Faysal II (1939-1958)

    Faysal ibn al-Husayn (20 maggio 1883 - 8 settembre 1933) fu Re d'Iraq dal 1921 al 1933. Era appartenente alla dinastia hascemita per essere figlio dello Sceriffo di Mecca al-Husayn ibn ‘Alī, animatore della Rivolta Araba contro gli Ottomani. Nacque a Tā'if nel 1883, terzo figlio di al-Husayn ibn ‘Alī, Sceriffo di Mecca. Nel 1916, mentre era in visita a Damasco, aderì al gruppo clandestino arabo al-Fatah (La Giovane), un'organizzazione anti-ottomana composta da nazionalisti arabi. Faysal operò quindi per gli Alleati nel corso della Prima guerra mondiale, come comandante delle truppe arabe che suo padre aveva autorizzato a costituire. Partecipò alle operazioni che videro come teatro d'azione la Transgiordania ed entrò per primo a Damasco e nell'antica capitale del califfato omayyade formò un Governo arabo nel 1918, ignaro che Gran Bretagna e Francia s'erano spartiti l'intera area vicino-orientale. Guidò la delegazione araba che alla Conferenza di pace di Parigi del 1919 cercò di far valere le vacue promesse fatte all'epoca da Sir Henry MacMahon e riuscì a ottenere che alcuni paesi arabi fossero guidati dalla dinastia hascemita cui egli apparteneva. Il 3 gennaio 1919, Faysal e il dott. Chaim Weizmann, Presidente dell'Organizzazione Sionista Mondiale, firmarono gli Accordi Faysal-Weizmann in cui Faysal accettò la condizione che la Dichiarazione Balfour costituisse una delle basi di discussione per per il futuro dell'area alla fine del dominio britannico: accordi che tuttavia non ebbero mai seguito. Il 7 marzo 1920 egli fu indicato come re della Grande Siria da un Congresso Nazionale Siriano ma nell'aprile del 1920, la Conferenza di Sanremo assegnò ufficialmente alla Francia il Mandato ufficiale sulla Siria. Dopo l'infelice battaglia di Maysalun del 24 luglio 1920 Faysal fu quindi espulso dalla Siria dai francesi e si recò a vivere in Gran Bretagna nell'agosto di quello stesso anno. Il Governo di Sua Maestà ebbe, da una Società delle Nazioni prona al volere delle potenze vincitrici del conflitto mondiale, il Mandato sull'Iraq e a Faysal fu affidata da Londra nell'agosto del 1921 la monarchia irachena, sia pure sotto il determinante controllo della Gran Bretagna. Poco dopo che l'Iraq era riuscito nel 1932 a conseguire un'indipendenza formale Faysal morì per un attacco cardiaco mentre si trovava a Berna, Svizzera. A lui succedette il figlio Ghāzī

    L' 8 settembre 1933 re Faysal morì e Ghāzī fu incoronato come Ghāzī I. Lo stesso giorno Ghāzī fu nominato ammiraglio della Flotta della Marina Reale Irachena, Feldmaresciallo dell'Esercito Reale Iracheno e maresciallo dell'Aeronautica Militare Irachena. Convinto nazionalista, contrario alle ingerenze della Gran Bretagna nel suo Paese, il regno di Ghāzī fu caratterizzato da tensioni fra i politici civili e le forze armate, che miravano ad assumere il controllo del governo, specie con le loro élites che erano meglio note come il Quadrato d'oro. Appoggiò nell'ottobre del 1936 il colpo di mano "progressista" del gen. curdo Bakr Ṣidqī, comandante della I Divisione, che rimpiazzò il governo civile filo-britannico, con uno militare. Questo fu il primo colpo di mano militare nella storia del moderno Iraq e nell'intero mondo arabo. A questo scopo egli aprì una sua propria stazione radio nel suo palazzo di al-Zuhūr in cui poté esprimere tali pretese con i nuovi strumenti della comunicazione di massa. Un anno più tardi Ghāzī appoggiò un nuovo golpe, questa volta condotto dai quattro alti ufficiali che formavano il cosiddetto Quadrato d'oro, anch'essi fortemente caratterizzati da un acceso sentimento anti-britannico. Morì nel 1939 in un misterioso incidente che coinvolse la sua vettura sportiva che egli stesso guidava. Voci insistenti affermarono che era stato eliminato su disposizione della Gran Bretagna. Suo figlio Faysal, di appena 4 anni, gli succedette.

    Figlio del secondo re dell'Iraq, Ghāzī, Faysal ha solo tre anni quando il padre muore in un incidente stradale sul quale non mancarono voci di indimostrabili interessi britannici nell'eliminare un sovrano non orientato a ripetere la medesima attitudine filo-britannica del padre Re Faysal I d'Iraq. Per questo motivo, fino al 1953, Faysal è sottoposto alla reggenza dello zio ‘Abd al-Ilāh. Quando la Siria si allea con l'Egitto di Gamāl ‘Abd al-Nāser nella Repubblica Araba Unita, i regni di Giordania e Iraq decidono di fondersi in un'unica entità statale nel febbraio 1958. Faysal, come membro più anziano della famiglia hascemita si trova alla testa della Federazione Araba, costituita appunto da Iraq e Giordania. La Federazione era utile indirettamente alla politica statunitense che, con il Patto di Baghdad, intendeva sanzionare l'esistenza di due soli blocchi ideologicamente contrapposti a livello internazionale, togliendo spazio al movimento dei "Non-allineati. Il programma fallisce però quando Husayn chiede l'aiuto militare dell'Iraq, temendo la politica accesamente panaraba del presidente egiziano: l'esercito iracheno - ricco di fermenti panarabi e anti-britannici - si rifiuta infatti di obbedire, iniziando un movimento di rivolta che coinvolgerà tutto il paese. A tutto ciò s'aggiungono anche le tensioni scaturenti dalla linea della monarchia irachena nei confronti dell'IPC (Iraq Petroleum Company) britannica e dall'orientamento a cedere il processo produttivo e di trasformazione del petrolio a compagnie statunitensi e britanniche. Malgrado una promessa di protezione e di esilio, i militari guidati dal gen. ‘Abd al-Karīm Qāsem portano a segno un colpo di Stato repubblicano e giustiziano re Faysal e numerosi membri della sua famiglia, oltre al Primo Ministro Nūrī Āl Sa‘īd.


    Regno dell'Iraq, Al-Mamlaka al-'Iraqiya, 1921-1924

    Bandiera hascemita adottata da uno dei figli di Hussein dell'Hegiaz, Feisal, divenuto re dell'Iraq il 23 agosto 1921. Modificata nel 1924. Proporzioni 1/2. Bandiera con i colori della rivolta araba identica a quella dell'Hegiaz nella seconda versione.


    Regno dell'Iraq, Al-Mamlaka al-'Iraqiya, 1924-1958

    Bandiera nazionale, di stato e mercantile adottata nel 1924. Dopo la tragica fine della monarchia (il re Feisal II fu ucciso con tutta la famiglia) nel luglio 1958, fu mantenuta ancora per un anno dal consiglio di sovranità della repubblica.
    Già nel 1920, quando a Damasco, in Siria, fu proclamata l'indipendenza dell'Iraq, era stata proposta una bandiera simile, con le due stelle in un triangolo anziché in un trapezio. Il significato delle due stelle è dibattuto, ma sembra che esse alludessero al fatto che l'Iraq era il secondo regno hascemita dopo la Siria derivato dall'Hegiaz.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  2. #2
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    bellissimo trhead Defender...e pensare che proprio pochi giorni fa cercavo notizie su questa Monarchia!!! ;-)
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  3. #3
    roberto m
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    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert I Visualizza Messaggio
    bellissimo trhead Defender...e pensare che proprio pochi giorni fa cercavo notizie su questa Monarchia!!! ;-)
    avresti potuto chiedere, comunque grazie moltissimo Defender

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m Visualizza Messaggio
    avresti potuto chiedere, comunque grazie moltissimo Defender
    a beh...FIDATI che lo stavo per fare....e visto che ci siamo, ti chiedo informazioni sulla Monarchia Afghana.
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  5. #5
    roberto m
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    nessuno sa che alle ultime elezioni irachene si è presentato anche un principe uno dei pochissimi sopravvissuti all'eccido del 1958, ma siccome gli amercani non lo vedono di buon occhio perchè predica una democrazia alla mediorientale (di stile tribale) e non americana, lo hanno boicottato

    Un altro ottimo erede al trono irakeno sarebbe Hassan zio di re Abdallah di Giordania e fratello e reggente per moltissimi anni di girdania, le case reali irakena e giordana sono la stessa, hassan è una persona di enorme esperienza, capacissimo e anche apprezzato in occidente

  6. #6
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    Faisal I







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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m Visualizza Messaggio
    Un altro ottimo erede al trono irakeno sarebbe Hassan zio di re Abdallah di Giordania e fratello e reggente per moltissimi anni di girdania, le case reali irakena e giordana sono la stessa, hassan è una persona di enorme esperienza, capacissimo e anche apprezzato in occidente

    penso sarebbe stata una soluzione intelligente e valida!!!
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  8. #8
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    L-attuale Pretendente al Trono e' SAR Principe Raad.

  9. #9
    roberto m
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    Sharif Ali Bin Hussein
    Nella sala dei ricevimenti, sorvegliata da colossi in giacca e cravatta il caffé viene servito in piccolissime tazze di porcellana. Puntuale, buon conversatore Sharif Ali Bin Hussein si siede sempre allo stesso punto : sotto il ritratto di suo cugino il Re Faysal II ultimo Re d’Iraq il cui assassinio nel 1958 mise fine a 36 anni di monarchia. All’epoca Il piccolo principe aveva solo 2 anni : fu l’inizio di un lunghissimo esilio, dapprima in Libano poi in Gran Bretagna dove divenne bancario dopo gli studi in economia. Sul muro adiacente ci sono i ritratti dei due Re precedenti Feysal I (1922-1933) e Ghazi (1933-1939), discendenti di Sharif Hussein della Mecca che diede origine alla rivolta contro i governanti dell’Impero ottomano. Nostalgia del passato…
    Ma le idee che difende il pretendente al trono d’Iraq sono quelle del suo tempo. Antico sostenitore dell’intervento americano per spodestare Saddam, oggi egli condanna fermamente la politica degli USA in Iraq. D’altronde si è ben guardato dal ritornare nelle valige della coalizione nel giugno 2003.
    « molto prima della guerra, suggerii agli americani di organizzare delle elezioni al più presto dopo la caduta del regime. Putroppo hanno dato fiducia ai loro amici esiliati ed hanno completamente fallito la ricostruzione del paese. Fin dall’inizio l’errore è stato quello di creare un consiglio di Governo transitorio sotto il comando di Paul Bremer, il proconsole americano » lamenta il principe.
    Oggi Sharif Ali Bin Hussein non esita a presentarsi come un candidato di opposizione all’attuale governo provvisorio irakeno « troppo vicino agli americani, troppo opportunista ».
    Riconosce senza reticenze la sua preferenza per gli esclusi « che hanno raggiunto la resistenza armata per poter far ascoltare la propria voce » « il solo mezzo, continua, per fermare le operazioni dei membri della guerriglia, è di promuovere dei negoziati e di coinvolgerli nel processus politico. E questa sarà una delle mie priorità se saro’ eletto »
    In questo contesto, insiste Sharif Ali Bin Hussein « il ritorno della Monarchia puo’ presentarsi come il rimedio ideale ai mali dell’Irak. Io sono convinto che solo una Monarchia Costituzionale potrà assicurare la diversità dei partiti politici ed evitare che uno di essi cerchi di dominare gli altri » confida. I suoi critici gli rimproverano di tenere discorsi da esiliato. Le malelingue dicono persino che parla l’arabo con un accento inglese. Corrono anche voci che egli non sia il discendente più prossimo della dinastia Haschemita, ma di fronte alle critiche l’uomo si difende « d’avere sempre vissuto a contatto con gli irakeni ». All’estero dice « ho frequentato i diversi gruppi politici : una libertà che non avrei potuto avere se fossi rimasto in patria ».

 

 

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